Tag Archives: Biscotti

Shortbread

Domenica pomeriggio. Una pioggia lieve. Ore da trascorrere in casa. Una nipotina con cui pasticciare. Voglia di qualcosa di dolce e scioglievole….

5.0 from 1 reviews
Shortbread
 
Autore:
Tipo di ricetta: Biscotti
Ingredienti
  • 350 g di farina 0
  • 210 g di burro
  • 140 g di zucchero
  • 2 cucchiai di latte
  • ½ cucchiaino di sale
Preparazione
  1. In una ciotola lavorate il burro con un cucchiaio fino a renderlo morbido.
  2. Aggiungete lo zucchero e amalgamate il tutto.
  3. Inserite ora la farina, il latte e il sale e lavorate su un piano da lavoro quel tanto che basta per ottenre un impasto omogeneo e compatto.
  4. Chiudete con pellicola e lasciate rassodare 1 ora in frigorifero.
  5. Riprendete l'impasto e stendetelo ccon un mattarello dando una forma rettangolare e lasciando un altezza di circa 1 cm abbondante.
  6. Con un contello ricavate i biscotti rettangolari e metteteli su una teglia ricoperta di carta forno.
  7. Praticate i tipici forellini cin una forchetta, quindi fate riposare in frigorifero 1 ora.
  8. Cuoceteli infine a 170°, sfornandoli non appena danno i primi accenni di doratura.
  9. Lasciate raffreddare completamente prima di mangiarli.
  10. Vanno conservati un una scatola di latta e si mantengono per circa 2 settimane.


Cuor di mela

Il freddo che è arrivato ha portato subito con sé la voglia di avvolgersi in una coperta, con un the fumante tra le mani, un biscotto da sgranocchiare e un libro da leggere. Qui a casa abbiamo acceso anche il caminetto: il fuoco è un compagno di serate prezioso e avvolgente. Nessuna occasione migliore per coccolarsi un  po’.

Se poi parliamo di un biscotto ripieno con un dolce cuore di mela, allora non si può davvero resistere.

Per la realizzazione di questi biscotti ho usato le mele dei miei genitori, che non sono trattate. C’è voluto un po’ per pulirle, perché molte erano bucate, ma il sapore era eccezionale.

5.0 from 3 reviews
Cuor di mela
 
Autore:
Tipo di ricetta: Biscotti
Ingredienti
  • 400 g di farina
  • 200 g di burro
  • 100 g di zucchero
  • 2 uova
  • 1 pizzico di sale
  • Zeste di un limone non trattato
  • Per il ripieno
  • 3 mele annurca
  • 3 cucchiai di zucchero di canna
  • 1 cucchiaio di rum
  • Succo di mezzo limone
Preparazione
  1. Preparate la pasta frolla unendo farina, burro morbido, zucchero, uova, sale e zeste di limone.
  2. Lavorate l'impasto velocemente formando una sfera.
  3. Sigillatela con pellicola e fatela riposare 30 minuti in frigorifero.
  4. Intanto preparate il ripieno: sbucciate le mele e fatele a dadini molto piccoli.
  5. Mettetele in una padellina insieme allo zucchero di canna, il rum e il succo di limone.
  6. Lasciate appassire e poi raffreddare.
  7. Stendete la frolla in due pezzature, e disponete su una dei piccoli mucchietti di ripieno, distanziati di qualche centimetro.
  8. Coprite con l'altra frolla stesa, quindi con un coppapasta formate i biscotti.
  9. Ponete i biscotti su una placca ricoperta di carta forno.
  10. Cuocete a 180° fino a lieve doratura.
  11. Sfornate e lasciate raffreddare.


Nascondini

La grande curiosità spinge sempre a scoprire cose. Sono una curiosa nata, lo sanno pure i muri. E molto di quello che creo in cucina nasce proprio da questa mia caratteristica.

Come è successo per questi nascondini, visti fugacemente in pubblicità televisiva. Mi sembravano una cosa facile da provare a fare e così ho fatto. Due frolle: una bianca classica e una arricchita di cacao e cioccolato fondente…e il gioco è fatto.

Sono piaciuti moltissimo e conto di rifarli appena possibile.

Si conservano, come tutti i biscotti, in scatola di latta.

5.0 from 1 reviews
Nascondini
 
Autore:
Tipo di ricetta: Biscotti
Ingredienti
  • 400 g di farina
  • 200 g di burro
  • 100 g di zucchero
  • 2 uova
  • 1 pizzico di sale
  • Zeste di un limone non trattato
  • 30 g di cioccolato fondente
  • 20 g di cacao amaro
Preparazione
  1. Preparate la pasta frolla unendo farina, burro morbido, zucchero, uova, sale e zeste di limone.
  2. Lavorate l'impasto velocemente formando una sfera.
  3. Sigillatela con pellicola e fatela riposare 30 minuti in frigorifero.
  4. Prelevate ¼ di pasta frolla e aggiungeteci il cioccolato grattato e il cacao.
  5. Amalgamate bene.
  6. Stendete la frolla "bianca" formando un rettangolo.
  7. A parte, stendete la frolla al cioccolato e ricavatene delle strisce larghe circa 1 cm.
  8. Disponete la striscia di frolla al cioccolato sulla frolla "bianca", come in fotografia.
  9. Ripiegate la frolla bianca sopra quella al cioccolato, quindi tagliate sulla lunghezza e ricavate i biscotti.
  10. Assicuratevi che siano chiusi sul lato, quindi praticate i tre tagli in verticale sulla superficie (potete fare con un coltello, oppure, come ho fatto io, con una spatola di metallo).
  11. Ponete i biscotti su una placca ricoperta di carta forno.
  12. Cuocete a 180° fino a lieve doratura.
  13. Sfornate e lasciate raffreddare.


Ricciarelli di Siena

Chi di voi ama le mandorle, non può non provare almeno una volta nella vita a fare i ricciarelli, un dolcetto tipico di Siena dall’aspetto candido, grazie alla breve cottura e allo zucchero a velo che si usa per ricoprirli. 

Sono semplici da fare, basta usare dei piccoli accorgimenti. In particolare sulla cottura: dovrete sfornarli non appena vedrete apparire le famose crepe in superficie. Quello è il momento giusto. L’attimo dopo saranno già troppo cotti. La caratteristica dei ricciarelli è proprio la loro breve cottura: dovranno rimanere infatti bianchi e non croccanti come un comune biscotto. 

Sono deliziosi da prendere con un thé, e una bellissima idea regalo. 

© Michela De Filio

[Ricetta tratta da “Manuale di pasticceria italiana” di Scolari e Busnelli]

Ingredienti per circa 40 ricciarelli:

330 g di mandorle bianche
10 g di mandorle amare
380 g di zucchero (io ne ho messi 250) 
100 g di albumi
55 g di arancia candita (io ho messo zeste di due arance bio) 
16 g di glucosio (facoltativo) 
1 g di carbonato di ammonio (ammoniaca per dolci)
1 cucchiaio di estratto di vaniglia
 Zucchero a velo

Procedimento:

Unite in un mixer le mandorle, le zeste di arancia, il glucosio, una parte di albume e lo zucchero. 
Frullate il tutto, quindi aggiungete il resto dell’albume, il carbonato di ammonio e l’estratto di vaniglia. 
L’impasto dovrà risultare morbido, ma ben legato e non cedevole. 
Formate un lungo salsicciotto, quindi tagliate a fettine e formate i vostri ricciarelli, cercando di dare la classica forma romboidale. 
Passateli nello zucchero a velo e disponeteli su una placca ricoperta di carta forno. 
Coprite e lasciate riposare qualche ora. 
Riscaldate il forno a 170° e cuocete i ricciarelli, che dovranno rimanere molto chiari (sfornateli quando sulla superficie inizieranno a formarsi delle crepe).


Biscottini di frolla montata

E’ da Giugno che ho lasciato Roma, ma solo da una ventina di giorni ho preso casa qui in Veneto. La prima persona che ho avuto ospite è stata la mia Amica Eleonora, a cui ho potuto solo improvvisare un pranzo visto che venivo da una settimana infernale. Per fortuna che al dolce ha pensato lei! Infatti è entrata in casa con un dolcissimo vassoio ripieno di pasticcini fatti da lei. Me ne sono innamorata subito. 

E’ per questo che ho deciso di rifarli…ma ho aspettato di tornare un week end a casa a Roma e ho coinvolto la mia nipotina Marta, che sorridente e luminosa si è seduta sullo sgabello accanto a me e mi ha aiutata nell’impresa.
Amo pasticciare con lei. Mi fa impazzire che voglia assaggiare tutto, adoro le sue manine sporche di zucchero a velo. Questi biscotti erano così buoni….e sono certa che sia stata Marta a renderli ancora più speciali. 
La frolla è buonissima. Una frolla montata con un pò meno burro del solito, ma che da ugualmente un risultato morbido e scioglievole. La casa ha profumato di biscotti per due giorni interi!
Provateli…..perché sono deliziosi!

La ricetta l’ho presa da questa preparazione di Eleonora e sempre da lei ho preso idea per i decori.

  © Michela De Filio 
Ingredienti per circa 60 biscotti:
500 g di farina 00
300 g di burro
200 g di zucchero a velo
60 g di albumi
2 g di sale
1 bacca di vaniglia
Zeste di un limone bio
A piacere, per decorare
Confettura
Ciliegie candite
Granella di nocciole e di mandorle
Cioccolato fondente fuso
Procedimento:

Lavorate con la frusta il burro per un paio di minuti, rendendolo pomata
Inserite lo zucchero a velo setacciato e montate per 5 minuti fino ad avere una crema soffice e chiara
Aggiungete il sale, la vaniglia e le zeste di limone
Inserite un po’ alla volta gli albumi a temperatura ambiente
Continuate a lavorare con la frusta elettrica fino ad amalgamare tutto perfettamente.
Ora aggiungete a poco a poco la farina setacciata.
Inserite nella sac a poche una bocchetta dentellata e successivamente il composto 
Formate i biscotti su una placca coperta di carta forno, creando le forme che più vi piacciono e decorate, a piacere, con confettura e ciliegie candite.
Mettete a riposare in frigo almeno mezz’ora (riposo necessario affinché poi in cottura non perdano la forma)
Portate il forno a 170°, quindi infornate i biscotti avendo cura di sfornarli non appena iniziano a prendere colore (devono restare molto chiari). 
Potete completare alcuni biscotti con cioccolato fuso e granella di mandorle e pistacchi.
Spolverate di zucchero a velo.
Conservateli in una scatola di latta ben sigillati.


Streusel

clicca sulle immagini per ingrandirle
Quando sono andata a vivere da sola, nel novembre del 2010 (oddio già tre anni???), per moltissimi mesi sono stata senza tv. Non che ne abbia mai fatto una grande scorpacciata…a casa dei miei per me la tv era per vedere il telegiornale e pochissime altre cose.
Nei mesi senza tv, me ne sono completamente distaccata. Anche quel poco di tv che era nella mia vita, non esisteva più. Come fai a stare senza tv? mi diceva ad occhi spalancati la mia vecchia coinquilina. E i suoi occhi sbarrati erano sinceri…lei veramente non se ne capacitava.
Leggevo, molto. Scrivevo, di più. Ascoltavo musica, costantemente. La tv non mi mancava.
Poi la tv l’ho avuta, ma mi ero disabituata ad accenderla. Non mi veniva naturale.
Nell’ultimo periodo in cui sono stata forzatamente a casa (ancora per poco, grazie al cielo), le giornate sono state lunghe da far passare e la tv l’ho accesa spesso. E’ stato così che mi sono ricordata perché mi facesse tanto schifo. Senza mezzi termini, i contenuti sono imbarazzanti, fatta eccezione per poche cose che si contano sulle dita di mezza mano.
Eppure la tv dovrebbe essere una compagnia per chi è obbligato a casa, o per quelle persone anziane per cui magari sarebbe costruttivo vedere qualcosa di bello. Potrebbe, ma non è.
Per cui mi è toccato vedere svariati personaggi di non ben nota provenienza, atteggiarsi ad opinionisti (ma opinioni per chi?), mi è toccato di vedere chiunque dare il proprio giudizio su qualsiasi cosa. Sembra che sia diventato prassi fare i processi in televisione. I salotti televisivi si sono trasformati in aule di tribunale, dove chiunque si arroga il diritto di dire la sua su chi è l’assassino, chi il colpevole, chi ha fatto cosa e perché.  Mi è toccato di vedere Brunetta fare le veci dello psiconano…e le faceva benissimo, intendiamoci: arrogante, come lui. Insolente, come lui. I suoi discepoli certo li addestra bene.
Ma quello che davvero non ho accettato è stato il sentire scempiaggini sugli sbarchi di Lampedusa. Nemmeno davanti ai morti riescono a tacere. Per decenza, se non altro. Ché certe volte faremmo bene a praticare il silenzio, tutti.
E mi sono ricordata….di quella notte, diversi anni fa, quando mi fermai a vedere su raitre un programma in cui si parlava di sbarchi. Uno di quei programmi che vanno la notte perché sono scomodi da mostrare alla gente, perché non sia mai che mangi e ti capita di vedere certe scene…di renderti conto, insieme a quelle scene, che siamo la razza peggiore del pianeta.

Sul documentario avevano fatto vedere dei ragazzi africani che non avevano superato la traversata e che si erano spiaggiati sulla riva come balene. Corpi riversi sulla sabbia, poveri cristi crepati insieme al loro sogno….e di quei corpi, uno l’avevano fatto vedere da vicino e quell’immagine ce l’ho stampata davanti agli occhi ancora oggi, impressa come un marchio a fuoco.
La cosa scioccante era che quel corpo doveva essere stato a lungo in mare, e l’acqua l’aveva gonfiato e spellato. Della pelle nera non rimaneva quasi più niente,  era carne viva esposta al sole.

Però meglio non farle vedere certe scene, meglio non angustiarli ‘sti italiani, meglio lasciarli mangiare tranquilli, farli stare sul divano, poi, a riempirgli la testa di grandi fratelli e pubblicità, cheppoi dovranno correre a comprare quel telefonino, quel salto in padella…
Meno male che ancora ci è dato di scegliere in questo.
Che ancora possiamo spingere, a piacimento, quel tasto che tanto amo.
Off.


© Michela De Filio

Ecco una meravigliosa preparazione per accompagnare mousse et similari.  Facile, versatile, ottima. Cosa chiederle di più?
Gli streusel sono eccellenti per dare una nota croccante alle nostre preparazioni di pasticceria. In questo dessert per esempio li avevo usati facendone una variante al cioccolato e caffé. Tutti i miei assaggiatori se ne sono innamorati. 
Si possono conservare in scatole di latta ben chiuse, naturalmente facendoli prima raffreddare. 
Qui in questo post di Pinella potete godere delle varie forme. E come giustamente suggerisce lei, si possono aromatizzare ogni volta in modo diverso: con nocciole, con caffé, con polvere di liquirizia ecc ecc. Non c’è limite alla fantasia!

Ingredienti:
100 gr farina 00
100 gr farina di mandorle
100 gr di zucchero
100 gr di burro
Procedimento

Unite le polveri
Aggiungete il burro ammorbidito in fiocchetti
Impastate fino a completo assorbimento del burro, poi fermatevi
Stendete l’impasto su un foglio di carta forno dando la forma di una mattonella
Lasciate riposare in frigorifero per un’oretta
Ora con un coltello tagliate tutto a cubetti (o delle forme che avete in mente)
Infornate a 170° fino a doratura
Lasciate freddare e conservate in barattolo o in scatola di latta.


Farà rumore e sapore insieme: I Nannibis-cotti

clicca sulle immagini per ingrandirle

Quando parli con lui e gli chiedi quale prodotto potresti comprare, inteso come prodotto alimentare, lui ti dirà sempre la cosa che in giro nu’lla poi trovà. E’ matematico. E’ certo. Assodato. Non nominate il supermercato con lui, che tanto quello che lui ha in mente, al supermercato nun ce sta 😀
Mica vorai usà quelle farine? Mica vorai usà quella scioccolata?” ti dice col sopracciglio alzato che puoi vedere anche se ci stai parlando al telefono 😀 
Vabbé, ho capito, ma io mo’ devo fa sti biscotti, co’ che li faccio? La volemo fà sta sorpresa a Nannibis, o non la volemo fà?
Allora senti, mo tu fai na cosa. Prendi le tavolette de diverse marche, e leggime l’ingredienti
…..tra telefono, borsa, e tavolette, faccio cadere tutto il cucuzzaro, tra lo sguardo attonito di un’altra cliente e lo sguardo inferocito della commessa che passava di lì (che poi, manco avessi ammazzato qualcuno).
Allora…questa marca disce zucchero, poi…
Ecco, vedi” neanche mi fa finire “Allora, te ce lo sai che l’ingredienti so messi in ordine de quantità presente?”
“Si, lo so” rifletto pensando che è anomalo lo zucchero come primo ingrediente. “Sarebbe tutto zucchero sto cioccolato?
“Quasi!!”
Sconfortante vedere che la maggior parte delle tavolette, di marche notissime, avevano lo zucchero al primo posto. 
“Devi prediligge le tavolette che scianno come primo ingrediente la pasta de cacao”
“Solo cacao nun va bene?”
“No che nun va bene, perché la polvere de cacao è già troppo elabborata”
“Vabbé, pasta de cacao”
Adesso te fai na bella cosa: sceji cinque tavolette e comprale tutte. Poi io te insegno come fa’ l’assaggi…e quanno te hai fatto l’assaggi, er cioccolato te lo sceji da sola
😀 😀 😀
E’ stato coscì che, dopo aver ascoltato le elucubrazioni dello Zio Piero, che a sua volta le aveva imparate dal Nanni, mi sono ritrovata un sabato pomeriggio a ritagliarmi uno spazio in solitudine e per vivere questa esperienza sensoriale sconosciuta. Scegliere il cioccolato. Sceglierlo. Voi lo capite? Io l’ho capito solo dopo che ho provato. Dovevo scegliere un cioccolato buono che fosse degno dei biscotti di NanniNanni. Insomma, mica potevo usare un cioccolato qualsiasi per fare i biscotti del sommo Re del Cioccolato? Quindi, seppure mi si sgriderà per non avere usato il meglio del meglio, almeno posso dire di aver scelto il migliore di quelli facilmente fruibili. Migliore per chi? Ma ovviamente per me! 
Il cioccolato siete voi a sceglierlo. Voi, la vostra lingua, le vostre papille, i vostri sensi. E quindi per questo la scelta sarà assolutamente soggettiva. 
Quel sabato pomeriggio, in totale solitudine, ho scartato le mie cinque cioccolate. Tutte in fila, come soldati. Sotto ogni carta ho posizionato il pezzo di cioccolata contrassegnato. E poi ho iniziato.
Il primo senso che si coinvolge è la vista. A guardare le cioccolate, si nota come non abbiano tutte lo stesso colore. Qualcuna è più scura, qualcuna più chiara. Delle mie, una in particolare è più chiara di tutte. 
Il secondo senso che si coinvolge è il tatto. Tocchiamo ogni pezzo, prima delicatamente, poi con più decisione, io ho usato tre dita: pollice da un lato, indice e medio dall’altro. Anche qui, si notano delle differenze: alcuni pezzi sono più setosi di altri, più vellutati. 
Il terzo senso che si coinvolge è l’olfatto: si annusano tutte le cioccolate, cercando di sentirne tutti gli aromi. Io in particolare ho notato subito quale mi risultasse più amaro rispetto agli altri.
Il quarto senso che si coinvolge è l’udito, forse quello che mi ha entusiasmata di più. Si spezza la cioccolata. Sembra una cosa da niente, ma non lo è. Perché ogni cioccolata emetterà un suono diverso, quello snap che da una vertigine, almeno a chi come me ama i suoni. Io li ho anche registrati e le loro differenze sono incredibili! 
Il quinto e ultimo senso coinvolto è, ovviamente, il gusto. Questa è la parte che dura di più e forse un pò più meticolosa. Si risciacqua la bocca con acqua fresca e si procede, mettendo un quadratino a sciogliere tra la lingua e il palato. Non si mangia! Non si mastica! Si fa sciogliere, semplicemente. La cioccolata nella vostra bocca si scioglierà, farà rumore e sapore insieme, e a questo sapore potrete unire le sensazioni che avete avuto guardandola, toccandola, annusandola e spezzandola. 
Questa mia piccola prova è stata un piccolo viaggio. 
Provate a farlo anche voi 🙂
Per la ricetta di oggi che Piero e io abbiamo deciso di pubblicare insieme, ringraziamo il grande NanniNanni, per avere messo a nostra disposizione la ricetta meravigliosa di un biscotto friabilissimo, senza uova e dall’intenso sapore di cioccolato. 

Grazie a Nanni, quindi, per la ricetta.
Grazie a Piero per la gioia di condivisione.
E Buon Compleanno a me!

Ingredienti:

225 gr di farina di frumento
75 gr di fecola di patate
150 gr di panna
100 gr di zucchero a velo
300 gr di cioccolato fondente (non uno a caso!! sceglietelo!!!)
100 gr di burro

Procedimento:

Pesate tutti gli ingredienti e sminuzzate il cioccolato con un coltello
Scaldate la panna a fuoco basso, scioglieteci il burro e subito dopo il cioccolato, continuando a mescolare ed evitando di scaldare troppo. 
Il composto sarà vellutato
Setacciate le polveri e versateci sopra il cioccolato. 
Amalgamate un pò e poi unite lo zucchero a velo. 
Impastate ottenendo un composto liscio e poi avvolgetelo in una pellicola. 
Nanni suggerisce riposo di 24 ore, io l’ho fatto riposare 3 ore ed era ben solido e compatto
Stendete l’impasto direttamente su carta forno, ricavate le forme e togliete gli eccessi
Naturalmente rimpastate gli eccessi, ricavando altre forme, fino ad esaurimento
Cuocete in forno a 160°. Nanni dice 20 minuti, a me ce ne sono voluti quasi 30…regolatevi! 😉

62 Comments
POSTED IN: ,


Biscotti viennesi

Lo so, dovevano essere più belli di così. Dovevano avere quella bella forma pasticcina a fiore, ma qualcosa è andato storto. Volevo fare tutta la sciantosa e usare la nuova spara-biscotti che mi ha regalato la mia dolce cognatina, ma niente, l’esperimento forma è fallito. Dopo il primo momento di rabbia in cui ho rischiato di lanciare tutto dalla finestra, dopo il secondo momento di abbattimento, mi sono detta “Ok, niente paura…faremo dei biscotti di forma classica”. Mia mamma arrampicata a prendere la scatola coi taglia biscotti, l’apre e ci accorgiamo che i taglia biscotti qui sono tutti di Natale. E certo, perché la furbona sottoscritta se li è portati a casa a Roma gli altri…un genio, non c’è che dire. E ora che si fa? 
Niente paura. Mamma ha sempre l’asso nella manica, in questo caso specifico l’asso consisteva in un cerchio di metallo diosolosadichecosa….qualsiasi cosa facesse prima quel cerchio, io non lo so, ma a me mi ha aiutata a tagliare sti biscotti (ammémì, si). 
Io ve lo dico: se li sono spazzolati! Non ho fatto in tempo a girarmi che erano spariti. Ma come, non avevo una famiglia che odiava i canditi? Mi giro e vedo mio fratello mangiare il suo ultimo biscotto con su accatastate svariate mezze ciliegie passate da tutto il resto (quasi tutto) della famiglia. Vero è che io avevo fatto metà dose, ma erano sempre un bel piattino. 
Quindi ok, sono bruttarelli, ma se volete darmi retta, scrivetevi questa ricetta. La pasta è semplicemente favolosa…non ditemi, poi, che non ve l’avevo detto!!
Poi se le ciliegie candite non vi piacciono, lanciatele a noi, che non buttiamo via niente 😀

Ingredienti: 

280 gr di farina
250 gr di burro
100 gr di zucchero a velo
1 uovo
1 bustina di vanillina
1 scorza di limone
1 pizzico di sale
200 gr di ciliegie candite

Procedimento: 

In una ciotola ho lavorato il burro morbidissimo con 70 gr di zucchero a velo. Deve venire una spuma molto morbida. Ho aggiunto la vanillina, la scorza di limone (io avevo quella biologica di mia mamma, un giorno ve ne parlerò!!), il sale e l’uovo. Ho lavorato bene con una forchetta e piano piano ho aggiunto la farina setacciata. Regolatevi a occhio se si deve aggiungere un pò di farina, questo dipende dalla sua umidità. 
Ho lavorato l’impasto con le mani, ottenendo un impasto morbido e liscio. 
L’ho steso, e ne ho ricavato dei cerchi. Al centro di ogni cerchio ho posizionato mezza ciliegia candita, ho spolverato con il restante zucchero a velo e ho infornato a 180° per circa 15 minuti. 


Ricette amiche #11: lemon crinkle cookies di Simona

Clicca sulle immagini per ingrandirle

Rieccomi con la mia rubrica “Ricette Amiche“!

Accipicchia, mi sono cacciata in un guaio! Si perché parlarvi di Simona del blog Love Cooking non è molto facile…lei non lascia troppe tracce di sé, ma io sono una testarda e amo guardare le persone sotto la loro buccia, scattare col mio cuore una fotografia del tutto personale della persona che mi sta davanti….quindi apriamo l’otturatore e scattiamo questo ritratto!

Simona è intanto una persona molto dolce e molto creativa….giurerei che è una che sa osare. E’ sposata…e l’unico dolce che mette d’accordo lei e il consorte è la torta di mele! Lei non beve caffé (come fa?), però le piace nei dolci. Ama i colori. Adora Chicago. 

L’anno scorso si è sposata ed è entrata in Chiesa con suo marito, mica col papà…a me questa immagine è piaciuta moltissimo :’) Poi come bomboniera ha scelto un libricino di cucina..cosa ci potevamo aspettare da una che ha un blogghe di cucina? 😀

Si è convertita da un anno alla pentola a pressione 😀 ed è riuscita a convertire pure sua mamma…chissà che non converta anche me 😀 
Ama molto leggere, come me…dopo il lavoro le piace passare in biblioteca a scovare qualche novità o sbirciare qualche libro di cucina…pensate che quando era più giovincella e le capitava di non avere nulla da leggere, lei leggeva l’enciclopedia!!! Non vi sembra una presoncina da amare? A me si 😀
Veniamo alla sua ricetta, che trovate qui: io l’ho riprodotta ma ho sbagliato qualcosa (e quando mai no!) per cui i miei lemon crinkle cookies non sono perfetti..e non avranno avuto nemmeno lo stesso sapore 🙁 sigh!  Mi sono fatta l’idea che i miei siano venuto troppo asciutti perché sono sicura di essermi confusa con la dose di farina. Però comunque erano buoni, li ho fatto mangiare a chiunque m’è capitato a tiro!! :-)))
Ingredienti:

110 gr di burro morbido
180 gr di zucchero
1 uovo
210 gr di farina
1 cucchiaio di succo di limone
scorza grattugiata di un limone
1/2 cucchiaino di lievito
1 pizzico di bicarbonato
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
1 pizzico di sale

100 gr di zucchero a velo (per ricoprire)

Procedimento:

In una ciotola ho lavorato il burro e lo zucchero fino a ottenere una crema. Ho aggiunto l’uovo, la scorza di limone e il succo. A parte ho unito la farina, il sale, il lievito e il bicarbonato. 
Ho unito gli ingredienti secchi a quelli liquidi, ed ho impastato a mano su una tavola di legno. 
Ho avvolto l’impasto in una pellicola e l’ho fatto riposare in frigorifero per 45 minuti.
Ho preriscaldato il forno a 180°. In un piatto ho messo lo zucchero a velo. Dall’impasto ho ricavato delle palline, le ho rotolate nello zucchero a velo e le ho posizionate su una teglia coperta da carta forno. 

Li ho lasciati cuocere per circa 15 minuti. 

DIETRO LE QUINTE

20 Comments
POSTED IN:


Candy Corn Cookies

Clicca sulle immagini per ingrandirle

Buona domenica a tutti!

Ancora biscotti, gli ennesimi, questa volta a tema di Halloween. Sono i Candy Corn Cookies.
Io non festeggio Halloween come non festeggio feste di altri Paesi. Però sono curiosa di tutte le tradizioni di Paesi vicini e lontani. Scrivevo qualche giorno fa alla mia collega-socia di blog Roberta, che è il concetto di fondo che è sbagliato, cioè quello di voler rendere nostra una festa che non lo è, solo per scopi commerciali. Io sono curiosa di Halloween in termini culinari, come posso essere curiosa dei ravioli cinesi o delle polpette marocchine. Ma mi irrita vedere i bambini italiani chiedere dolcetto o scherzetto, perché non è una festa “sentita”, proprio in quanto non nostra.
E’ come se mi dovessi mettere a festeggiare il capodanno cinese o il No Ruz Iraniano: stona.
Poi la curiosità è un’altra cosa.

La ricetta di questi biscottini è qui

Ingredienti:

300 gr di farina
100 gr di zucchero
150 gr di burro
1 uovo
50 gr cioccolato al latte
Colorante alimentare in gel arancio

Procedimento: 

In una ciotola ho messo la farina, il burro morbido, lo zucchero e l’uovo. Ho impastato per bene e quando l’impasto è stato pronto l’ho diviso in tre parti. Uno l’ho lasciato naturale, ad uno ho aggiunto del colorante arancio e all’ultimo ho unito 50 gr di cioccolato ammorbidito a bagno maria. 
Ho preso uno stampo da plum cake, stretto e lungo. L’ho coperto di carta forno e ho steso gli strati uno per uno: prima quello naturale, poi quello arancio, infine quello al cioccolato. 
Ho messo il tutto in freezer per circa 2 ore. 
Ho tolto l’impasto dal freezer, ne ho ricavato delle fette spesse circa 1/2 cm e le ho suddivise in triangolini. 

Li ho messi in forno a 180° per circa 15 minuti.