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Muffins giganti al cioccolato fondente

La colazione è un momento importante della giornata. Un momento da me troppe volte maltrattato, con colazioni in piedi, a volte per metà, di corsa. Ai tempi in cui vivevo da sola, proprio non riuscivo a sedermi a tavola per dedicare spazio a questo rituale.

Adesso invece è categorico mettermi seduta con la mia famiglia e gustare un buon cappuccino, il primo tg e i sorrisi di Matteo che a quanto pare ama stare seduto a tavola con noi.

Mi piace preparare dolci adatti alla colazione: ciambelle, muffins, plum cake…cose che stanno bene con “l’inzuppo”. Come questi muffins giganti al cioccolato, pronti a dare una sferzata di energia al giorno appena nato.

Vediamo come si preparano…

Muffins giganti al cioccolato fondente
 
Autore:
Resa: 8 muffins giganti
Ingredienti
  • 250 g di farina
  • 250 ml di latte intero
  • 150 g di zucchero
  • 120 g di cioccolato fondente
  • 90 g di olio di semi di arachide
  • 3 cucchiai di cacao amaro
  • 2 cucchiaini di lievito per dolci
  • 1 cucchiaino di cremor tartaro
  • 1 uovo
  • 1 baccello di vaniglia
  • 1 pizzico di sale
Preparazione
  1. Unite in una ciotola le polveri insieme al cioccolato fondente tritato al coltello (lasciatene da parte un pochino che poi metterete sulla superficie.
  2. In un'altra ciotola unite i liquidi.
  3. Con l'aiuto di una spatola unite a poco a poco i liquidi alle polveri, amalgamando ma senza lavorare troppo, in modo che il composto rimanga piuttosto grumoso.
  4. Riempite per ¾ i pirottini e mettete in forno caldo a 180° per circa 15 minuti, o comunque fino a cottura secondo vostro forno.
  5. A cottura ultimata, cospargete sulla superficie la cioccolata fondente tenuta da parte.

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Cuor di mela

Il freddo che è arrivato ha portato subito con sé la voglia di avvolgersi in una coperta, con un the fumante tra le mani, un biscotto da sgranocchiare e un libro da leggere. Qui a casa abbiamo acceso anche il caminetto: il fuoco è un compagno di serate prezioso e avvolgente. Nessuna occasione migliore per coccolarsi un  po’.

Se poi parliamo di un biscotto ripieno con un dolce cuore di mela, allora non si può davvero resistere.

Per la realizzazione di questi biscotti ho usato le mele dei miei genitori, che non sono trattate. C’è voluto un po’ per pulirle, perché molte erano bucate, ma il sapore era eccezionale.

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Cuor di mela
 
Autore:
Tipo di ricetta: Biscotti
Ingredienti
  • 400 g di farina
  • 200 g di burro
  • 100 g di zucchero
  • 2 uova
  • 1 pizzico di sale
  • Zeste di un limone non trattato
  • Per il ripieno
  • 3 mele annurca
  • 3 cucchiai di zucchero di canna
  • 1 cucchiaio di rum
  • Succo di mezzo limone
Preparazione
  1. Preparate la pasta frolla unendo farina, burro morbido, zucchero, uova, sale e zeste di limone.
  2. Lavorate l'impasto velocemente formando una sfera.
  3. Sigillatela con pellicola e fatela riposare 30 minuti in frigorifero.
  4. Intanto preparate il ripieno: sbucciate le mele e fatele a dadini molto piccoli.
  5. Mettetele in una padellina insieme allo zucchero di canna, il rum e il succo di limone.
  6. Lasciate appassire e poi raffreddare.
  7. Stendete la frolla in due pezzature, e disponete su una dei piccoli mucchietti di ripieno, distanziati di qualche centimetro.
  8. Coprite con l'altra frolla stesa, quindi con un coppapasta formate i biscotti.
  9. Ponete i biscotti su una placca ricoperta di carta forno.
  10. Cuocete a 180° fino a lieve doratura.
  11. Sfornate e lasciate raffreddare.


Treccia brioche con lievito madre

Inutile forse dire che i lievitati da colazione sono spettacolari. Mangiare un prodotto fatto in casa, al mattino, ha un gusto tutto speciale. Io devo dire mi ci dedico anche poco…non so perché…forse perché quando ho tempo di fare un lievitato, più frequentemente penso al salato.

Però mi piacerebbe farne più spesso, per godere di una sana colazione durante la settimana.

Ero tentata da un po’ di provare a fare una brioche con pasta madre e un giorno mi sono decisa. La volevo semplicemente ripiena di una confettura particolarmente buona che mi aveva regalato mia madre, all’albicocca. Una confettura che adoro! E per arricchire l’impasto, tra i liquidi ho inserito del succo dello stesso frutto.

Una brioche molto morbida che vi invito a provare 🙂

Brioches con confettura di albicocche 4 copia

 

5.0 from 2 reviews
TRECCIA BRIOCHE CON LIEVITO MADRE
 
Autore:
Tipo di ricetta: Lievitati dolci
Resa: 2 trecce 15x22 circa
Ingredienti
  • Per il prefermento
  • 100 g di farina di tipo 1
  • 100 g di acqua
  • 60 g di pasta madre
  • Per l'impasto
  • Tutto il prefermento
  • 500 g di farina di tipo 1
  • 100 g di latte intero
  • 50 g di succo di frutta di albicocca
  • 120 g di zucchero
  • 120 g di burro bavarese
  • 6 g di sale
  • 2 uova
  • 1 bacca di vaniglia
  • Zeste di un limone biologico
  • 1 cucchiaio di miele
  • Granella di zucchero e 1 uovo per la superficie
Preparazione
  1. Al mattino preparate il pre fermento in una ciotola, sciogliendo la pasta madre nell'acqua e mescolando bene la farina.
  2. Sigillate con pellicola e lasciate a temperatura ambiente.
  3. La sera mettete il pre fermento nella ciotola della planetaria.
  4. Aggiungete il succo di frutta, il latte e tanta farina quanta ne basta per fare massa.
  5. Iniziate ad impastare e poi iniziate ad aggiungere le uova battute, lo zucchero e la farina, alternandoli tra loro fino a completo esaurimento.
  6. Assicuratevi di tenere sempre l'incordatura, quindi non abbiate fretta.
  7. Aggiungete metà burro a fiocchetti lasciando assorbire.
  8. Ribaltate l'impasto nella planetaria e riprendete la lavorazione a velocità più sostenuta.
  9. Aggiungete il restante burro e, una volta assorbito, inserite il sale, le zeste di limone e i semi di vaniglia.
  10. Rovesciate l'impasto su un piano da lavoro e arrotondatelo con una spatola di metallo.
  11. Ponete l'impasto all'interno di un contenitore con coperchio e lasciate lievitare per la notte nel luogo più freddo della casa.
  12. Al mattino spolverate un piano di lavoro con poca farina e stendete l'impasto con un mattarello, dando una forma rettangolare.
  13. Ricavate delle strisce laterali (vedi foto) e lasciate integro il centro, dove metterete del burro e della confettura.
  14. Richiudete la treccia come in fotografia e ponetela in uno stampo, coprendo con pellicola e lasciando raddoppiare.
  15. Spennellate la superficie con un uovo battuto e cospargete di granella di zucchero.
  16. Infornate in forno già caldo a 180° - forno statico.
  17. Portate a cottura facendo la prova dello stecchino.

 


Nascondini

La grande curiosità spinge sempre a scoprire cose. Sono una curiosa nata, lo sanno pure i muri. E molto di quello che creo in cucina nasce proprio da questa mia caratteristica.

Come è successo per questi nascondini, visti fugacemente in pubblicità televisiva. Mi sembravano una cosa facile da provare a fare e così ho fatto. Due frolle: una bianca classica e una arricchita di cacao e cioccolato fondente…e il gioco è fatto.

Sono piaciuti moltissimo e conto di rifarli appena possibile.

Si conservano, come tutti i biscotti, in scatola di latta.

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Nascondini
 
Autore:
Tipo di ricetta: Biscotti
Ingredienti
  • 400 g di farina
  • 200 g di burro
  • 100 g di zucchero
  • 2 uova
  • 1 pizzico di sale
  • Zeste di un limone non trattato
  • 30 g di cioccolato fondente
  • 20 g di cacao amaro
Preparazione
  1. Preparate la pasta frolla unendo farina, burro morbido, zucchero, uova, sale e zeste di limone.
  2. Lavorate l'impasto velocemente formando una sfera.
  3. Sigillatela con pellicola e fatela riposare 30 minuti in frigorifero.
  4. Prelevate ¼ di pasta frolla e aggiungeteci il cioccolato grattato e il cacao.
  5. Amalgamate bene.
  6. Stendete la frolla "bianca" formando un rettangolo.
  7. A parte, stendete la frolla al cioccolato e ricavatene delle strisce larghe circa 1 cm.
  8. Disponete la striscia di frolla al cioccolato sulla frolla "bianca", come in fotografia.
  9. Ripiegate la frolla bianca sopra quella al cioccolato, quindi tagliate sulla lunghezza e ricavate i biscotti.
  10. Assicuratevi che siano chiusi sul lato, quindi praticate i tre tagli in verticale sulla superficie (potete fare con un coltello, oppure, come ho fatto io, con una spatola di metallo).
  11. Ponete i biscotti su una placca ricoperta di carta forno.
  12. Cuocete a 180° fino a lieve doratura.
  13. Sfornate e lasciate raffreddare.


Waffle al latte di cocco con lievito madre

 

Il web, ho imparato, è un grande mezzo traghettatore. In pochi giorni ho visto così tanti waffle circolare in rete, che finalmente mi sono decisa a procurarmi una piastra e provare anche io una mia versione con la mia (fedele) pasta madre. Dopo la versione di Antonella, Ilaria e Ada, anche io mi sono cimentata.
La particolarità di questi waffle, oltre all’utilizzo del lievito madre, è l’impiego del latte di cocco e di un mix in polvere di limone, macis, vaniglia e cardamomo. Il tutto favorisce un profumo inebriante. Naturalmente potete usare le spezie che preferite.
Non spaventatevi per il lievito madre: proprio come i pancakes, basta mescolare tutti gli ingredienti la sera prima (5 minuti) e cuocere al mattino. Che poi, detto tra noi, se vogliamo waffle a colazione, è piacevole svegliarsi e avere già l’impasto pronto in frigorifero 🙂
Prendendo spunto da Ada, ho preparato due composte, di fragole e ciliegie, anche se io con un procedimento più veloce e spartano. Il tutto accompagnato da un po’ di panna senza zucchero.
Vediamo come si preparano 🙂

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WAFFLE AL LATTE DI COCCO CON LIEVITO MADRE
 
Autore:
Resa: 10 waffle
Ingredienti
  • 200 g di farina di tipo 1
  • 250 g di latte di cocco
  • 50 g di latte intero
  • 60 g di burro morbido
  • 50 g di pasta madre
  • 30 g di zucchero di canna
  • 1 bacca di vaniglia
  • 1 cucchiaino di mix in polvere di limone, cardamomo, vaniglia, macis
  • Per il condimento:
  • Panna fresca senza zucchero
  • Zucchero a velo
  • Ciliegie
  • Fragole
  • Zucchero di canna
  • Limone
Preparazione
  1. La sera prima, in una ciotola, sciogliete la pasta madre nel latte.
  2. Aggiungete la farina e il latte di cocco e lavorate con le fruste elettriche.
  3. Aggiungete i semi di bacca di vaniglia, il mix in polvere, lo zucchero e l'uovo.
  4. Continuate a lavorare rendendo il composto liscio e omogeneo.
  5. Aggiungete il burro morbido a fiocchetti e amalgamatelo bene.
  6. Coprite la ciotola con coperchio e ponete in frigorifero.
  7. Intanto preparate le due composte di frutta.
  8. In un pentolino pulite e spezzettate le fragole.
  9. In un altro pentolino pulite le ciliegie.
  10. Aggiungete ad ogni pentolino due cucchiai di zucchero e il succo di mezzo limone.
  11. Fate cuocere per circa 5 minuti.
  12. Versate le due composte in due ciotoline, copritele con carta argentata e lasciatele da parte per il mattino.
  13. Al mattino imburrate la piastra per waffle e scaldatela.
  14. Iniziate a cuocere i vostri waffle secondo indicazioni di dotazione della piastra.
  15. Nel frattempo montate la panna.
  16. Quando i vostri waffle sono pronti serviteli in piatto con zucchero a velo, un cicchiaio di panna e le due composte.


Finte kinder brioss con lievito madre

Kinder brioss copia

Era da un bel po’ che ci giravo intorno. Ho fatto un paio di tentativi ma non mi avevano soddisfatta abbastanza, quindi avevo un pochino abbandonato l’idea.

Poi invece ci ho riprovato….e stavolta il risultato è piaciuto tanto, così eccole qui: merende simili a quelle che vendono in commercio, nella forma, ma molto diverse nella sostanza: qui non abbiamo conservanti, non abbiamo olio di palma, non abbiamo alcool per la conservazione. Insomma, inutile dirlo, o forse no, che ciò che ci prepariamo in casa è sempre più salutare di ciò che compriamo al supermercato. Specie poi quando parliamo di merende che magari possono essere consumate con più facilità dai bambini.

Ogni volta che mi capita occasione di parlare con qualcuno di questa mia passione, mi viene sempre fatta la stessa domanda: e il tempo? Oggi si va tutti di fretta, il tempo per mettersi a panificare, cucinare, conservare non c’è.

La mia risposta è sempre la stessa: il tempo sei tu che decidi come investirlo, a cosa dare priorità. Io non passo tutto il giorno in cucina: lavoro a tempo pieno, ho i problemi che più o meno hanno tutti e in questo periodo anche di più. Vado di fretta, come tutti. Poi però nel tempo libero del fine settimana cerco di incastrare delle preparazioni che permettano a me e alle persone che amo di mangiare cose più genuine. Magari rinuncio ad un’altra cosa e do priorità a quello. Che poi anche lì…è questione di sapere gestire bene il tempo, credetemi.

La cucina è amore per noi e per le persone che amiamo. Attraverso la cucina, in fondo, ci prendiamo cura di noi stessi.

Allora se vi va, vediamo insieme come ho realizzato queste merende 🙂

Testi e Ricetta © Michela De Filio

*****

Ingredienti per circa 30 merende:

Per il prefermento

100 g di pasta madre

50 g di farina 0

50 g di acqua

Per l’impasto

450 g di farina di tipo 1 macinata a pietra

150 g di latte

130 g di zucchero

100 g di burro

50 g di panna fresca liquida

2 g di sale

2 tuorli

1 uovo

1 cucchiaino di estratto di vaniglia

Per la farcitura

250 g di latte intero

250 g di panna liquida

200 g di latte condensato

60 g di burro

80 g di farina

50 g di cioccolato fondente

Procedimento:

ore 13.00

Nella ciotola della planetaria, sciogliete il lievito madre nell’acqua, aggiungete la farina e mescolate bene.

Coprite con pellicola e lasciate fermentare.

Ore 20.00

Nella ciotola della planetaria aggiungete parte della farina e del latte, quanto basta per fare massa.

Lasciate lavorare alla minima velocità, quindi aggiungete la panna liquida piano piano, il latte rimanente e qualche di cucchiaio di farina, insieme all’estratto di vaniglia.

Ora inserite farina, uova e zucchero alternandoli poco per volta fino ad esaurirli, stando attenti a non perdere mai l’incordatura.

Fermate la planetaria e con una spatola flessibile ribaltate l’impasto nella ciotola.

Ora aumentate un pochino la velocità della planetaria e inserite il burro, un fiocchetto per volta, fino a che sarà tutto ben assorbito.

Infine, inserite il sale.

Rovesciate l’impasto su un piano da lavoro e arrotondatelo.

Inseritelo in una ciotola, coperto di pellicola e lasciatelo lievitare tutta la notte.

Ore 8.00, mattino successivo

Preparate un foglio di carta forno delle misure della teglia che vorrete utilizzare e ponetelo sul tavolo.

Rovesciate l’impasto sulla carta forno e oliate il mattarello.

Stendete l’impasto a forma rettangolare, fino ad ottenere una mattonella dello spessore di 1 cm.

Copritelo e lasciatelo riposare 2 ore.

Accendete il forno a 200°, portatelo a temperatura e infornate.

Cuocete per circa 30/40 minuti.

Sfornate e lasciate raffreddare completamente, preparando intanto la farcitura.

Per la farcitura

In un tegame scaldate il latte insieme al latte condensato.

A parte, unite il burro sciolto a bagno maria con la farina, quindi unite il composto al latte caldo, agitando bene con una frusta fino a che non si sarà addensato il tutto.

Lasciate raffreddare completamente.

A parte montate a neve ferma la panna e con una spatola unitela in modo delicato al composto di latte raffreddato.

Finitura

Rifilate completamente i bordi in modo da squadrare la mattonella.

Prendete il rettangolo di impasto, e con un coltello a lama lunga ricavatene due strati.

Farcite i due strati con la crema al latte.

Ora tagliate le merendine a forma rettangolare e poi decoratele con strisce di cioccolato fondente sciolto a bagnomaria (vi servirà una sac a poche con beccuccio a punta fine).

Si mantengono bene fino a 5/6 giorni in frigorifero.

NOTA BENE: i ritagli della mattonella di impasto potete chiuderli in un sacchetto e dopo qualche giorno realizzarci qualche dolcetto da riciclo, come ad esempio i cake pops 🙂

Kinder brioss 2 copia

Kinder brioss 3 copia


Taste&More n.14: Donuts

 

E anche questo mese, con immenso piacere, usciamo con il nuovo numero di Taste&More: correte a sfogliarla e troverete la ricetta di questi Donuts e tantissime altre, insieme a interessanti approfondimenti.

Uno dei numero più belli a cui abbiamo lavorato…vi aspettiamo numerosi! 🙂

 


Fette biscottate all’orzo

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E’ chiaro che il pensiero da fastidio
anche se chi pensa è muto come un pesce […]
Il pensiero come l’oceano
non lo puoi bloccare
non lo puoi recintare 
                                                                   | Lucio Dalla – Com’è profondo il mare |

                                     

Era un bel po’ che non facevo da me le fette biscottate. Le avevo fatte qui, vi ricordate? Poi un giorno, durante una chiacchierata con i miei amici di Napoli, dove tanto per cambiare si parlava di impasti, mi è venuta in mente l’idea di riprodurre le fette biscottate all’orzo. Le ho fatte un paio di volte, con piccoli aggiustamenti, e oggi vi presento la ricetta.
La lieve presenza di burro dona un gradevole odore, senza appesantire l’insieme. 

L’impasto naturalmente si può fare anche in modo diretto, come la mia prima prova che vi inserisco di seguito. Il secondo tentativo invece fatto con un pre impasto fatto la sera, così da poter cuocere il giorno dopo a pranzo (pre impasto fatto con 150 g di farina, 150 g di latte intero e 50 g di pasta madre).

Si può impastare anche a mano.

Per chi volesse usare il lievito di birra, ne può usare 2 g nel pre impasto oppure 6/8 g in impasto diretto.

© Michela De Filio

Ingredienti x 2 stampi 26×11:

600 g di farina 00
200 g di latte intero
160 g di acqua
80 g di lievito madre
60 g di zucchero
30 g di burro
10 g di malto d’orzo
8 g di sale
3 g di orzo solubile

Per pennellare


1 albume

Procedimento:

Sciogliete il lievito madre in un po’ del latte dell’impasto. 
Nella planetaria inserite tutta la farina, il malto, il lievito sciolto e tutto il latte.
Iniziate ad impastare a bassa velocità per circa 5 minuti
Unite alternandoli lo zucchero e l’acqua, fino ad esaurirli.
Aumentare di poco la velocità e quando l’impasto è incordato, inserire il burro in piccoli pezzi, facendolo assorbire bene. 
Ribaltare un paio di volte l’impasto all’interno della planetaria con l’aiuto di una spatola. 
Aggiungete il sale e lasciatelo assorbire.
Rovesciate l’impasto su un piano da lavoro leggermente infarinato e fate poche pieghe stretch and fold.
Dividete l’impasto in due pezzi, uno dei quali poco più grande della metà.
Il pezzo più grande, arrotondatelo e ponetelo a lievitare in una ciotola coperta bene da pellicola. 
Il pezzo più piccolo, rimettetelo in planetaria con l’orzo solubile e lavoratelo finché l’orzo non sarà distribuito uniformemente. 
Arrotondate anche questo impasto e ponetelo a lievitare come quello più grande. 
A raddoppio avvenuto, su un tavolo leggermente infarinato, stendete con il mattarello tutti e due gli impasti, formando due rettangoli.
Sovrapponete quello all’orzo su quello bianco, quindi arrotolate per il lato lungo.
Dividere a metà il cilindro e dividere i due impasti in due stampi da plum cake foderati di carta forno. 
Fate raddoppiare coperti da pellicola, poi pennellateli con albume, quindi cuoceteli in forno statico a 200° fino a cottura (circa 35 minuti). 
Lasciate raffreddare per qualche ora su una gratella, quindi tagliate a fette sottili e tostate in forno a 100° fino a doratura.

E la meravigliosa gelatina di cotogne di mia Mamma :’)

                                                          E le fette regalate a Chiara :’) 


                                                            E le arance di mio Papà :’)




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Questa ricetta va in dono alla raccolta di questo mese di 
Panissimo
di

Muffins alla nocciola con sorpresa

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Uno ci prova, a spiegare come le emozioni gli vengono addosso. A spiegare cos’è quel mondo che ci portiamo dentro, quel mondo contenuto in una semplice parola: l’emozione.
Quell’insieme di sensazioni che ci coglie di sorpresa, per qualcosa che, non si sa come-non si sa perché, tocca le nostre corde e le fa vibrare come foglie al vento. Le scuote, le scrolla. Basta poco in realtà, non sempre servono cose eclatanti. Ma ci vuole quella cosa, quella che ci colpisce, e improvvisamente il sangue che ci scorre nelle vene va a farsi benedire, e ci va correndo, pure.
Uno ci prova, dicevo, a spiegarlo, ma non è mica semplice.
E’ che quando proviamo quelle emozioni forti, avremmo bisogno di condividerle, di spiegarle a chi amiamo, perché abbiamo bisogno, sotto sotto, di trasmettere loro la bellezza di ciò che stiamo provando. Bell’impresa. Forse impossibile.
Perché l’emozione è ciò che di più personale ci portiamo dentro: non è mica detto, infatti, che ciò che le mie orecchie ascolteranno, ciò che i miei occhi vedranno, ciò che le mie mani toccheranno, avrà sugli altri lo stesso effetto. Anzi, certo che no.

Eppure…nonostante questo, abbiamo bisogno di raccontarla a qualcuno, la bellezza. Abbiamo bisogno di dire a chi amiamo “Ho vissuto questo, ho provato quella sensazione, capisci?”. 
Vedere i Sigur Ròs domenica è stato apocalittico. Io e Matteo eravamo vicini ancora, proprio come a Londra. E proprio come a Londra, l’emozione è stata devastante. Non abbiamo avuto bisogno di raccontarcela però, perché io so che stavamo provando le stesse cose. Le stesse emozioni.
Un connubio perfetto tra voce, musica, scenografia, immagini. Quelle immagini oniriche proiettate completavano il quadro come il più bello dei film mai visti. Quella sensazione di movimento, di forza, di bellezza, che a tratti mi faceva chiudere gli occhi per godere di quello che succedeva nel mio corpo ancora più intimamente. La pelle d’oca che ho in silenzio mostrato a Matteo era solo una manifestazione in superficie, dentro mi scoppiava l’universo intero. Ero lì, ma ero anche altrove, in ogni dove. Come posso spiegarlo? Come posso dirlo a parole? Mi sono espansa come materia, scattata come una molla. Il cielo stellato sopra le nostre teste non mi sembrava più così tanto lontano. E quella voce m’è entrata dentro, ha invaso tutto, propagata in ogni dove.

Auguro a chiunque una volta nella vita di assistere ad uno spettacolo come questo, perché quello che resta è una magnifica poesia impressa senza segni visibili sulla pelle. 

Nemmeno la doccia prima della buonanotte l’ha lavata via.

© Michela De Filio

Ho ideato questa ricetta per muffins cercando di andare incontro ai miei gusti. Li ho provati due volte: una volta con e una volta senza la pasta di nocciole. Entrambe le versioni sono sublimi, ma la variante con la pasta di nocciole vi profumerà la casa. Proprio così. Ieri tornata a casa dal lavoro, entrando in cucina ho sentito un fortissimo profumo di nocciola…e infatti a colazione avevo chiuso male il coperchio della scatola che li conteneva. Che profumo sublime!
Ho realizzato questi muffins proprio domenica, giornata del concerto. E per farli ho utilizzato i pirottini che avevo comprato a Londra, la prima volta che ho assistito ad un concerto dei Sigur Ròs. 
Il loro profumo sarà per sempre il profumo di questo concerto.

Ingredienti per 16 muffins:

Polveri

320 gr di farina 00
200 gr. di zucchero
1 bustina di lievito per dolci

Liquidi

250 ml di yogurt alla nocciola
2 uova
80 ml di olio di semi di girasole
100 ml di latte
2 cucchiaini di pasta di nocciole (facoltativa)

Per completare

80 gr di cioccolato fondente tritato (se preferite, gocce di cioccolato)
Nutella

Procedimento:

La sera prima, in uno stampino per ghiaccio, ponete tanti piccoli cucchiaini di nutella..tanti quanti sono i muffins che volete fare (non riempite tutto lo spazio del ghiaccetto, altrimenti sarebbe troppo grande…regolatevi ad occhio affinché sia grande più o meno come una nocciolina). Congelate.
Il giorno dopo sbattete leggermente l’uovo e mescolatelo con lo yogurt, l’olio ed il latte.
A parte mescolate tutte le polveri.
Unite le polveri e i liquidi, aggiungendo le gocce di cioccolato a piacere. 
Riempite gli stampini ponendo al centro il ghiaccetto di nutella (il ghiaccetto deve rimanere all’interno).
Infornate in forno caldo a 180° per 15/18 minuti. 

Ci leggiamo venerdì, per i saluti prima della pausa estiva!


Banana bread

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Ma dove l’ho messo l’impermeabile? Vabbé esco senza. Certo diluvia. Mi affaccio. Questa non è pioggia, è acquazzone. Aspetto. Magari smette. E’ luglio perdinci. A quest’ora sarei dovuta essere di rientro. E sì che ho pulito il balcone oggi, e fatto la lavatrice. Proprio oggi deve piovere? Mi vesto: tuta, runner, vabbé metto un giacchetto. Ha smesso, no piove leggero. Sono certa, ora smette. Scendo. Una cuffietta. La seconda. Play. E’ l’imbrunire, quasi. Il cielo è carico di nuvole, ma verso nord apre. E verso nord è dove vado io. La strada è bagnata, l’aria è umidissima, sento più fatica addosso. Ma imbocco il parco ed è deserto. E’ tutto mio. Come mi piace il cielo che si specchia nelle pozzanghere. Respiro a pieni polmoni, devono aver tagliato l’erba ieri. E oggi questo odore di pioggia si unisce all’odore dell’erba tagliata. Perdo gli occhi all’orizzonte. Nessuno. Ci sono io, c’è la natura, e la mia musica. Cammino svelta in salita, respiro. Svuoto la mente, mi riempio gli occhi di cielo. Il vento muove i rami degli alberi, nello stacco tra una canzone e l’altra sento quel suono. Fronde. Foglie. Penso. Penso subito. Che il suono del vento tra gli alberi è tra i più belli che mi sia stato dato in dono di ascoltare. La natura ha un odore bagnato inebriante, son tutti fuggiti per paura della pioggia, ma è bellissimo star qui. Mi sembra che questo posto sia messo qui per me. Io gli appartengo. Mi lancio in una corsa, respiro. Rinizia a piovere. Sento le gocce sulla testa, ma non fuggo. Godo il momento. Questo spazio solo mio. Solo per me. Divento erba, acqua, terra. Finché in lontananza scorgo un puntino. Un altro coraggioso mi corre incontro. Le nostre strade in direzioni opposte. Ci scrutiamo già da lontano. Nascondiamo pensieri l’uno per l’altra, come accade sempre quando ci si incontra in queste occasioni. Lo riconosco, ci troviamo spesso. Non fuggo lo sguardo, lo tengo. Ci sorridiamo. Pochi secondi e siamo via tutti e due dall’orizzonte dell’altro. Cessa la pioggia, ma la musica no. Esco dal parco, sfiaccata ma vitale. Cammino in salita sotto alberi dalle fronde piangenti. Fiori. Fiori ovunque. Ci passo sotto, non sposto la testa. Mi toccano il viso, mi bagnano. Li lascio fare. La musica mi spinge fino a casa, salgo i gradini a due a due, sono davanti alla porta. Mi appoggio allo stipite, improvvisamente stanca. Mente giro la chiave, una goccia mi scivola dal centro della testa, sulla fronte. Si fa strada sull’attaccatura del sopracciglio destro, percorre il solco fin sotto l’occhio. Ma non è una lacrima. E’ la natura che è venuta a farmi il solletico.

                                                                                                Voleva vedermi ridere.

Come se non bastassero tutte le miriadi di cose che ho in mente di fare già da me…ecco, come se non bastassero, ci si mettono pure gli amici a mandarmi foto di cose che poi mi viene voglia di fare. E’ andata così col mio amico  che una sera ha avuto la malsana idea di inviarmi la foto del suo banana bread. In casa avevo tre banane che non avrei più consumato perché non più verdi come piacciono a me. Che faccio, mi tiro indietro? Giammai 😀
Gennà, mandame la ricetta prima de suBBito 😀
Siccome l’amico è pigro, fa la foto alla ricetta scritta e me la manda (amo chi si sa arrangiare :D). 

Ed ecco il nostro banana bread :)))


Ingredienti:

250 gr di farina
1 punta di cucchiaino di lievito per torte salate (non vanigliato!!)
1/2 cucchiaino di bicarbonato
150 gr di zucchero
75 gr di burro
2 uova
2 cucchiai di  latte
2 banane schiacciate (io tre…le dovevo consumà!! 😀 )
1 pizzico di sale

Procedimento:

In una ciotola unite la farina, il bicarbonato, il lievito e il sale.
Mescolate con un cucchiaio e lasciate da parte
In un’altra ciotola unite lo zucchero e il burro a fiocchetti.
Schiacciate prima con una forchetta, poi lavorate con le fruste
Aggiungete il latte, poi le uova, una per volta.
Unite le banane schiacciate
Ora unite le polveri ai liquidi e amalgamate
Imburrate uno stampo da plum cake, versateci il composto 
Infornate in forno preriscaldato a 180°