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Pomodorini in barattolo

Come detto più volte, l’estate è, per quanto riguarda la frutta e la verdura, la mia stagione preferita. E’ per questo che mi piace imprigionare questa stagione in barattolo, per poter godere dei suoi profumi e dei suoi sapori anche in inverno, come già accaduto per i pomodorini confit, o con le melanzane sott’olio.

Lo scorso inverno, in Veneto, mi sono ritrovata a casa di Lara ad impastare e nel programma giornaliero c’era anche una bella focaccia. La focaccia, si sa, è buona anche bianca, ma Lara ha tirato fuori un barattolino di pomodorini dalla sua dispensa e mi è bastato sentirne il profumo appena aperto per chiederle subito informazioni su come usava conservarli. Non solo l’odore dei pomodorini, ma anche le erbe e l’aglio avevano contribuito a creare quel profumo di cui immediatamente mi sono innamorata.

Ho aspettato così l’arrivo dei pomodorini nell’orto della mia Mamma per poter mettermi all’opera e creare questi vasetti, che sono certa doneranno tanto sapore alle mie focacce invernali, ma non solo. E poi….sono velocissimi da preparare.

Grazie Lara!

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Pomodorini in barattolo
 
Autore:
Tipo di ricetta: Conserve
Ingredienti
  • Pomodorini pachino
  • Aglio
  • Timo limonato
  • Dragoncello
  • Origano
  • Basilico
  • Olio extra vergine
Preparazione
  1. Lavate e asciugate bene i pomodorini.
  2. Riempite dei barattoli accuratamente lavati in precedenza, spingendo i pomodorini ma senza pressare (i pomodorini non devono schiacciarsi).
  3. All'interno del barattolo aggiungete uno spicchio di aglio, un goccino di olio e le erbe che preferite (io ho preparato vasetti con origano, alcuni con basilico, altri con dragoncello e timo limonato).
  4. Chiudete bene i barattoli e metteteli in un tegame pieno di acqua.
  5. Portate a bollore e lasciate sobollire per circa 30, 40 minuti.
  6. Fate raffreddare completamente i barattoli prima di riporli in dispensa.
Note
Durante la cottura i pomodorini rilasceranno un pochino della loro acqua di cottura, ma la stessa non riempirà i barattoli. I pomodorini si manterranno ugualmente con l'acqua contenuta al loro interno.

 

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Marmellata di kumquat e zenzero

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Marmellata di kumquat e zenzero
 
Una marmellata agrumata e fresca, dal colore brillante e solare, esaltata dalla nota speziata dello zenzero.
Autore:
Tipo di ricetta: Conserve
Resa: 5 barattolini circa
Ingredienti
  • 850 g di kumquat puliti e privati dei semi
  • 500 g di zucchero
  • 2 limoni
  • 10 g di zenzero fresco
Preparazione
  1. Lavate i kumquat con acqua e bicarbonato, scolateli e asciugateli.
  2. Tagliateli a rondelle e privateli di tutti i semi, mandando il tutto in una casseruola.
  3. Aggiungete il succo di due limoni, lo zenzero grattuggiato e lo zucchero.
  4. Lasciate macercare 10 minuti, quindi accendete il fuoco e portate a bollore.
  5. Lasciate cuocere continuando a girare fino a che la marmellata avrà raggiunto la giusta consistenza, e senza farla scurire troppo.
  6. Nel frattempo sterilizzate i barattolini in acqua bollente, inclusi i tappi.
  7. Capovolgeteli su un panno di cotone e lasciateli scolare.
  8. Quando la marmellata è pronta, riempite i vasetti, chiudeteli con il tappo e capovolgeteli a testa in giù per 10 minuti.
  9. Dopo 10 minuti rimetteteli dritti nel loro verso e lasciate raffreddare completamente, prima di etichettarli e riporli in dispensa.

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Gnocchetti all’astice

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Il pesce è protagonista nei miei primi piatti. Mi piace moltissimo accostato alla pasta di qualsiasi genere.
Stavolta è toccato all’astice, grazie a un’idea di mio fratello. E’ sua l’idea di questa ricetta…e una domenica ci siamo divertiti a cucinarla insieme, aggiustandola.
Ne è uscito un fantastico primo piatto.

Semplice nell’esecuzione e negli ingredienti. E forse proprio questo è il suo segreto. 

Testi e Ricetta  © Michela De Filio 

Ingredienti per 4 persone:
500 g di gnocchetti 
1 astice di 500 g circa
8 pomodorini pachino
Pomodorini confit (qui)
Pepe rosa
Peperoncino
Prezzemolo
Aglio
Olio extra vergine
Sale
Mezzo bicchiere di vino bianco

Procedimento:

In un tegame mettete l’olio e gettateci dentro l’astice pulito e a pezzi, fino a che il suo carapace diventerà rosa. 
A questo punto, aggiungete due spicchi di aglio e il pepe rosa pestato. 
Versate mezzo bicchiere di vino e lasciatelo sfumare, circa 10 minuti. 
Aggiungete i pomodorini pachino e dopo 5 minuti spegnete. 
Aggiungete i pomodorini confit secondo quantità di vostro gusto. 
Lessate gli gnocchetti e versateli nel tegame con il condimento, che rimetterete sul fuoco, mantecando e aggiustando di peperoncino e prezzemolo. 


Spaghetti con pomodorini confit, tranci di tonno, capperi e olive nere

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Amo i sapori estivi.
L’estate offre a mio avviso il meglio di frutta e verdura. E io la verdura la amo tutta, mangio anche quella dagli odori forti e dal sapore intenso. Ma l’estate è la regina sovrana in termini di prodotti legati all’orto.
I pomodorini ne sono solo un esempio, ma la lista sarebbe lunghissima: melanzane, pesche, meloni, zucchine, fiori di zucca, angurie e via discorrendo.
Grazie ai metodi di conservazione, non è impossibile portare un pò di sole nel piatto anche quando l’estate inizia ad allontanarsi.
Vi presento oggi un primo piatto che ho apprezzato molto, preparato con gli ingredienti che avevo a disposizione.

Il tonno è in tranci perché così lo preferisco. Compratelo di buona qualità e vi farà la differenza nel piatto. Ho usato i pomodorini confit che vi avevo presentato qui e le amate erbe aromatiche (lo so, sono strana, ma quelle foglioline di timo sul piatto mi sembrano una poesia).

Ho aggiunto al piatto delle briciole di pane secco, che uso spessissimo per i miei primi piatti. Trovo che donino quel tocco in più che serve per completare un primo piatto ben riuscito. 
Testi e Ricetta  © Michela De Filio 
Ingredienti per 4 persone:
350 g di spaghetti
120 g di pomodorini confit (leggi qui)
150 g di tonno in tranci
Olive nere a piacere
Origano
Timo
Aglio
Olio extra vergine
Sape
Peperoncino
Briciole di pane
Procedimento:

In una padella mettete uno spicchio di aglio intero con tre cucchiai di olio. 
Accendete la fiamma, scaldate e gettateci dentro i tranci di tonno.
Fateli scaldare appena, girandoli una sola volta e cercando di romperli in modo molto grossolano.
Aggiungete capperi e olive nere, saltate aggiungendo sale, peperoncino e erbe a piacere.
Spegnete la fiamma, aggiungendo i pomodorini confit.
Nel frattempo lessate gli spaghetti in abbondante acqua salata. 
Tenete da parte un pò di acqua di cottura e saltate gli spaghetti nel condimento, aggiungendola nel caso risultassero troppo asciutti.
Mentre mantecate, aggiungete a piacere qualche briciola di pane.
Impiattate e decorate il piatto con foglioline di timo fresco.


Pomodorini confit

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La teglia usata in queste fotografie apparteneva alla mia Nonna
Imprigionare l’estate…è possibile. In tanti, tantissimi modi. 
Uno di questi è la preparazione dei pomodorini confit: pomodorini fatti asciugare in forno con zucchero, sale, olio extra vergine ed erbe a piacere. 
Una volta pronti possono essere gustati subito, oppure messi in barattolo sott’olio e conservati (in vasetto sterilizzato e poi riposti in frigorifero).
Il termine confit infatti arriva dal termine francese “confire”, ovvero conservare. 
Il risultato è straordinario: i pomodorini si asciugano, accentuano la loro dolcezza e mantengono uno strepitoso equilibrio tenero-croccante. 
I pomodorini confit possono essere usati per delle bruschette, come contorno, o ancora per il condimento di pasta, dando libertà alla propria fantasia per gli accostamenti. 
 © Michela De Filio 

Ingredienti:

Pomodorini pachino
Olio extra vergine
Sale
Zucchero
Erbe aromatiche (io ho usato origano e timo)

Procedimento:

Lavate i pomodorini, tagliateli a metà e posizionateli su una teglia coperta da carta forno, con la parte interna verso l’alto.
Spolverate con qualche pizzico di zucchero e qualche pizzico di sale.
Cospargete le erbe aromatiche e irrorate con olio extra vergine. 
Infornate a 120° per circa 1 ora (o comunque per il tempo che occorre per asciugarli).
Sfornate e utilizzate a piacimento, oppure conservateli in barattoli ermetici sott’olio.

****
“La natura esegue senza posa, per una spinta che mi commuove e mi sfugge”
                                                                                            | E. de Luca |

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Confettura di fichi, limone e mandorle

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Agosto è volato via. Come sempre, come ogni anno che si rispetti, se ne è andato come un soffio di vento.
Un mese intero via da tutto. Niente regole, niente orari, giornate zingare a seguire il cuore. 
Dove mi ha portato il mio cuore? 
Sotto le stelle a camminare, jeans arrotolati e piedi in mare: sandali in mano e solo l’infinito del lungomare da percorrere. Camminate che sono attraversamenti. E la sabbia che è inutile starci attenti, ti finisce in ogni dove, ma non importa. La notte mette a posto tante cose, anche il silenzio appare finalmente naturale. Le onde del mare cullano, è un suono che riconcilia col mondo. Ma anche di giorno, perché fuggiamo dalle spiagge affollate e ci godiamo la pace, il sole, l’odore del mare. Mi sfianco nell’acqua, esco solo quando ho freddo e non ce la faccio più. Acqua, grembo mio. Mio elemento. Mi riposo da te un poco. Nel dormiveglia stanco del sole che mi bacia la fronte, mi arrivano voci confuse di discorsi a pezzi, di chi in spiaggia ama parlare. Ama dire la sua su tutto. Qualcuno mi fa scappare un sorriso. Qualcuno mi fa scappare una parolaccia tra i denti. La dico. Poi penso che certa gente non mi sta bene nemmeno come vicina di ombrellone. Mi farebbero una grande cortesia a star zitti. Ma non me la fanno. Mi addormento. Mi svegliano i capelli che mi solleticano, o forse un bambino che ha corso troppo vicino.
Mangio pesce come se non esistesse altro, faccio il pane perché a quello non rinuncio. Mi diverte. Poi mi ingozzo di pane e pomodoro. Preparo una pasta fresca da urlo, per fare qualcosa di bello per una persona che amo e che oggi mi insegna la dignità di accettare che anche la vita finisce. Non dimentico questi occhi pieni di luce, di fronte alla malattia. 
Metto in bocca foglie intere di basilico, sotto lo sguardo attonito di qualche commensale non abituato alle mie stranezze. Accetto inviti ovunque. Monitoro l’essiccazione dei pomodori che chiuderò in barattolo per portare l’estate nel mio inverno. Dormo più di giorno che di notte. Cammino a piedi nudi. Il gelato solo fondente e pistacchio. Mi sveglia di notte un temporale estivo, anche il suono della pioggia è una culla. Mi dimentico il telefono. Vado in giro senza patente. Anche senza borsa, è capitato: mi dimentico di averne una. Dove ho la testa? Non lo so. Ma non mi preoccupo. In un certo senso, non mi importa di nessuna conseguenza. Forse solo una. La conseguenza del mio ostinato odio per il pettine. Quand’è che mi sono pettinata l’ultima volta? Ci penserò quando tornerò in città. Soffrirò un pò, ma adesso non ci voglio pensare.
Oggi fatemi stare ancora di vedetta sulla riva, i piedi insaccati nella sabbia che quando scende l’onda, la risacca mi fa sembrare di muovermi mentre sto ferma.

Ci saranno domani le strade di città. La spazzola per i capelli. Le scarpe.
Oggi ancora no.

Oggi voglio vivere così.

A casa dei miei, che era anche la casa dei miei Nonni, ci sono tantissimi fichi, sia bianchi che neri. Frutti dolcissimi, simbolo d’estate. Alberi antichi con rami infiniti.
Occasione ghiotta per provare la speciale confettura della mia amica-lettrice Eleonora. 
Cos’ha di speciale questa confettura? 
Ve lo dico subito: la nota agrumata del limone e sottili petali di mandorle. 
Io non sono una che va pazza per i fichi, perché come detto un milione di volte, non amo le cose troppo dolci. Ma proprio per questo la ricetta di Eleonora mi ha incuriosita: perché l’aspro del limone spezza il dolce stucchevole dei fichi e ne viene fuori una confettura davvero piacevole.
I petali di mandorle danno quel tocco in più, sposandosi perfettamente con entrambi gli aromi. 
Sogno già ettari di crostate 🙂

Ingredienti:

1 kg di fichi puliti
350 gr di zucchero
Zeste e succo di un limone non trattato
70 gr di mandorle in lamelle

Procedimento:

Private i fichi della buccia, anche in modo grossolano, e rompeteli. 
Metteteli a cuocere in una pentola e portateli fino alla consistenza voluta. 
10 minuti prima del termine della cottura, aggiungete le zeste e il succo di limone. 
In ultimo aggiungete le mendorle. 
Per capire se una confettura è pronta, mettetene un cucchiaino in un piatto e lasciatelo freddare.
Inclinate poi il piatto: se la confettura non cola, vuol dire che è pronta. 
Nel frattempo bollite i barattoli per sterilizzarli. 
Invasate la confettura appena tolta dal fuoco, chiudete i barattoli e capovolgeteli per 5/10 minuti, per ottenere il sotto vuoto. 
Dopo 10 minuti, rimettete i barattoli a testa in su e lasciateli tutti vicini, coperti da un panno, per far si che si raffreddino il più lentamente possibile.


Limoni confit

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Quanto tempo era che dovevo farli? Un’infinità! Li avevo visti da Roby, che condivide con me l’amore per i Paesi Mediorientali, per il Marocco (da cui traggono origine) e la cucina etnica in generale. Ma gira e mettiti bene, è trascorso qualche mese. E poi…volevo aspettare di avere limoni miei, quelli di casa. Così qualche tempo fà ho raccolto dei limoni dall’albero a casa dei miei e li ho fatti…finalmente! Adesso sono pronti e non vedo l’ora di utilizzarli :)))

Ingredienti:

Limoni non trattati
Sale grosso
Alloro
Cardamomo

Procedimento:

Lavate con cura i limoni 
Spaccateli in 4 per il senso della lunghezza, lasciando unita la base 
Aprite il limone a fiore, con le mani, e cospargetelo di sale grosso. 
Inserite il limone nel barattolo di vetro e via via aggiungete altri limoni, alternando con alloro e semi di cardamomo, fino a riempire il barattolo 
Quando il barattolo è pieno, riempitelo di succo di limone, cospargete ancora di sale e chiudete. 
Dopo due giorni, aprite il barattolo, pressate i limoni verso il basso, inserendo possibilmente qualcosa che li possa tenere schiacciati. 
Richiudete
lasciate il barattolo in luogo fresco per 20 giorni, dopodiché i limoni confit saranno pronti.


Tonno di coniglio

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“quando ero piccolo, mi innamoravo di tutto”



Cantava De André in una sua bellissima canzone. Ecco, io sono ancora così…mi innamoro di tutto. Quando ho visto il tonno di coniglio nel blog della mia amica Martina, ho subito saputo che lo avrei rifatto, benché io non mangi coniglio, solitamente. Pazza? si, un pochino.  Ma è la curiosità che mi frega davvero! 😀
Prima di vederlo da Martina, non ne avevo mai sentito parlare…poi poco dopo sono stata in Piemonte e ho visto una trattoria che lo proponeva nel menù esposto in vetrina…infatti è una specialità piemontese. 
Spinta quindi dalla curiosità, ho ingaggiato mio padre per l’operazione…si perché a casa dei miei il coniglio non si compra al supermercato, ma in un allevamento delle nostre zone. Mio padre mi ha preparato dei pezzi disossati e puliti e io mi sono messa all’opera.
Diciamo che la vera modifica fatta, e l’unica, è che l’aglio non l’ho alternato a fettine, perché avevo paura si sentisse troppo: ne ho messo uno spicchio intero e basta.

Dopo un paio di giorni di giorni di riposo, per far assorbire i sapori, lo abbiamo assaggiato e …ci è piaciuto un sacco! Lo trovo una vera sciccheria :)))




Ingredienti per un vasetto da 500 gr:

500 gr di coniglio
1 carota
1 gambo di sedano
1 cipolla dorata media
1 pezzetto di porro (5cm circa)
Qualche grano di pepe nero
1 chiodo di garofano
2 foglie di alloro
2 spicchi di aglio
Timo
Rosmarino
Olio e sale

Procedimento:

In una pentola capiente ho messo le verdure pulite: carota, sedano, porro e cipolla
Ho aggiunto qualche grano di pepe, l’alloro, il chiodo di garofano ed ho coperto con acqua fredda (circa 1 lt), salandola.
Ho portato a bollore e lasciato cuocere ancora 10 minuti
Ho lavato i pezzi di coniglio e li ho immersi nell’acqua, chiudendo con un coperchio e lasciando cuocere per un’ora.
Ho lasciato raffreddare il coniglio nella suo stesso brodo.
Intanto ho sterilizzato il vasetto lasciandolo bollire qualche minuto in una pentola d’acqua bollente.
L’ho fatto poi scolare e l’ho asciugato
Ho preso la carne di coniglio raffreddata e l’ho sfilacciata in un piatto.
Sul fondo del mio barattolo ho messo qualche grano di pepe e un goccino di olio. 
Ho iniziato a mettere il coniglio a strati, alternandoli con qualche ago di rosmarino, del timo e del pepe qua e là. Ad ogni strato ho spolverato pochissimo sale (siate avari, mi raccomando!). L’aglio l’ho messo intero al centro del barattolo (se vi piace, fatelo a fettine e alternatelo nei vari strati).
Sono arrivata fino in superficie dove ho chiuso con pepe, rosmarino e timo.
Ho riempito il barattolo con l’olio, coprendolo interamente. 
Ho chiuso e lasciato riposare per un paio di giorni prima di mangiarlo.

Note

Se volete conservare il tonno di coniglio a lungo, immergete i vostri vasetti in una pentola piena di acqua fredda, fare bollire per 1 ora e fateli raffreddare nella stessa acqua. durano così circa 5 mesi.
Il brodo della cottura del coniglio, io non l’ho buttato. Siccome non potevo consumarlo subito, l’ho congelato in vaschettine dopo averlo filtrato. Potete usarlo per una minestrina, per un risotto o per esempio ci potete cuocere un coniglio in padella.


La cotognata di mia Mamma e il compleanno di Diego

Mia Mamma tutti gli anni in questo periodo fa la cotognata con le mele cotogne del suo alberello. Per tenerla in casa, la mette in vasetto, mentre spesso, se deve regalarla, la confeziona in tante “caramelle”. 
E’ un’idea regalo carinissima e questa sorta di gelatina è davvero buona. Io la uso per fare colazione, spalmata su fette biscottate. Mi piace perché è molto compatta e quando la mangio a casa mia da sola, la mattina, mi sembra ancora di essere a casa dei miei….
Ieri è stata una giornata intensa…tornata a lavoro dopo quattro giorni di libertà, è stato un trauma. Cento volte meglio raccogliere le olive: la fatica fisica, specie se a contatto con la natura, sfibra ma rigenera. 
E poi, dopo, è stato tutto un corri corri per fare la spesa, che domani ho una cenetta con le mie amiche (che tra parentesi ancora non ho stabilito tutto il menù), e a comprare delle cosette che mi servono per l’imminente viaggio a Berlino. Ho la testa piena di tantissime cose, necessito di fare un bel respiro e aspettare, che poi piano piano riesco a fare tutto. Per la cena però, non posso sfigurare…ci sarà la mia amica trasferita a Biella, che è qualche giorno qui a Roma dai suoi. Devo darmi da fare! 
Oggi voglio fare un augurio particolare a mio fratello Diego che compie gli anni. Lui è il mio assaggiatore di fiducia, quello che si presta sempre ai miei esperimenti e che mi da sempre un sacco di soddisfazioni, ma solo sul salato, perché non mangia dolci, beato lui. 
Buon Compleanno Diego!

Ingredienti:

1 kg di mele cotogne pulite e scottate
1 kg di zucchero


Procedimento:

Mia mamma ha sbucciato le mele cotogne, le ha tagliate a pezzetti e le ha scottate in una pentola con circa 1 bicchiere di acqua. Poi le ha passate con il passa verdure e le ha messe in una pentola con lo zucchero e le ha fatte cuocere fino a che il composto è diventato denso. 
Mamma mi dice che va fatta la prova su un piattino: con un cucchiaino mettere un pò del composto su un piattino, aspettate qualche secondo e poi lo rovesciate in verticale. Se è della densità giusta, il composto deve tendere a non muoversi o comunque a farlo molto lentamente. 
Una volta cotta, la cotognata può essere messa in vasetti di vetro sterilizzati, chiusi ermeticamente e messi a testa in giù per 5 minuti per fare il sottovuoto.
Oppure, se volete fare le “caramelle”, potete versare il composto in una teglia quadrata o rettangolare spolverata di zucchero, diciamo con uno spessore di circa 2 cm. Una volta raffreddata, la lastra di cotognata sarà una gelatina molto compatta che potrete tagliare a quadrotti e incartare nella carta oleata. 
Se in vasetto, la cotognata si conserva anche per 1 anno. 
Se invece confezionata a “caramella” si conserva in frigorifero circa 1 mese. 
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Melanzane sott’olio di mia mamma…il mio “arrivederci” all’estate

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Io le amo! Le melanzane sott’olio come le fa mia mamma sono una goduria per il palato. Le ha fatte di recente per consumare le ultime melanzane dell’estate e io ho voluto fotografarle per dire “arrivederci” a questa stagione. Il colore di questi barattolini, quando vengono aperti, mi mette tanta allegria!

Mia mamma ha le mani d’oro e io la ringrazio di cuore per tutte le cose che mi insegna.

Ingredienti: 

2 kg di melanzane
2 bicchieri di buon aceto
2 bicchieri di acqua
500 ml di vino
Sale q.b.
Olio di semi di girasole
2 spicchi di aglio
Peperoncino
Origano

Procedimento: 

Mia mamma ha lavato le melanzane, le ha sbucciate e ne ha ricavato delle fette di medio spessore, tagliandole a listarelle per il senso della lunghezza. Le ha messe in una scolapasta, le ha cosparse con un pò di sale, poi ci ha messo sopra una tavoletta di legno con su dei pesi e le ha lasciate per un paio d’ore a spurgare l’acqua di vegetazione. 
Una volta spurgata l’acqua, le ha disposte su un panno di cotone, dentro una cassettina da frutta e le ha lasciate asciugare all’aria per qualche ora. 
A questo punto ha portato ad ebollizione una pentola con l’acqua, l’aceto, il vino e il sale. Nel frattempo ha strizzato con le mani le melanzane e le ha messe in pentola, muovendole con una forchetta. Appena tutto è tornato a bollore, mia mamma le ha scolate e lasciate per un pò ad asciugare. 
A questo punto si è proceduto con l’imbarattolamento (si dirà così?). 
Ha messo le melanzane nel barattolo, alternandole con dell’origano (a piacimento) e più o meno a metà ha inserito uno spicchio di aglio intero. Giunta in cima, ha inserito qualche grano di pepe, un piccolo peperoncino e altro origano. Ha inserito degli stuzzicadenti a croce per far si che le melanzane non si alzassero e non rischiassero la fuoriuscita dall’olio. 
A questo punto ha coperto con l’olio e ha chiuso con il tappo. 
Qualche nota doverosa: 

L’aglio, l’origano e il peperoncino vanno nelle quantità a vostro piacimento. A me piacciono con 1 spicchio di aglio per barattolo e rigorosamente intero. Potete ometterlo, o se vi piace di più, potete farlo a velo o a pezzetti
Il giorno dopo, controllate l’olio, poiché è possibile che, assorbito dalle melanzane, il livello si abbassi. E’ importante che le vostre melanzane siano sempre ben coperte di olio per non rovinarsi. 
Sempre per lo stesso motivo di cui sopra, quando dovete riporre il barattolo dopo averne prelevato parte del contenuto, schiacciate le melanzane verso il basso con la punta di una forchetta e aggiungete un filo d’olio se necessario. Usando questa accortezza, potrete conservare le vostre melanzane anche a lungo!
Le melanzane sono mangiabili da subito, ma mia mamma suggerisce di lasciarle insaporire almeno una settimana: saranno più gustose! 

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