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Crostini di pane aromatici con farina di farro spelta

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Sono una che ruba al supermercato. Non con le mani, ma con gli occhi. 
Vado pochissimo a fare la spesa, ma le poche volte che vado, quello che faccio per la maggior parte del tempo è guardarmi intorno, catturare con lo sguardo, leggere etichette. 
Spulcio e leggo perché cerco di catturare idee da portarmi a casa, per le mie produzioni. 
Sono nati così questi crostini. 
Una settimana fa ero al supermercato e con la testa cercavo di pensare a cosa avrei potuto panificare per il mio incontro con la mia Amica Ele. Volevo qualcosa di secco, che durasse qualche giorno e che fosse facile da trasportare in aereo. Aggirandomi tra gli scaffali, mi sono imbattuta in bustine di crostini visibilmente dorati di olio e impreziositi di erbe varie. 
Nella mia mente si è accesa una lampadina e in cuor mio avevo già scelto. 
Una volta a casa, ho buttato giù una ricettina e deciso le farine che avrei usato: un grano tenero, una semola e il fantastico farro spelta che mi aveva regalato Maria Teresa. Quanti giri fanno questi regali! 
I crostini sono eccezionali: assaggiateli caldi, assaggiateli freddi, tuffateli in una zuppa di pesce, in una minestra, fatene ciò che volete. Ma mangiateli! 
Io li ho adorati.

Testi e Ricetta  © Michela De Filio 

Ingredienti:

400 g di farina 00
300 g di farina di farro spelta
300 g di semola rimacinata
600 g di acqua
80 g di pasta madre
18 g di sale

 Olio aromatico per pennellare (preparato qualche ora prima, con origano e dragoncello)

Procedimento:

Sciogliete la pasta madre in una parte di acqua dentro la planetaria. 
Aggiungete la farina e impastate alla minima velocità, aggiungendo l’acqua restante a piccoli sorsi. 
Lasciate incordare l’impasto, quindi aggiungete il sale. 
Lasciatelo assorbire, quindi rovesciate l’impasto su un piano da lavoro. 
Arrotondatelo, mettetelo in un recipiente sigillato di pellicola e lasciatelo raddoppiare. 
A raddoppio avvenuto, eseguite le pezzature per ottenere dei piccoli filoncini di pane (regolate la grandezza in base a quanto vorrete grandi i vostri crostini).
Coprite i filoncini con un panno di cotone bianco e lasciateli raddoppiare. 
A raddoppio avvenuto, scaldate il forno a 200°, quindi infornate i filoncini. 
fateli appena dorare, quindi sfornateli e lasciateli stemperare su una gratella. 
Ricavate piccole fettine e ponetele distese su una placca ricoperta di carta forno. 
Pennellate tutte le fettine con l’olio aromatico, quindi rinfornate fino a completa doratura. 
Fateli raffreddare e conservateli in un sacchetto per alimenti. 

Ecco i miei regali per Eleonora, in perfetto stile Menta e Rosmarino 🙂

I miei crostini finiscono nella raccolta di Panissimo 

di questo mese, che trovate da Silvia  .

La raccolta è stata ideata da Sandra e Barbara.

Curry di pollo

Più o meno nella testa di ogni blogger albergano numerose ricette da voler provare. Nella nostra mente si appuntano priorità, curiosità, bisogno di assaggiare questa o quella cosa. 
Il curry era tra le mie curiosità più spiccate. Quando l’ho visto da Lou, la mia mente aveva già deciso di provarci. 

Come spiega la mia Amica Lou, il curry non è quella polverina che si può acquistare al supermercato. E’ molto, molto di più.

Di origine indiana, il curry è un insieme di spezie che può variare di tradizione in tradizione. O più semplicemente, varia in base ai gusti di chi lo prepara. 

Io mi sono affidata a Lou, e ho seguito la sua ricetta, ad eccezione del mezzo cucchiaio di senape forte che io non ho messo e che ho sostituito con semi di senape nera. 

Al momento in cui ho aggiunto le spezie nella padella dove si era dorata la cipolla unita al ghee, si è sprigionato immediatamente un profumo intenso, talmente buono da farmi sorridere. 

Il mio primo curry mi è piaciuto da matti. 

Grazie Lou!


© Michela De Filio

Ingredienti
800 gr petto di pollo tagliato a cubetti 
1 cipolla piccola 
1 cucchiaino di fieno greco 
1 cucchiaino di semi di cumino 
1 cucchiaino di cardamomo in polvere 
1 cucchiaio di coriandolo in polvere 
1 cucchiaino di senape nera
2 pomodori 
2 cucchiai di ghee (burro chiarificato, la mia ricetta qui)
Peperoncino a piacere
½ litro di latte di cocco
Sale
Procedimento

In una padella sciogliete il ghee e fate imbiondire la cipolla tritata
Aggiungete le spezie e fatele andare per qualche minuto. 
Aggiungete i pomodori tagliati a dadini e lasciate cuocere una decina di minuti, il tempo di far disfare il pomodoro
Aggiungete il latte di cocco e lasciate cuocere fino a restringimento, aggiustando di sale e peperoncino.
Chiudete il curry in una ciotola e mettetelo in frigorifero a riposare fino al giorno dopo. 
Al momento di servire il curry, scaldatelo e servitelo con i cubetti di pollo saltati in padella.

***
“Ti invito al viaggio 
in quel paese che ti somiglia tanto. 
I soli languidi dei suoi cieli annebbiati 
hanno per il mio spirito l’incanto 
dei tuoi occhi quando brillano offuscati. 
Laggiù tutto é ordine e bellezza, 
calma e voluttà. 
Il mondo s’addormenta in una calda luce 
di giacinto e d’oro. 
Dormono pigramente i vascelli vagabondi 
arrivati da ogni confine 
per soddisfare i tuoi desideri”
                     
                                                           Ciao Manlio

Mousse al cioccolato bianco profumata al cardamomo, con caramello salato e croccante ai pinoli

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“Sono una contaminata e una contaminatrice”

Lo scrivevo qualche mese fa in una recensione ad un libro, e queste parole mi riaffiorano oggi alla mente.
Ho amato nella mia vita chiunque mi abbia presa per mano e guidata a scoprire cose che non conoscevo, le più impensabili. Anche le meno praticabili. Ho amato cercare di avvicinarmi alle cose sforzandomi di non aver pregiudizi. Tutti ne abbiamo. Anche quando pensiamo di esserne liberi. Non vi illudete. Il pregiudizio è dietro l’angolo, e c’è da prevenirlo, come una malattia. Basta allenarsi. Credetemi.
E’ stato questo allenamento che mi ha portata spesso lontano. E ne sono grata.

La vita è tutta qui: nella conoscenza.

La cosa migliore che possiamo fare per spenderla al meglio, è cercare di arricchirci il più possibile: di cose, di persone, di luoghi, di noi stessi.

In noi, nell’altro e nell’altrove.


© Michela De Filio


Cercavo un’idea per partecipare al contest di Vaty “Contaminazioni“, ma non volevo qualcosa di banale. Mi ero decisa a partire intanto dall’ingrediente che fungesse da elemento di contaminazione. Ma quale? Ci ho pensato qualche giorno, e poi mi è venuto in mente lui, il cardamomo. Spezia di origine asiatica, che usano moltissimo in Iran. E’ con i miei amici Iraniani che l’ho conosciuta. Loro la usano molto per aromatizzare il loro usuale chay, il the. Il cardamomo, infatti, che ho usato per questa ricetta, viene dritto dritto dall’Iran. Ne avevo fatto scorta durante il mio viaggio (ve lo ricordate il mio viaggio, si?) e da allora me lo faccio sempre portare quando i miei amici ci rivanno.
Con il cardamomo ho profumato questa delicata mousse, che poi ho agghindato con del caramello salato e un croccante (squisito) ai pinoli. 

Vaty, spero che questa ricetta ti piacerà. E’ stata pensata, decisa, realizzata. 
Con il cuore.

non vi preoccupate se in alcuni punti il croccante non sarà perfetto, 
sarà bello lo stesso : )

Per la mousse al cioccolato bianco 

240 gr di cioccolato bianco
250 gr di panna fresca semimontata
180 gr di latte intero
5 gr di gelatina in fogli
6 baccelli di cardamomo

Incidete i baccelli di cardamono e ricavatene i semini
Scaldate il latte, metteteci dentro in cardamomo e lasciate in infusione almeno 30 minuti
Sminuzzate il cioccolato bianco e scioglietelo a bagnomaria
Idratate la gelatina in poca acqua
Filtrate il latte e scaldatelo di nuovo, sciogliendoci dentro la gelatina strizzata.
Versate il latte caldo sul cioccolato in tre riprese, ottenendo così una crema molto vellutata.
Fate raffreddare e aggiungete la panna semimontata, amalgamando bene.
Colate la mousse all’interno dei bicchierini e mettete in frigo a rassodare

Per il caramello salato 

140 gr di zucchero
6 cucchiai di acqua
100 gr di panna fresca
50 gr di burro
3 gr di sale maldon (o fior di sale)

Mettete lo zucchero con l’acqua in un pentolino e mettete sul fuoco, fino a portarlo a colorazione
Toglietelo dal fuoco, aggiungete la panna, il burro e il sale, continuando a girare
Lasciate quasi raffreddare, quindi versate un piccolo strato di caramello sui bicchierini
Rimettete in frigo e lasciate rassodare

Per il croccante ai pinoli 

50 gr di zucchero
25 gr di glucosio
25 gr di acqua
40 gr di pinoli puliti e sminuzzati grossolanamente

Portate a bollore l’acqua, lo zucchero e il glucosio.
Togliete dal fuoco e aggiungete i pinoli sminuzzati
rimettete sul fuoco per un paio di minuti
Ora stendete il composto su una placca con carta forno e infornate per 10 minuti a 180°
Sfornate, e lavorate il croccante ancora caldo, tagliandolo e modellandolo della forma che desiderate, quindi decorateci i vostri bicchierini

_____
Con questa ricetta partecipo al contest
CONTAMINAZIONI 
di 

Risotto allo zafferano

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Domani
Domani il sole sorgerà più forte di oggi. Farà capolino dietro il profilo delle montagne, per quel minuto il controluce al paesaggio sarà mozzafiato. Tutto sarà ancora addormentato intorno, e noi staremo a guardare, lo faremo in silenzio. Ci sono preghiere che non sono fatte di parole. 
Domani
Domani s’alzerà il vento a muovere le foglie degli alberi, ad asciugare il bucato, a pettinare le distese incontaminate di fili d’erba. A vederli dall’alto i campi d’erba esposti al vento fanno le onde. In quelle onde andremo a perderci.
Domani
Domani sapremo ridere fino a star male: chiuderemo gli occhi rovesciando la testa all’indietro, ci terremo la pancia con le mani. Ridere forte è come andarsene un pò via. Noi ce ne andremo per un pò. 
Domani
Domani sapremo guardarci negli occhi attraverso uno specchietto retrovisore, che farà da cornice ai nostri sguardi, e non li abbasseremo. Guarderemo le nostre lacrime, che ancora sapremo versare per l’emozione violenta di una canzone. 
Domani
Domani sapremo godere del tempo che è trascorso perché nonostante tutto ci troverà ancora uguali. Sapremo amarci come ieri, non faremo fatica a riconoscerci.

Domani.
Come oggi.
Come ieri.

Qualche tempo fa sono stata in Umbria, a trascorrere un bellissimo week end in buona compagnia, partecipando ad un corso di cucina.
In quei due giorni ci hanno insegnato a fare il risotto con un procedimento alternativo, cioè tostando il riso a nudo e non girando per i primi minuti di cottura. Questo procedimento fa si che si crei intorno al chicco una pellicola di protezione (tostatura) e che durante i primi dieci minuti il riso non tiri fuori troppo amido, grazie al fatto che non viene sfregato dal mescolamento. 
Il risultato sarà un risotto cremoso, ma dai chicchi ben definiti e non spappolati. 

Sempre in zona, ho acquistato un fantastico zafferano che viene prodotto a Cascia. Una piccola boccetta trasparente in cui sono custoditi questi preziosi pistilli…

Ho voluto provarli per voi e quindi oggi vi presento il mio risotto allo zafferano.



Ingredienti:

Riso
Pistilli di zafferano
Sedano
Carota
Cipolla
Prezzemolo
Olio
Sale
Pepe
Parmigiano

Procedimento:

La sera prima mettete a i pistilli di zafferano in ammollo in un bicchierino di acqua
Il giorno successivo preparate un brodo con sedano, carota, prezzemolo e cipolla, aggiungendo un pò di sale. 
Mettete in riso in una casseruola e fatelo tostare qualche minuto: da solo, senza olio e senza altro.
Quando i chicchi sono tostati, aggiungete brodo fino a coprire di un dito abbondante tutto il riso. 
Lasciate cuocere a fuoco basso per 10 minuti senza mai girare. 
Trascorsi i 10 minuti, aggiungete l’infuso di zafferano, e poco brodo per volta, portando a cottura girando sempre con un cucchiaio di legno.
Mentre portate a cottura, aggiustate di sale.
Completate con un giro di parmigiano, un filo di olio a crudo e una spolverata di pepe.




Nel frattempo…
Amici speciali preparano dolci pensando a me 
e mi forniscono le prove 😀

Zucchero di canna aromatizzato allo zenzero

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La musica mi sceglie come suo facile bersaglio. La sento subito, la riconosco, in lei mi perdo. Con la musica sono una spugna in riva al mare, pronta a prendere acqua, a riempirmi, colmarmi. La musica mi cerca. Lei. Mi trova quando ne ho bisogno, quando quelle parole sono le sole che aspettavo. Cucite addosso, storie della mia storia. Mi corre sotto la pelle, veloce come un fulmine in cielo. Da lei non prescindo, di lei non posso fare a meno. La mia compagna sempre. Di notte, quando cerco il sonno. Di giorno, quando vorrei fuggire dalle mie mura. In viaggio, a passeggio, sempre. La mia dose di droga genuina. Ferisce solo la sua bellezza, ma senza tagli, senza lividi. Mi espande, mi porta dentro l’universo, dilata i confini, spalanca tutto. Ci sono grazie a lei. Sento la mia presenza nel mondo attraverso di lei.

Mi ha travolto questa canzone di Lucio Dalla, non ascolto altro da giorni. Le mie orecchie non vogliono altro.  La porto con me nella mia camminata serale. Insieme risaliamo il parco, superiamo cigli d’erba colorata da fiori, cani a passeggio che ci guardano curiosi, la fontanella che ci aspetta per bere. Insieme vinciamo il solletico del sudore lungo la schiena, chiudiamo gli occhi contro il sole.

Un paio di anni fa ho avuto la fortuna di essere in uno dei posti più suggestivi del mondo: Cabo Da Roca, Portogallo, la punta più estrema dell’Europa Occidentale. Una scogliera alzata a picco sull’Oceano Atlantico.  Avevo scavalcato la staccionata per mettermi a filo sul bordo della terra. Quel giorno mi ero sentita parte dell’universo, della natura, parte del vento che mi scompigliava i capelli.

Quando ascolto questa canzone io ritorno là, in cima a quella scogliera, e mi ricordo che il mondo è un posto meraviglioso.

A me piaceva andare di notte ogni estate in riva al mare 
camminare e poi fermarmi ogni tanto lì e pensare a cose inutili 
a come è grande il mare a che distanza c’è tra qua e là 
oppure com’è che è così strano il mondo e come era strano esserci 
confondermi e perdermi sotto quel cielo e a tutte le stelle perdermi, 
riperdermi lontano da ogni cosa su una stella luminosa 
non esserci, non essere non esser mai nemmeno nato 
un punto solo, il più piccolo che c’è 
Adesso sei con me come mi sento io qui davanti a te 
ancora più confuso per averti qui vicino a me 
come se avessi sedici anni per questo cederò ad ogni cosa, 
a tutto quello che dirai ad ogni spostamento che avrai 
perché voglio vederti stare bene, bene, bene, bene e perdermi, 
confondermi insieme a te, il cielo e alle altre stelle e perdermi, 
non perderti lontano da ogni cosa su una stella luminosa ed esserci, 
ed essere dentro di te e in ogni momento difenderti, difenderti anche da me 
per non perderti e perdonami se non sarò come vorrai 
perdonami, perdonami ma ti stringerò come nessuno farà mai 
per non perderti e tenerti qui sopra di me 
come una stella non perderti ed andare fino là … là

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Avete presente quelle cose che nascono per caso? Ecco, questo zucchero fa parte della categoria 😀
Avevo provato a fare dello zenzero candito. Io adoro lo zenzero, ma candito non mi è piaciuto: troppo forte, troppo piccante. Non fa per me, e per questo non l’ho pubblicato. 
Ma da quello zenzero candito è nato questo zucchero e ne vado particolarmente fiera. 
In pratica si fa come per le scorzette d’arancia

va fatto bollire lo zenzero a pezzetti nell’acqua. 
Lo scoliamo, lo pesiamo e rimettiamo sul fuoco con pari quantità di zucchero e metà di acqua. 
Lasciamo restringere e poi versiamo lo zenzero su un letto di zucchero di canna poggiato su carta forno. Insieme versiamo anche la salsina di fondo del pentolino.
Rivoltiamo lo zenzero nello zucchero di canna e lasciamo asciugare il tutto. 
Alla fine raccoglieremo lo zucchero e i grumi formati dalla salsina di fondo. 
Si chiude in barattolo e il gioco è fatto! 

Lo zucchero sarà profumatissimo, buono da usare nelle tisane (io lo uso proprio con la tisana allo zenzero), o perché no, per aromatizzare un dolce.
Oppure …rimanete su questi schermi e a breve vi darò un altro suggerimento 🙂 


Le spezie, il mio amore: la collaborazione con OrodorienTHE

Amo le spezie, credo di averlo scritto in ogni dove. Quando ho aperto questo pacchetto si è sparso un profumo che ha dell’incredibile…da svenimento!
Da oggi infatti collaboro con l’azienda OrodorienTHE di Mattia & Flavio Beccaro. 
Dal loro sito potrete trovare un sacco di cose interessanti…fateci un salto! 
Inoltre hanno anche un blog, che potrete seguire, 
basta cliccare qui.
Intanto io penserò a qualche ricettina speciale da realizzare 🙂


Ricette amiche #8: Spiedini di pollo allo zenzero e sesamo di Elle

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Pepperepéppeppé….ingresso scoppiettante per la mia rubrica Ricette Amiche di oggi.
Perché vi devo presentare Elle del blog “Limone & Stracciatella”.

Una ragazza dolcissima, svizzerissima, che prepara i regali di natale a Settembre, beve poco e si pettina solo quando fa lo shampoo…come me, solo che lei è riccia ed è giustificata, io no 😀

Sostiene che le sue caprette bianche sono razziste e stanno solo tra di loro, lasciando in disparte le caprette di altri colori, frequenta parrucchiere che le mettono grilli funghi per la testa, e ha una visione del suo giardino a pois.

Dice di sé

Sono un controsenso vivente: un’economista organizzata e calcolatrice con l’animo creativo e impulsivo di un’artista.

Lavora per otto ore al giorno, un cantiere qua-un cantiere là, ma non si risparmia di cucinare e curare il suo orto, che è un’altra delle sue passioni. Ci racconta infatti di come il contatto con la natura le metta dentro pace e tranquillità.
Ma la cosa che più mi fa impazzire di lei e che più ci rende simili, è che ha la frenesia di fare le cose, e in cucina si lancia nelle ricette per scoprire a metà procedimento che le manca proprio quell’ingrediente, quello fatale…e lei che fa? fa come me…cerca in cucina qualcosa di sostitutivo 😀 
Ma voi non l’adorate???? Io siiiiiiiiiiiiiiiiiiiii :’D
Ora veniamo alla ricetta che ho preso dal suo blog. Ne sono entusiasta! Questi spiedini mi sono venuti gustosissimi, tenerissimi e per niente asciutti. Mentre li preparavo avevo paura che la carne fosse troppa, invece no! Un profumo meraviglioso ha invaso la cucina, e quando dico meraviglioso intendo M E R A V I G I O S O. A differenza di Elle, io li ho cotti in forno, irrorandoli con la salsina della marinatura, e questo li ha perfetti. Li ho mangiati per cena e me li sono gustati pezzetto per pezzetto. E pensare che avevo sempre creduto di odiare il sesamo. Forse perché l’avrò assaggiato in qualche brutale prodotto industriale, e invece ho scoperto che non solo mi piace, ma ha anche un buonissimo profumo da “crudo”. 
Quant’è bello cambiare, quant’è bello smentirsi, quant’è bello conoscere qualcosa di noi attraverso gli altri. 
Grazie Elle!

Ingredienti per 4 persone

500gr petti di pollo disossati
1 spicchio aglio
1 cipolla
2 cucchiai olio di semi di sesamo
1 cucchiaio salsa di soia
1 lime
1 cucchiaino semi di sesamo
2 cucchiaini zenzero fresco grattuggiato
2 cucchiai foglie di menta fresca
Sale e Pepe

Procedimento:

Ho tagliato il petto di pollo a quadrotti e poi ho preparato la marinatura: ho unito l’aglio e la cipolla tritati, con   l’olio di semi di sesamo, la salsa di soia, la scorza del lime e due cucchiai del suo succo, lo zenzero fresco, sale e pepe. Ho mescolato un pochino e di ho immerso i miei quadrotti di pollo, coprendo con della carta argentata. Ho eseguito la marinatura per un paio d’ore, come Elle, e più o meno a metà del tempo ho mescolato la carne. 
Quando la marinatura è terminata, ho immerso i miei stecchi da spiedino nell’acqua fredda: questo procedimento fa si che lo stecco non bruci durante la cottura (grazie Elle per questa meravigliosa dritta che non conoscevo!). Fatto questo, ho preparato i miei spiedini infilzando i quadrotti di carne e li ho posizionati su una teglia forno. Con un cucchiaio li ho cosparsi con un pò del liquido di marinatura e infine ho messo altri semi di sesamo sui miei spiedini. 
Ho cotto in forno per circa 15 minuti. 


Il mio giro del mondo: in Marocco con Tajine Kefta

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Il cielo benedica le spezie tutte e permetta loro di ricrearsi e rigenerarsi per tutti i secoli dei secoli! 
Ehm…forse è un ingresso troppo pomposo, ma non so davvero più come dire che adoro le spezie…tutte, non ce n’è una che non mi piace!
Tra le miriadi di ricette che vorrei riprodurre dal blog “The dreaming seed” della mia amica Roberta, c’era questa che mi aveva proprio colpito. Lo ammetto, in particolare per la semplicità. Mi sono detta: ma è facile, posso farcela!! 
Non so poi quanto tempo è che sogno un tajine, il piatto tipico marocchino in cui si può cuocere la carne. Spero un giorno, presto, di andarne a comprare uno in Marocco. Intanto però ho trovato dei mini tajine da Maison Du Monde e sono come impazzita. Per me che ho una piccola cucina, sono l’ideale perché occupano poco spazio. Li trovo deliziosi da mettere in tavola. 
Tajine kefta, dunque. Dove tajine è appunto il piatto, e kefta vuol dire carne tritata.
Ringrazio Roberta che mi ha permesso di conoscere questa ricetta….un cin cin per lei, che considero la mia socia.

Ingredienti per 2 persone:

300 gr. di macinato magro di vitella
2 pomodori da sugo
1 cucchiaino di menta tritata
2 cucchiaini di paprika piccante
2 cucchiaini di cumino
1 spicchio di aglio tritato (se vi piace)
1 manciata di prezzemolo
Olio e sale

Procedimento:

Ho spellato i pomodori e li ho tagliati a dadini. Li ho messi in una pentola con un giro di olio, ho aggiunto 1 cucchiaino di paprika, 1 di cumino, del sale e ho chiuso col coperchio lasciando cuocere per 5 minuti. 
Nel frattempo, ho unito la restante paprika, il restante cumino e la menta alla carne tritata. Ho aggiunto l’aglio tagliato sottile, il prezzemolo e il sale. Ho impastato con le mani e ho creato delle polpettine, che ho buttato quindi in pentola, richiudendo il coperchio. Ho lasciato cuocere circa 15 minuti, aggiungendo poca acqua tiepida. Alla fine ho impiattato tutto nelle mie mini tajine e ho servito in tavola.


Mama Africa: Zighinì

Quanto è bello avere delle idee in testa? Un progetto, nel mio caso culinario, per cui non vedi l’ora di tornare a casa e metterti a lavorare con le mani, liberando la mente da inutili gabbie e soprattutto avendo il piacere di modificare una materia, e trovarti, dopo, con un prodotto “finito”, che esiste solo grazie a te. 
Vi capita mai? 

Con il ritmo trascinante di questa canzone, Mama Africa – Fiorella Mannoia, ho cucinato questo meraviglioso piatto africano.  E’ rimasto il profumo di cardamomo in cucina, preponderante su tutti. 

Un piatto molto speziato che andrebbe fatto con il berberé, che è un mix di molte spezie. Siccome io non l’avevo, me lo sono fatta da sola con: peperoncino, zenzero, chiodi di garofano, coriandolo, cardamomo, pepe nero, cumino, paprika, noce moscata, sale e aglio. Alé!
Si tratta di un piatto tipico del Corno d’Africa, nello specifico parliamo di Eritrea, Somalia ed Etiopia. Uno spezzatino di carne molto, molto speziato e dal sapore paradisiaco. 
La ricetta l’ho presa da “Scuola di Cucina no problem”, ma ho fatto delle modifiche facendo un giro nel web.
Io l’ho accompagnato con il mio pane al rosmarino….devo dire altro? 😀

Ingredienti per 4 persone:

500 gr di scamone di manzo
2 cipolle
1 spicchio di aglio
3 cucchiaini di berberé
100 gr di burro
250 gr di pomodori pelati
4 baccelli di cardamomo
1 pizzico di zenzero in polvere
1/2 litro di acqua tiepida
Olio e Sale

Procedimento:

Ho tagliato lo scamone a pezzi. Ho tritato le cipolle e l’aglio. Ho inciso il cardamomo, ho tirato fuori i semini e ho cercato di tagliarli come meglio potevo. 
In una pentola ho messo dell’olio, la cipolla con l’aglio e ho lasciato andare qualche minuto. Ho aggiunto il berberé, lo zenzero, i semini di cardamomo, il burro insieme alla carne.
L’ho lasciata rosolare per qualche minuto e poi ho aggiunto i pomodori, il sale, e mezzo litro di acqua tiepida. 
Ho lasciato cuocere a fuoco lento per circa un’ora, con il coperchio, girando di tanto in tanto. 

Con questa ricetta partecipo al contest di Monica del blog

Menage a trois: il rosmarino new entry!

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Adesso si che il mio balcone ha il giusto profumo! Eccolo qui, appena fotografato, il mio trittico di erbe in questo appartamento di città. Non vi posso spiegare cosa provo quando annuso il rosmarino. E sì che in natura è una vera lotta! Mi piacciono tutte le erbe, vado matta perfino per l’odore della foglia di pomodoro…ma diciamo pure che in mezzo a mille odori divini ce n’è uno regna sovrano nella mia sfera olfattiva, e questo sovrano è il rosmarino. Lo adoro, ne vado pazza, lo trovo inebriante
Annusare ciò che mi circonda è la misura del mio avvicinamento alle cose. In questo dovremmo imparare dagli animali, ad annusare, a fiutare tutto. Si fiutano le cose, le persone, i momenti.

In ogni caso, il mio amore oggi è dichiarato: ti amo Rosmarino!