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Crostata moderna al limone, pistacchio e lampone

Amo la bellezza. O forse dovrei dire: amo godere della bellezza. In qualsiasi forma si presenti ai miei occhi. Ma definire il concetto di bellezza è complicato. Senza fare ragionamenti astrusi, potrei ridurre tutto nel semplice e popolare concetto, secondo il quale “non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace”.

Cosa è la bellezza per me?

La bellezza per me è tantissime cose. Un colore, una luce ambrata, un sorriso. Un modo di parlare, di muoversi, di porsi. La bellezza è una linea geometrica, una forma, un sapore. La bellezza è intorno a me, mi piace andare a scovarla. Nelle cose anche più nascoste. E dopo che l’ho trovata, mi piace innamorarmene. Amo proprio quella sensazione lì, quella di amare ciò che per me è bello.

E’ forse per tutte queste ragioni che ho sempre ammirato i bravi pasticceri. L’arte di creare un dolce non solo buono, ma anche bello alla vista.

Per questo mi piace giocare a dilettarmi in questo campo e per questo è nata questa crostata moderna, in stile Michalak. L’ho disegnata, prima, per come l’avevo in testa. E poi realizzata, con la scusa di provare i miei nuovi stampi per crostate microforati.

Disegno tarte

Ecco come si compone il dolce

Le preparazioni sono diverse, ma non spaventatevi…possono essere realizzate in più giorni. Tutto può essere congelato prima, ad esclusione del cremoso al limone che dovrete distribuire sulla superficie con una sac a poche, e che quindi preparerete per ultima.

Con i rifili del bisquit, degli streusel, e l’avanzo dei cremosi, volutamente abbondanti, ho preparato dei bicchierini che ho congelato per altre occasioni. Con la pochissima frolla di scarto ho fatto dei biscotti. Insomma, non si butta via nulla! 🙂

4.8 from 4 reviews
Crostata moderna al limone, pistacchio e lampone
 
Per una tarte 18x18
Autore:
Tipo di ricetta: Crostate Moderne
Resa: per 6 persone
Ingredienti
  • Per la pasta frolla al pistacchio (rielaborazione di una frolla di Gianluca Fusto)
  • 150 g di farina debole
  • 80 g di farina di pistacchio
  • 80 g di burro
  • 70 g di zucchero a velo
  • 40 g di uovo intero
  • Per lo streusel al pistacchio
  • 25 g di farina debole
  • 25 g di farina di pistacchi
  • 25 g di zucchero
  • 25 g di burro
  • Per il bisquit al limone
  • 75 g di farina debole
  • 60 g di zucchero
  • 20 g di burro
  • 2 tuorli
  • 2 albumi
  • Il succo e la scorza di 1 limone non trattato
  • Per la mousse al pistacchio (di Andrea Besuschio, presa da Pinella)
  • 125 g di panna semimontata
  • 100 g di cioccolato bianco
  • 70 g di latte intero
  • 40 g di pasta di pistacchio
  • 2 g di gelatina in fogli
  • Per il cremoso ai lamponi
  • 1 uovo intero
  • 120 g di purea di lamponi freschi
  • 1 g di gelatina in fogli
  • 50 g di zucchero
  • 50 g di burro
  • 83 g di panna semimontata
  • Per il cremoso al limone (da una ricetta di Christophe Michalak)
  • 1 uovo intero
  • Il succo di un limone non trattato
  • 1 g di gelatina in fogli
  • 50 g di zucchero
  • 50 g di burro
  • 83 g di panna semimontata
Preparazione
  1. Per la pasta frolla al pistacchio
  2. Unite le due farine e lavoratele con il burro.
  3. Aggiungete lo zucchero a velo, facendo assorbire.
  4. In ultimo incorporate l'uovo.
  5. Lavorate il minimo indispensabile per ottenete un panetto, che coprirete con pellicola e metterete a riposare in frigo per qualche ora.
  6. Per lo streusel al pistacchio
  7. Unite le polveri e lavoratele con il burro.
  8. Formate un panetto e copritelo con pellicola.
  9. Lasciatelo riposare in frigorifero insieme alla frolla.
  10. Per il bisquit al limone
  11. Lavorate i tuorli con lo zucchero.
  12. Aggiungete il succo e la scorza di limone grattata.
  13. Aggiungete la farina poco per volta.
  14. A parte montate gli albumi a neve e incorporateli delicatamente alla montata dei tuorli.
  15. Mettete il composto in una teglia coperta di carta forno (tenendo conto delle dimensioni dello stampo della frolla).
  16. Cuocete in forno a 180° per circa 10 minuti o comunque fino a cottura secondo vostro forno.
  17. Per la mousse al pistacchio
  18. Idratate la gelatina in poca acqua fredda.
  19. Portate a bollore il latte e tuffateci la gelatina strizzata, sciogliendola.
  20. Intanto sciogliete il cioccolato bianco in micro-onde.
  21. Aggiungete al cioccolato la pasta di pistacchio e versateci sopra il latte caldo, lentamente e amalgamando con una spatola.
  22. Quando il composto è tiepido, inglobate delicatamente la panna semimontata.
  23. Colate la mousse negli stampini scelti, e riponete in freezer.
  24. Per il cremoso al lampone
  25. Frullate i lamponi e filtrate il succo in una ciotolina.
  26. Idratate la gelatina in poca acqua fredda.
  27. In un pentolino sbattete l'uovo con lo zucchero, con una frusta (ma senza montare).
  28. Aggiungete il succo di lampone.
  29. Portate in cottura mescolando sempre, fino ad una temperatura di 85°.
  30. Togliete dal fuoco e aggiungete la gelatina ben strizzata, sciogliendola completamente.
  31. Fate intiepidire, quindi aggiungete il burro a fiocchetti.
  32. Quando il burro è ben sciolto, fate raffreddare in frigorifero.
  33. Incorporate ora la panna semimontata e colate il cremodo negli stampini a semisfera.
  34. Riponete in freezer.
  35. Per il cremoso al limone
  36. Idratate la gelatina in poca acqua fredda.
  37. In un pentolino sbattete l'uovo con lo zucchero, con una frusta (ma senza montare).
  38. Aggiungete il succo di limone.
  39. Portate in cottura mescolando sempre, fino ad una temperatura di 85°.
  40. Togliete dal fuoco e aggiungete la gelatina ben strizzata, sciogliendola completamente.
  41. Fate intiepidire, quindi aggiungete il burro a fiocchetti.
  42. Quando il burro è ben sciolto, fate raffreddare in frigorifero.
  43. Incorporate ora la panna semimontata e fare riposare in frigorifero.
Note
Per il montaggio:
Foderate di frolla lo stampo. In un'altra teglia foderata, sbriciolate gli streusel. Portate tutto in cottura a 180°. Lasciate raffreddare completamente.
Posizionate dentro la base di frolla il bisquit al limone. Posizionate in superficie le sfere di cremoso al lampone, poi i fiori di mousse al pistacchio e infine, con una sac a poche, distribuite i ciuffi di cremoso al limone.
Decorate con lo streusel al pistacchio e le zeste di limone.


Torta ricotta e pere

Tanto tempo fa, ad un pranzo di lavoro, ho avuto occasione di mangiare una torta alla ricotta e pere che mi diede le vertigini tanto era buona. In un cassetto della mia mente avevo riposto, come spesso mi accade, il buon proposito di riprodurla.

Per questo quando l’ho vista da Valentina, mi sono detta che era ora di mettermi all’opera. La buona scusa era l’approssimarsi del compleanno della mia Mamma.

E’ un dolce molto leggero al palato e molto fresco. Le pere sono una deliziosa sorpresa ed è molto gradevole il sentore leggerissimo di limone che rimane dalla loro caramellizzazione.

Vi consiglio di mangiarla fresca di frigorifero.

Mi spiace non essere riuscita a fotografare la fetta, ma la concitazione della festa non me lo ha consentito. In ogni caso, fidatevi sulla parola: è stato un gran successo! 🙂

Torta ricotta e pere
 
Autore:
Tipo di ricetta: Torte
Resa: 10/12 persone
Ingredienti
  • Per la base biscotto:
  • 180 g albumi
  • 180 g granella di nocciole
  • 120 g zucchero
  • 60 g farina di riso
  • Per la crema di ricotta:
  • 600 g di ricotta vaccina di ottima qualità
  • 250 g di panna da montare senza zucchero
  • 120 g di zucchero a velo
  • 2 fogli di gelatina
  • Per le pere caramellate:
  • 3 pere
  • 1 cucchiaino di burro
  • 4 cucchiai di zucchero
  • succo di mezzo limone
  • Meringhe, granella di nocciole e fettine di pera per decorare
Preparazione
  1. Base biscotto:
  2. Con lo sbattitore elettrico sbattete a neve ferma gli albumi con metà dello zucchero.
  3. In una terrina miscelate la granella di nocciola con lo zucchero rimasto e la farina di riso, dopodiché incorporate tutto agli albumi con movimenti delicati.
  4. Foderate con carta forno una teglia e disegnate due cerchi di 24 cm.
  5. Girate il foglio di carta forno e versate il composto di albumi e nocciole sui cerchi disegnati, livellando bene.
  6. Infornate a 180°C per 15 minuti lasciando lo sportello socchiuso.
  7. Pere caramellate.
  8. Pelate e tagliate a tocchetti le pere e bagnatele col succo di limone per non farle scurire.
  9. In un pentolino fate fondere il burro, versate le pere e aggiungete lo zucchero.
  10. Cuocete mescolando fino a quando il succo sarà evaporato.
  11. Lasciate raffreddare.
  12. Crema di ricotta.
  13. Sbattete la ricotta con lo zucchero fino a montarla leggermente.
  14. Sciogliete la gelatina - precedentemente ammorbidita in acqua fredda - in 3 cucchiai di panna calda e mescolatela alla ricotta.
  15. In un'altra terrina montate la panna e incorporatela con cura al composto di ricotta.
  16. Unite ora anche le pere.
  17. Montaggio:
  18. Inserite un disco di biscotto nello stampo d'acciaio e versate la crema di ricotta e pere. Coprite con il secondo disco e trasferite in frigo per almeno 12 ore.
  19. Ho decorato la mia torta con delle meringhe sbriciolate, della granella di nocciole e delle fettine di pera fatte appassire in forno con dello zucchero.


Cuor di mela

Il freddo che è arrivato ha portato subito con sé la voglia di avvolgersi in una coperta, con un the fumante tra le mani, un biscotto da sgranocchiare e un libro da leggere. Qui a casa abbiamo acceso anche il caminetto: il fuoco è un compagno di serate prezioso e avvolgente. Nessuna occasione migliore per coccolarsi un  po’.

Se poi parliamo di un biscotto ripieno con un dolce cuore di mela, allora non si può davvero resistere.

Per la realizzazione di questi biscotti ho usato le mele dei miei genitori, che non sono trattate. C’è voluto un po’ per pulirle, perché molte erano bucate, ma il sapore era eccezionale.

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Cuor di mela
 
Autore:
Tipo di ricetta: Biscotti
Ingredienti
  • 400 g di farina
  • 200 g di burro
  • 100 g di zucchero
  • 2 uova
  • 1 pizzico di sale
  • Zeste di un limone non trattato
  • Per il ripieno
  • 3 mele annurca
  • 3 cucchiai di zucchero di canna
  • 1 cucchiaio di rum
  • Succo di mezzo limone
Preparazione
  1. Preparate la pasta frolla unendo farina, burro morbido, zucchero, uova, sale e zeste di limone.
  2. Lavorate l'impasto velocemente formando una sfera.
  3. Sigillatela con pellicola e fatela riposare 30 minuti in frigorifero.
  4. Intanto preparate il ripieno: sbucciate le mele e fatele a dadini molto piccoli.
  5. Mettetele in una padellina insieme allo zucchero di canna, il rum e il succo di limone.
  6. Lasciate appassire e poi raffreddare.
  7. Stendete la frolla in due pezzature, e disponete su una dei piccoli mucchietti di ripieno, distanziati di qualche centimetro.
  8. Coprite con l'altra frolla stesa, quindi con un coppapasta formate i biscotti.
  9. Ponete i biscotti su una placca ricoperta di carta forno.
  10. Cuocete a 180° fino a lieve doratura.
  11. Sfornate e lasciate raffreddare.


Marmellata di kumquat e zenzero

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Marmellata di kumquat e zenzero
 
Una marmellata agrumata e fresca, dal colore brillante e solare, esaltata dalla nota speziata dello zenzero.
Autore:
Tipo di ricetta: Conserve
Resa: 5 barattolini circa
Ingredienti
  • 850 g di kumquat puliti e privati dei semi
  • 500 g di zucchero
  • 2 limoni
  • 10 g di zenzero fresco
Preparazione
  1. Lavate i kumquat con acqua e bicarbonato, scolateli e asciugateli.
  2. Tagliateli a rondelle e privateli di tutti i semi, mandando il tutto in una casseruola.
  3. Aggiungete il succo di due limoni, lo zenzero grattuggiato e lo zucchero.
  4. Lasciate macercare 10 minuti, quindi accendete il fuoco e portate a bollore.
  5. Lasciate cuocere continuando a girare fino a che la marmellata avrà raggiunto la giusta consistenza, e senza farla scurire troppo.
  6. Nel frattempo sterilizzate i barattolini in acqua bollente, inclusi i tappi.
  7. Capovolgeteli su un panno di cotone e lasciateli scolare.
  8. Quando la marmellata è pronta, riempite i vasetti, chiudeteli con il tappo e capovolgeteli a testa in giù per 10 minuti.
  9. Dopo 10 minuti rimetteteli dritti nel loro verso e lasciate raffreddare completamente, prima di etichettarli e riporli in dispensa.

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Waffle al latte di cocco con lievito madre

 

Il web, ho imparato, è un grande mezzo traghettatore. In pochi giorni ho visto così tanti waffle circolare in rete, che finalmente mi sono decisa a procurarmi una piastra e provare anche io una mia versione con la mia (fedele) pasta madre. Dopo la versione di Antonella, Ilaria e Ada, anche io mi sono cimentata.
La particolarità di questi waffle, oltre all’utilizzo del lievito madre, è l’impiego del latte di cocco e di un mix in polvere di limone, macis, vaniglia e cardamomo. Il tutto favorisce un profumo inebriante. Naturalmente potete usare le spezie che preferite.
Non spaventatevi per il lievito madre: proprio come i pancakes, basta mescolare tutti gli ingredienti la sera prima (5 minuti) e cuocere al mattino. Che poi, detto tra noi, se vogliamo waffle a colazione, è piacevole svegliarsi e avere già l’impasto pronto in frigorifero 🙂
Prendendo spunto da Ada, ho preparato due composte, di fragole e ciliegie, anche se io con un procedimento più veloce e spartano. Il tutto accompagnato da un po’ di panna senza zucchero.
Vediamo come si preparano 🙂

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WAFFLE AL LATTE DI COCCO CON LIEVITO MADRE
 
Autore:
Resa: 10 waffle
Ingredienti
  • 200 g di farina di tipo 1
  • 250 g di latte di cocco
  • 50 g di latte intero
  • 60 g di burro morbido
  • 50 g di pasta madre
  • 30 g di zucchero di canna
  • 1 bacca di vaniglia
  • 1 cucchiaino di mix in polvere di limone, cardamomo, vaniglia, macis
  • Per il condimento:
  • Panna fresca senza zucchero
  • Zucchero a velo
  • Ciliegie
  • Fragole
  • Zucchero di canna
  • Limone
Preparazione
  1. La sera prima, in una ciotola, sciogliete la pasta madre nel latte.
  2. Aggiungete la farina e il latte di cocco e lavorate con le fruste elettriche.
  3. Aggiungete i semi di bacca di vaniglia, il mix in polvere, lo zucchero e l'uovo.
  4. Continuate a lavorare rendendo il composto liscio e omogeneo.
  5. Aggiungete il burro morbido a fiocchetti e amalgamatelo bene.
  6. Coprite la ciotola con coperchio e ponete in frigorifero.
  7. Intanto preparate le due composte di frutta.
  8. In un pentolino pulite e spezzettate le fragole.
  9. In un altro pentolino pulite le ciliegie.
  10. Aggiungete ad ogni pentolino due cucchiai di zucchero e il succo di mezzo limone.
  11. Fate cuocere per circa 5 minuti.
  12. Versate le due composte in due ciotoline, copritele con carta argentata e lasciatele da parte per il mattino.
  13. Al mattino imburrate la piastra per waffle e scaldatela.
  14. Iniziate a cuocere i vostri waffle secondo indicazioni di dotazione della piastra.
  15. Nel frattempo montate la panna.
  16. Quando i vostri waffle sono pronti serviteli in piatto con zucchero a velo, un cicchiaio di panna e le due composte.


Semifreddo alle fragole

Cosa Si può dire su di lei? Tutto quello che pubblica lo replicherei…e in effetti accade molto spesso che io rifaccia sue ricette. Molte non finiscono pubblicate, perché semplicemente fatte per godere della loro bontà. E la cosa stupenda è che quando poi assaggio, il gusto è sempre come me lo ero immaginato leggendo: buonissimo!

Quando ho visto questo semifreddo, mi sono riproposta subito di farlo e siccome ci è piaciuto da matti, ho deciso di rendere omaggio a Simona con questo post.

Per questo dessert ho avuto la mia aiutante preferita a darmi una mano: a Marta piace aiutare la zia in cucina, e io mi diverto da matti a fare le cose con lei. In questi giorni, poi, che è nato Jacopo, il fratellino, abbiamo passato del tempo insieme per lenire la mancanza della Mamma in ospedale. Finalmente lei è diventata sorellina maggiore, e io per la quarta volta zia! E’ bello ogni tanto avere in casa altri piccolini…danno un senso a tutto, loro. E ora che anche io sto vivendo la mia maternità, l’emozione e tutte le sensazioni sono amplificate..in attesa che nasca il mio Matteo.

Avrò quindi sempre un bellissimo ricordo di questo dolce.

Un dolce facilissimo, fresco. Se avete ospiti e volete fare bella figura senza lavorare troppo, questo fa al caso vostro. La polpa delle fragole scottate  all’interno sarà una piacevolissima sorpresa mangiando: hanno una bellissima consistenza.

Io ho aumentato le dosi per riempire uno stampo circolare , realizzando dosi per un pranzo di 10 persone.

Il semifreddo fa tolto dal freezer un paio d’ore prima della consumazione, tenendolo in frigorifero. E’ bene consumarlo tutto in una volta, perché una volta scongelato, la conservazione in frigorifero tenderà a disfarlo….quindi siate sicuri di offrirlo a commensali golosi, così lo finite in un colpo e, come dico sempre, meglio niente avanzi! 🙂

Semifreddo alle fragole 4     Semifreddo alle fragole 5     Semifreddo alle fragole 6

Ingredienti per uno stampo diametro 24 cm, altezza 15 (per 10 persone):

370 g di fragole pulite

300 g di fragole pulite per decorazione

450 g di panna fresca da montare

185 g di yogurt bianco

120 g di zucchero a velo

2 cucchiai di succo di limone

Per la salsa

15o g di fragole pulite

3 cucchiai di zucchero a velo

Qualche goccia di limone

Procedimento:

Tagliate a pezzetti i 30 g di fragole pulite e ponetele in un pentolino insieme allo zucchero e al limone.

Portate a bollore e fate cuocere 3/4 minuti, il tempo di permettere alle fragole di sfaldarsi.

Mettete da parte e lasciate raffreddare completamente.

Intanto montate la panna a neve ferma e lasciatela in frigorifero.

Occupatevi della salsa: frullate con un minipimer le fragole. Passatele con un colino e mettete quindi il succo in un pentolino, facendolo bollire pochi minuti insieme al limone e allo zucchero. Fate raffreddare e poi conservare in frigorifero fino al momento di servire.

Riprendere la panna e la polpa di fragole ormai fredda. Dapprima, alla panna inglobate lo yogurt bianco, dal basso verso l’alto per non smontare il comporto. Poi, sempre con lo stesso metodo, aggiungete anche la polpa di fragole. Amalgamate bene, quindi versate il composto nello stampo, coprite con pellicola e fatelo ghiacciare completamente (io l’ho fatto la sera prima per il giorno dopo).

 

Passate il dolce dal freezer al frigorifero un paio d’ore prima di servirlo. Tagliatelo a fette, servitelo con la salsa di fragole e qualche fragolina intera (io e Marta ci siamo divertite a ghiacciare le fragole e poi abbiamo servito i ghiaccioli nei bicchieri con qualche goccia di limone).


Tartellette alla frutta

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In questo periodo di caldo, queste tartellette sono una vera goduria: fresche, mono porzione, godibili anche dopo un pranzo della domenica. 
Mi aveva colpito la copertina del libro di Montersino, “Peccati di gola”, dove il noto pasticcere tiene in mano dolcetti simili a questi. Da tempo mi ripromettevo di provare a farli, ma avevo sempre rimandato. Meno male che mi sono decisa. 
Dolce semplice: una frolla, una crema, della frutta. Stop. 
Facile la realizzazione, delizioso il risultato, gradevoli alla vista. 
Così è come le ho realizzate io 🙂
© Michela De Filio 

Ingredienti per circa 20 tartellette:

Per la pasta frolla

250 g di farina
120 g di burro
80 g di zucchero a velo
2 tuorli
Zeste di un limone non trattato

Unite tutti gli ingredienti e lavorateli insieme per pochi minuti. 
Formate un panetto e lasciatelo riposare in frigorifero almeno 30 minuti
Stendete la frolla con un mattarello e ricavate i dischi della giusta misura secondo i vostri stampini. 
Disponete i dischi negli stampini e infornateli in forno caldo a 180° fino a doratura. 
Sfornate e lasciate raffreddare.

Per la crema pasticcera

250 g di latte intero
60 g di zucchero
22 g di farina
3 tuorli
1 bacca di vaniglia

Estraete i semini dalla bacca di vaniglia, uniteli al latte e scaldatelo su fuoco dolce. 
Sbattete i tuorli con lo zucchero, a parte, e quando saranno spumosi, aggiungete a pioggia sottile la farina.
Aggiungete lentamente il latte al composto di uova e zucchero, continuando a sbattere.
Mettete sul fuoco a fiamma bassa, continuando sempre a mescolare, fino ad ottenere la consistenza desiderata.

Per decorare

Frutta a piacere (io albicocche sciroppate e ciliegie fresche)
Gelatina per torte in spray

Per il montaggio

Riempite le tartellette con la crema pasticcera
Decorate la superficie con la frutta.
Laccate la superficie con gelatina spray
Riponete in frigorifero fino al momento di servirle

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Sciroppo con foglie di amarena

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Ancora bellissime ricette che ho avuto in dono da Jane, la mamma di Lou

“Hai un albero di amarene?? Ma allora ti devo dare una ricetta meravigliosa!”. 
Ed eccola, la ricetta meravigliosa: uno sciroppo fatto con le foglie dell’albero, di amerene appunto. 
Fondamentale utilizzare un Barbera di alta qualità.
Questo sciroppo è meraviglioso per andare incontro all’estate. E’ eccezionale servito con cubetti di ghiaccio. 
Il procedimento è semplicissimo.

Nella ricetta originale vengono usati 800 g di zucchero. Io ne ho usato 600 e il risultato mi piace…anche se poi, considerate sempre che trattandosi di uno sciroppo, va diluito in acqua e pertanto la dolcezza aumenterà o diminuirà in base alla quantità che deciderete di sciogliere. 

  © Michela De Filio 

Ingredienti:
100-120 foglie di amarena
1 lt di Barbera di ottima qualità
600 g di zucchero
Procedimento:

Lavate e asciugate le foglie di amarena. 
Mettetele in un recipiente di vetro e versateci un litro di buon barbera
Coprite e tenete in luogo fresco per dieci giorni controllando che le foglie rimangano immerse nel vino.
Trascorsi 10 giorni togliete le foglie e fate bollire il vino con lo zucchero.
Contate 10 minuti dal primo bollire. 
Quando il liquido è freddo imbottigliatelo filtrandolo attraverso una pezzuola, meglio ancora una carta da filtro. 
Lo sciroppo va gustato diluito in acqua secondo piacimento.


Namelaka ai lamponi con fiori di panna cotta alla nocciola

Come è nato questo dessert? Così, un pò per caso e un poco no. Avevo una cena molto importante e avevo bisogno che il dessert fosse non solo buono, ma anche verosimilmente bello.
Volevo usare dei lamponi che sapevo andare incontro ai gusti dei miei invitati e mi sono subito decisa per fare una Namelaka. Così, sul mio fedele quadernino, ho iniziato a disegnare il mio dessert, perché mi sono accorta che i dolci mi piace disegnarli prima.
La Namelaka ha una consistenza vellutata sotto il palato, dopo averla disegnata su una striscia di yogurt bianco pastoso, mi è subito venuto in mente che dovevo accompagnarla a qualcosa che fosse a contrasto come croccantezza, ma goduriosa alla pari. Cosa meglio di uno streusel? Disegno delle briciole croccanti sul fianco nudo della mia namelaka..ma non basta. Mi viene in mente la geometria. Adoro le linee e le forme geometriche, nella vita di tutti i giorni, figuriamoci per un dolce. E allora nella mia mente prendono corpo un cerchio e un triangolo, messi come satelliti sul mio disegno. Qualche lampone fresco per dare colore e richiamare la namelaka. Due foglioline di menta fresca per dare contrasto e profumo.
Ok. Ma…..mi sembra che manchi qualcosa. Non voglio accozzare cose, non voglio che il mio dessert risulti troppo. Però mi sembra che manchi qualcosa. Già, ma cosa?
Gira e mettiti bene, nella mia mente si accende una lampadina: perché non accompagnare con una panna cotta? Un bicchierino posato lì di lato? No….altezze troppo diverse, mi stona la geometria. Una forma? Ma come? Una forma che possa essere precisa, e non troppo grande…deve essere una timida ed elegante compagnia, non una presenza ingombrante. Un fiore…dei fiori…..piccolini….con dei semplici stampi in silicone. Che debbano essere tre lo decido mentre disegno.

Ecco, ha preso forma il mio dessert dalle varie consistenze: il velluto compatto della namelaka, il croccante degli streusel e la leggera “budinosità” della panna cotta.

Ma la panna cotta come la faccio? Ho della pasta di nocciole pura in frigorifero, da finire. Quando la apro è il suo profumo, da solo, che decide per me: sarà una panna cotta alle nocciole.

La pasta di nocciole pura ha un odore meraviglioso. Se poi ne metti una punta sulla lingua e  la lasci lì a sciogliere sotto il palato, senti quella consistenza che è insieme legno e resina, difficile da spiegare a parole. Non dolce, naturalmente. E per questo riesci a sentire di cosa sono fatte esattamente, qual è la consistenza di questo sogno chiamato nocciola.

© Michela De Filio

Per la namelaka ai lamponi

130 gr di latte intero
250 gr di cioccolato bianco
250 gr di panna fresca
40 gr di polpa di lamponi freschi
10 gr di glucosio
3 gr di gelatina in fogli
1 bacca di vaniglia

Sciogliete il cioccolato a bagno maria
Scaldate il latte con dentro i semi di vaniglia e la bacca aperta.
lasciate in infusione, filtrate e riportate a bollore.
Lavate i lamponi e frullateli molto bene.
Al latte ora aggiungete il glucosio e la gelatina, sciogliendo tutto accuratamente.
Versate il latte bollente sul cioccolato in tre tempi, girando con una spatola, fino ad ottenere un composto vellutato e liscio come seta.
Aggiungete la panna fredda a filo e la polpa di lamponi.
Immergete il mini pimer e frullate senza incamerare aria (tenendo il mini pimer attaccato alla base della ciotola).
Mettete ora il tutto in frigorifero e lasciate riposare fino al momento di servire (non meno comunque di 5/6 ore)



Per la panna cotta alle nocciole
[Ricetta ispirata e adattata da questo post di Pinella]

250 gr di panna fresca
125 ml di latte intero fresco
30 gr di zucchero
3 gr di colla di pesce
3 cucchiai di pasta di nocciole pura

Idratate la colla di pesce in poca acqua
In un pentolino fate bollire panna, latte e zucchero
Togliete dal fuoco, aggiungete la gelatina strizzata e la pasta di nocciole
Amalgamate bene
Versate il composto negli stampini di silicone, fate freddare e poi congelate



Per gli streusel
Potete guardare qui, ricavando poi le forme che desiderate.

Composizione del piatto:

10 minuti prima di servire il dolce, scongelate le formine di panna cotta e posizionatele sui piatti 
Mentre fate acclimatare i fiori di panna cotta, ricavate delle quenelles con la namelaka, che adagerete su un piatto decorato, a piacimento, con yogurt.
Guarnite con lamponi freschi e streusel.


Confettura di fichi, limone e mandorle

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Agosto è volato via. Come sempre, come ogni anno che si rispetti, se ne è andato come un soffio di vento.
Un mese intero via da tutto. Niente regole, niente orari, giornate zingare a seguire il cuore. 
Dove mi ha portato il mio cuore? 
Sotto le stelle a camminare, jeans arrotolati e piedi in mare: sandali in mano e solo l’infinito del lungomare da percorrere. Camminate che sono attraversamenti. E la sabbia che è inutile starci attenti, ti finisce in ogni dove, ma non importa. La notte mette a posto tante cose, anche il silenzio appare finalmente naturale. Le onde del mare cullano, è un suono che riconcilia col mondo. Ma anche di giorno, perché fuggiamo dalle spiagge affollate e ci godiamo la pace, il sole, l’odore del mare. Mi sfianco nell’acqua, esco solo quando ho freddo e non ce la faccio più. Acqua, grembo mio. Mio elemento. Mi riposo da te un poco. Nel dormiveglia stanco del sole che mi bacia la fronte, mi arrivano voci confuse di discorsi a pezzi, di chi in spiaggia ama parlare. Ama dire la sua su tutto. Qualcuno mi fa scappare un sorriso. Qualcuno mi fa scappare una parolaccia tra i denti. La dico. Poi penso che certa gente non mi sta bene nemmeno come vicina di ombrellone. Mi farebbero una grande cortesia a star zitti. Ma non me la fanno. Mi addormento. Mi svegliano i capelli che mi solleticano, o forse un bambino che ha corso troppo vicino.
Mangio pesce come se non esistesse altro, faccio il pane perché a quello non rinuncio. Mi diverte. Poi mi ingozzo di pane e pomodoro. Preparo una pasta fresca da urlo, per fare qualcosa di bello per una persona che amo e che oggi mi insegna la dignità di accettare che anche la vita finisce. Non dimentico questi occhi pieni di luce, di fronte alla malattia. 
Metto in bocca foglie intere di basilico, sotto lo sguardo attonito di qualche commensale non abituato alle mie stranezze. Accetto inviti ovunque. Monitoro l’essiccazione dei pomodori che chiuderò in barattolo per portare l’estate nel mio inverno. Dormo più di giorno che di notte. Cammino a piedi nudi. Il gelato solo fondente e pistacchio. Mi sveglia di notte un temporale estivo, anche il suono della pioggia è una culla. Mi dimentico il telefono. Vado in giro senza patente. Anche senza borsa, è capitato: mi dimentico di averne una. Dove ho la testa? Non lo so. Ma non mi preoccupo. In un certo senso, non mi importa di nessuna conseguenza. Forse solo una. La conseguenza del mio ostinato odio per il pettine. Quand’è che mi sono pettinata l’ultima volta? Ci penserò quando tornerò in città. Soffrirò un pò, ma adesso non ci voglio pensare.
Oggi fatemi stare ancora di vedetta sulla riva, i piedi insaccati nella sabbia che quando scende l’onda, la risacca mi fa sembrare di muovermi mentre sto ferma.

Ci saranno domani le strade di città. La spazzola per i capelli. Le scarpe.
Oggi ancora no.

Oggi voglio vivere così.

A casa dei miei, che era anche la casa dei miei Nonni, ci sono tantissimi fichi, sia bianchi che neri. Frutti dolcissimi, simbolo d’estate. Alberi antichi con rami infiniti.
Occasione ghiotta per provare la speciale confettura della mia amica-lettrice Eleonora. 
Cos’ha di speciale questa confettura? 
Ve lo dico subito: la nota agrumata del limone e sottili petali di mandorle. 
Io non sono una che va pazza per i fichi, perché come detto un milione di volte, non amo le cose troppo dolci. Ma proprio per questo la ricetta di Eleonora mi ha incuriosita: perché l’aspro del limone spezza il dolce stucchevole dei fichi e ne viene fuori una confettura davvero piacevole.
I petali di mandorle danno quel tocco in più, sposandosi perfettamente con entrambi gli aromi. 
Sogno già ettari di crostate 🙂

Ingredienti:

1 kg di fichi puliti
350 gr di zucchero
Zeste e succo di un limone non trattato
70 gr di mandorle in lamelle

Procedimento:

Private i fichi della buccia, anche in modo grossolano, e rompeteli. 
Metteteli a cuocere in una pentola e portateli fino alla consistenza voluta. 
10 minuti prima del termine della cottura, aggiungete le zeste e il succo di limone. 
In ultimo aggiungete le mendorle. 
Per capire se una confettura è pronta, mettetene un cucchiaino in un piatto e lasciatelo freddare.
Inclinate poi il piatto: se la confettura non cola, vuol dire che è pronta. 
Nel frattempo bollite i barattoli per sterilizzarli. 
Invasate la confettura appena tolta dal fuoco, chiudete i barattoli e capovolgeteli per 5/10 minuti, per ottenere il sotto vuoto. 
Dopo 10 minuti, rimettete i barattoli a testa in su e lasciateli tutti vicini, coperti da un panno, per far si che si raffreddino il più lentamente possibile.