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Brioches al gorgonzola con crumble di nocciole

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Queste brioches devono la loro vita al primo là che mi ha dato Teresa De Masi. E arrivano da un blog francese, dove vengono realizzate con lievito di birra.

Nemmeno a dirlo, si sono piazzate dritte dritte nel mio retrocranio. E allora eccole. 

Rispetto alla ricetta originale ho usato il lievito madre e ho diminuito il burro. 

Poi ho cambiato i tempi e la formatura: ho fatto lievitare l’impasto tutta la notte e poi al mattino ho formato con pirlatura (anziché stendere l’impasto e ricavarne dei dischi). 

Una brioche salata e molto molto soffice, grazie all’alta percentuale di burro. 

Vediamo come si fa 🙂

 © Michela De Filio 

Ingredienti:

Per la crema al gorgonzola

70 g di gorgonzola
10 g di panna fresca liquida
2 g di maizena
20 g di nocciole tritate
Sale
Pepe

Per il crumble di nocciole

50 g di farina 00
35 g di burro
15 g di parmigiano
20 g di nocciole tostate e tritate

Per l’impasto brioche

120 g di farina 00
72 g di semola rimacinata
100 g di burro bavarese
80 g di pasta madre
25 g di latte intero
13 g di miele
12 g di zucchero
2 uova
5 g di sale

Un uovo e poco latte per pennellare

Procedimento:

Per la crema al gorgonzola

Portate a bollore la panna e il gorgonzola
Aggiungete la maizena, il sale, il pepe e lasciate addensare a fuoco dolce.
Lasciate raffreddare e mettete da parte

Per il crumble di nocciole

Mescolate grossolanamente tutti gli ingredienti, impastando.
Ponete su una placca coperta di carta forno e cuocete in forno a 150 °, sfornando appena inizia a colorare, lasciandolo molto chiaro. 

Per l’impasto brioche

Sciogliete la pasta madre nel latte.
Inseritelo nella planetaria con metà della farina, il miele e lo zucchero.
Azionate l’impastatrice alla minima velocità per qualche minuto. 
Ora aggiungete le uova e la farina, poco per volta, alternandoli, fino ad esaurirli.
Assicuratevi di tenere sempre l’incordatura. 
Aggiungete a piccoli fiocchetti, poco per volta, il burro. 
Continuate ad impastare un paio di minuti e quindi aggiungete il sale. 
Una volta assorbito il sale, rovesciate l’impasto su un piano da lavoro e pirlatelo
Ponetelo a lievitare in una ciotola sigillata, fino almeno al suo raddoppio.
A raddoppio avvenuto, eseguite le pezzature da 100 g cadauna.
Arrotondatele e copritele con un telo, lasciandole raddoppiare. 
A raddoppio avvenuto, pennellate la superficie con uovo e latte battuti insieme.
Con le 4 punte delle dita, indice e medio di ogni mano, eseguite un foto al centro, come nella foto sopra.
Adagiateci al centro un pò di crema al gorgonzola, quindi ricoprite con il crumble di nocciole.
Infornate a 190° fino a cottura. 
Sfornate e lasciate raffreddare su una gratella.


Baci di dama

Quando ho soggiornato a Torino per lavoro, ho voluto visitare il negozio di Gobino, il più antico negozio di cioccolata in città. E’ una tappa che consiglio a tutti. Il negozio ha ancora la porta in legno con una maniglia vecchio stampo. Di quei negozi come piacciono a me. Piccolo, accogliente. Dove ancora regna il concetto della qualità.

Adoro fare spese in negozi come quello di Gobino. Mi piacciono le piccole botteghe, dove magari un prodotto è più costoso e meno dozzinale, ma compri poco e di qualità. 

In questa occasione ho comprato dell’ottimo cioccolato fondente e un meraviglioso sacchetto di nocciole delle langhe, che ho già usato qui.

Da questi ingredienti sono nati questi baci di dama, la cui ricetta viene dal manuale di pasticceria di Fulvio Scolari.
Andati a ruba e richiesti da tutti: sono finiti regalati alle mie amiche e ne ho portati due sacchetti anche ai miei amici di Napoli, durante il mio viaggio

Oggi sono di nuovo in partenza per Torino, e conto di andare a caccia di acquisti sopraffini…o almeno lo spero. 

A presto! 

© Michela De Filio

Ingredienti:


150 g di farina di mandorle e nocciole
150 g di farina 00
150 g di burro
150 g di zucchero


Per la farcitura

100 g di cioccolato fondente di ottima qualità
1 noce di burro
1 cucchiaio di latte intero

Procedimento:

In un recipiente unite tutti gli ingredienti
Lavorate il tutto velocemente a mano, il tempo di amalgamare il tutto. Bisogna evitare di scaldare troppo l’impasto.
Stringete l’impasto in un panetto, avvolgetelo di pellicola e lasciatelo riposare in frigorifero qualche ora. 
Riprendete l’impasto, ricavatene tante piccole palline che metterete su una placca coperta di carta forno. 
Ora premete leggermente sopra ogni pallina, in modo che la base si appiattisca un po’, curando che venga mantenuta la cupoletta superiore. 
Cuocete in forno a 170° fino a doratura (circa 10 minuti, a seconda del forno). 
Lasciate raffreddare su una gratella e nel frattempo sciogliete il cioccolato a bagno maria, con un cucchiaio di latte intero e una noce di burro.
Spalmate un velo di cioccolato alla base di un bacio e unite con la base di un secondo bacio.


Mousse al cioccolato fondente e nocciole delle langhe


La prima cosa che vorrei dire è che amo i dolci in bicchiere. Specie se in bicchierini. Perché è un modo per non farsi mancare il dolce, senza avere troppi sensi di colpa. 
Magari è domenica e magari avete avuto un pasto completo….il dolce in bicchierino chiude il vostro pranzo senza appesantire eccessivamente. 
Monoporzione, pratico, bello. 
Per questo ho voluto fare un piccolo investimento e comprare dei bicchierini in vetro da usare solo per i miei mini dessert. Per non dover ricorrere sempre a quelli in plastica (belli, sì, ma monouso).
Per ciò che riguarda la ricetta, invece, avevo dei tuorli pastorizzati e della meringa italiana in congelatore, preparati quando dovevo smaltire nell’ordine tuorli e albumi. 
Già l’ho detto che sono una che ama avere in congelatore queste basi pronte, perché permettono di preparare dessert sfiziosi anche all’ultimo momento, senza faticare troppo. 
Così è accaduto per questi bicchierini: tuorli e meringa erano pronti, nella dispensa avevo una discreta quantità del mio cioccolato fondente preferito e delle ottime nocciole tostate delle langhe, acquistate nella mia trasferta piemontese (mi piacerebbe molto trovare le parole per spiegarvi cos’è il sapore di queste nocciole…). Ho dovuto solo aggiungere la panna, e il mio dessert è stato un gioco. 

*Ingredienti per 10 bicchierini
 © Michela De Filio 

Ingredienti:

200 g di cioccolato fondente di alta qualità
80 g di tuorli pastorizzati (qui)
60 g di meringa italiana (qui)
300 g di panna fresca montata
2 cucchiai di rum
1 bacca di vaniglia

Per decorare

200 g di panna fresca montata
Nocciole tostate

Procedimento:

Sciogliete il cioccolato a bagno maria
Unite ai tuorli pastorizzati i semini di una bacca di vaniglia e due cucchiai di rum, quindi amalgamate con dolcezza al cioccolato
Incorporate la meringa italiana con una spatola con movimenti rotatori dal basso verso l’alto
Allo stesso modo, incorporate la panna
Inserite il composto in una sac a poche con beccuccio liscio rotondo.
Riempite i bicchierini
In un’altra sac a poche con beccuccio a stella, inserite la panna della decorazione e completate i bicchierini
Sbriciolate le nocciole e fatele scendere a pioggia sulla panna
Mettete in frigorifero e lasciate rassodare un paio d’ore, o fino al momento di servire.


Namelaka ai lamponi con fiori di panna cotta alla nocciola

Come è nato questo dessert? Così, un pò per caso e un poco no. Avevo una cena molto importante e avevo bisogno che il dessert fosse non solo buono, ma anche verosimilmente bello.
Volevo usare dei lamponi che sapevo andare incontro ai gusti dei miei invitati e mi sono subito decisa per fare una Namelaka. Così, sul mio fedele quadernino, ho iniziato a disegnare il mio dessert, perché mi sono accorta che i dolci mi piace disegnarli prima.
La Namelaka ha una consistenza vellutata sotto il palato, dopo averla disegnata su una striscia di yogurt bianco pastoso, mi è subito venuto in mente che dovevo accompagnarla a qualcosa che fosse a contrasto come croccantezza, ma goduriosa alla pari. Cosa meglio di uno streusel? Disegno delle briciole croccanti sul fianco nudo della mia namelaka..ma non basta. Mi viene in mente la geometria. Adoro le linee e le forme geometriche, nella vita di tutti i giorni, figuriamoci per un dolce. E allora nella mia mente prendono corpo un cerchio e un triangolo, messi come satelliti sul mio disegno. Qualche lampone fresco per dare colore e richiamare la namelaka. Due foglioline di menta fresca per dare contrasto e profumo.
Ok. Ma…..mi sembra che manchi qualcosa. Non voglio accozzare cose, non voglio che il mio dessert risulti troppo. Però mi sembra che manchi qualcosa. Già, ma cosa?
Gira e mettiti bene, nella mia mente si accende una lampadina: perché non accompagnare con una panna cotta? Un bicchierino posato lì di lato? No….altezze troppo diverse, mi stona la geometria. Una forma? Ma come? Una forma che possa essere precisa, e non troppo grande…deve essere una timida ed elegante compagnia, non una presenza ingombrante. Un fiore…dei fiori…..piccolini….con dei semplici stampi in silicone. Che debbano essere tre lo decido mentre disegno.

Ecco, ha preso forma il mio dessert dalle varie consistenze: il velluto compatto della namelaka, il croccante degli streusel e la leggera “budinosità” della panna cotta.

Ma la panna cotta come la faccio? Ho della pasta di nocciole pura in frigorifero, da finire. Quando la apro è il suo profumo, da solo, che decide per me: sarà una panna cotta alle nocciole.

La pasta di nocciole pura ha un odore meraviglioso. Se poi ne metti una punta sulla lingua e  la lasci lì a sciogliere sotto il palato, senti quella consistenza che è insieme legno e resina, difficile da spiegare a parole. Non dolce, naturalmente. E per questo riesci a sentire di cosa sono fatte esattamente, qual è la consistenza di questo sogno chiamato nocciola.

© Michela De Filio

Per la namelaka ai lamponi

130 gr di latte intero
250 gr di cioccolato bianco
250 gr di panna fresca
40 gr di polpa di lamponi freschi
10 gr di glucosio
3 gr di gelatina in fogli
1 bacca di vaniglia

Sciogliete il cioccolato a bagno maria
Scaldate il latte con dentro i semi di vaniglia e la bacca aperta.
lasciate in infusione, filtrate e riportate a bollore.
Lavate i lamponi e frullateli molto bene.
Al latte ora aggiungete il glucosio e la gelatina, sciogliendo tutto accuratamente.
Versate il latte bollente sul cioccolato in tre tempi, girando con una spatola, fino ad ottenere un composto vellutato e liscio come seta.
Aggiungete la panna fredda a filo e la polpa di lamponi.
Immergete il mini pimer e frullate senza incamerare aria (tenendo il mini pimer attaccato alla base della ciotola).
Mettete ora il tutto in frigorifero e lasciate riposare fino al momento di servire (non meno comunque di 5/6 ore)



Per la panna cotta alle nocciole
[Ricetta ispirata e adattata da questo post di Pinella]

250 gr di panna fresca
125 ml di latte intero fresco
30 gr di zucchero
3 gr di colla di pesce
3 cucchiai di pasta di nocciole pura

Idratate la colla di pesce in poca acqua
In un pentolino fate bollire panna, latte e zucchero
Togliete dal fuoco, aggiungete la gelatina strizzata e la pasta di nocciole
Amalgamate bene
Versate il composto negli stampini di silicone, fate freddare e poi congelate



Per gli streusel
Potete guardare qui, ricavando poi le forme che desiderate.

Composizione del piatto:

10 minuti prima di servire il dolce, scongelate le formine di panna cotta e posizionatele sui piatti 
Mentre fate acclimatare i fiori di panna cotta, ricavate delle quenelles con la namelaka, che adagerete su un piatto decorato, a piacimento, con yogurt.
Guarnite con lamponi freschi e streusel.


Bavarese nocciola vaniglia e caffe’

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Quest’uomo vestito di bianco, non mi guarda mai in faccia, fissa sempre lo schermo. Chissà se ha disagio dello smarrimento che sono certa di avere negli occhi. E’ giovane, avrà la mia età (un anno di più, scopro dopo). Mi passa quell’odioso gel sulla pelle. E’ freddo, penso.
Spinge con il lettore che saprà vedere il mio cuore. Lo preme, sento malessere. Mi da fastidio tutto in questi giorni. Eppure sopporto come una macchina da guerra. Non guardo ad oggi, penso a domani, a quella curva del sentiero un poco più avanti. Quella che mi interessa svoltare.
Non sento il mio cuore, ma so che batte forte. Dannata timidezza. E sì che Cugia scriveva che le donne timide andrebbero protette come le foche monache. Sono una foca monaca. Perché costui non se ne accorge? Scorre il lettore, chissà cosa legge, dentro il mio cuore. Che ho paura, forse. Che non so dove sto andando, probabile. Che voglio vivere, dannazione. Sono sola, ma penso a tutte le persone che amo. Sono sola, come in tutte le cose super importanti. Non che chi mi ama mi abbia abbandonata, no! Ma non lo so perché, nei crocevia fondamentali della mia esistenza, ho sempre voluto avere un momento di solitudine, anche uno soltanto. Nella solitudine – anche momentanea – prendo coscienza e coraggio. Anche se è difficile da credere. Ma mica sono l’unica pazza che lo pensa. Pasolini in un suo libro scriveva  Io avevo voglia di stare solo, perché soltanto solo, sperduto, muto, a piedi, riesco a riconoscere le cose. Certo che sto stesa su questo lettino, vorrei piangere, e penso a Pasolini. Forse tanto a posto non ci sto. 
E poi….ecco….e poi sento un colpo. Quasi sobbalzo, come quando sei sovrappensiero e improvvisamente torni alla realtà. Un colpo, poi un altro, e un altro ancora. Pum pum pum. Sembrano colpi in mezzo alla tempesta. La tempesta è un fruscìo. E questo è il mio cuore che batte. E’ il mio cuore che batte!! Il suo eco squarcia il silenzio, sbatte sulle pareti di questo spazio vuoto. E’ il mio cuore che batte!! E io lo ascolto oggi per la prima volta. Non ho mai sentito il mio cuore per davvero, a parte quando mi soffermavo sott’acqua e sentivo quell’eco venirmi dal petto. Ma era un eco, non era questo suono. Questo è il mio cuore dal vivo!
Mentre farfuglio pensieri, quest’uomo vestito di bianco, sposta l’aggeggio al lato del mio seno sinistro. Non sento più il freddo del gel, perché per quel freddo non c’è più spazio. Quando perlustra quel lato, ecco che arriva di nuovo. Un suono angolare, un rintocco di campana lontana, che sbatte alle pareti e mi restituisce il suono del mio cuore preso dal lato. Non avrei mai pensato che il mio cuore potesse avere suoni diversi, e questo laterale mi commuove. Sbatte il mio cuore e rimbomba tra le pareti della mia gabbia toracica, come passi decisi d’un soldato in una caserma vuota. Batte forte, il mio cuore. E io lo conosco oggi per la prima volta. Come se fossi appena nata. 
Mi sveglio a mezzanotte. E’ buio, sono sola. Nel corridoio sento i passi di qualche infermiera, tutto è ovattato. Guardo fuori dalla finestra, luci di città. Penso alla mia vita che sta ricominciando e a chi è andato via. Avevo letto in un libro tanti anni fa, che la vita è fatta di posti che vengono lasciati perché qualcuno li occupi dopo. Come quando scendiamo da un tram e qualcuno prenderà il nostro posto a sedere. Pedine su una scacchiera. Non importa quale sarà la mossa, quella casella la occuperà qualcun altro. Cambiamo posizione con l’avanzare della nostra esistenza, saltiamo da un posto all’altro, fino ad arrivare al capolinea.
Oggi cambio posizione, nasce una nuova vita per me. Prendo il posto che qualcun altro ha lasciato per me. 
Piango, finalmente.
Sono viva. 
Mi chiamo Michela e sono nata due volte.

© Michela De Filio

Con queste dosi io ho preparato 14 bicchierini monoporzione + due minitortine da 12 cm di diametro + una torta da 18 cm di diametro. So che sembra tanto, ma visto il lavoro considerevole, vale la pena a mio avviso fare più porzioni in modo che possiate tenerle in freezer per ogni possibile occasione. 
I bicchierini sono facilissimi da fare ed essendo monoporzione potete scegliere di volta in volta quanti scongelarne. Molto pratici 🙂 
Se vi avanza del biscotto, come è successo a me che nei bicchierini non l’ho usato, potete congelare anche questo. Il biscotto si presta bene a molteplici preparazioni: oltre a essere usato infatti come base per torte, potete sbriciolarlo su delle mousse o addirittura unirlo a cubetti nel gelato.

Nessuno vi vieta, ovviamente, di dimezzare le dosi 🙂

Ingredienti:

Per il biscotto

E’ lo stesso della Vivaldi e potete trovarlo qui

Per il bavarese al caffè 

400 gr di panna liquida
100 gr di zucchero
150 ml di latte intero
100 ml di caffè ristretto
2 cucchiaini di caffè solubile
10 gr di colla di pesce
4 tuorli

Idratate la colla di pesce in un velo di acqua 
Montate i tuorli con lo zucchero 
Aggiungete il latte, il caffè ristretto e il caffè solubile 
Mettete sul fuoco e arrivate ad una temperatura circa di 80° (fermatevi prima che arrivi a bollore)
Aggiungete la gelatina e sbattete con una frusta a mano fino a completo scioglimento. 
Lasciate raffreddare. 
Intanto montate la panna. 
Quando la crema inizia a tirare, incorporate delicatamente la panna. 

Per il bavarese alla vaniglia 

400 gr di panna liquida
100 gr di zucchero
250 ml di latte intero
1 bacca di vaniglia
10 gr di colla di pesce
4 tuorli

Portate a bollore il latte con i semi della bacca di vaniglia e con la bacca stessa. 
Spegnete e lasciate in infusione. 
Idratate la colla di pesce in un velo di acqua 
Montate i tuorli con lo zucchero 
Aggiungete il latte da cui avrete eliminato il baccello della vaniglia 
Mettete sul fuoco e arrivate ad una temperatura circa di 80° (fermatevi prima che arrivi a bollore)
Aggiungete la gelatina e sbattete con una frusta a mano fino a completo scioglimento. 
Lasciate raffreddare. 
Intanto montate la panna. 
Quando la crema inizia a tirare, incorporate delicatamente la panna. 

Per il bavarese alla nocciola 

400 gr di panna liquida
100 gr di zucchero
250 ml di latte intero
50 gr di pasta di nocciole pura
10 gr di colla di pesce
4 tuorli

Idratate la colla di pesce in un velo di acqua 
Montate i tuorli con lo zucchero 
Aggiungete il latte e la pasta di nocciole. 
Mettete sul fuoco e arrivate ad una temperatura circa di 80° (fermatevi prima che arrivi a bollore)
Aggiungete la gelatina e sbattete con una frusta a mano fino a completo scioglimento. 
 Lasciate raffreddare. 
Intanto montate la panna. 
Quando la crema inizia a tirare, incorporate delicatamente la panna. 

Ordine dei lavori e montaggio della torta:

Preparate il biscotto.
Con l’anello per il montaggio della torta, ricavate il disco di biscotto e lasciatelo da parte.
Preparate l’anello di acciaio appoggiandolo su un vassoio piatto ricoperto di carta forno o carta acetata.
Preparate il bavarese al caffè e colate il primo strato nell’anello, quindi mettete in freezer a solidificare.
Preparate il bavarese alla vaniglia, prendete l’anello dal freezer e fate altro strato con la vaniglia.
Rimettete in freezer e intanto preparate il bavarese alla nocciola.
Fate ultimo strato di bavarese alla nocciola, quindi coprite con il disco di biscotto.
Congelate.
Qualche ora prima di servire, capovolgete la torta su un piatto da portata in modo che il biscotto rimanga alla base e lasciate il dolce in frigo, fino al momento di servirlo.

Grazie dal profondo del mio cuore a tutti coloro che mi hanno
scritto un messaggio, una mail, telefonato.
A tutti coloro che mi hanno pensato.
A chi mi ha aspettato.
Ma più di tutti grazie a Chiara, Amica impagabile, 
dolce compagna di cammino, 
la sorella che non ho mai avuto, 
per avere rinunciato al suo tempo e al suo lavoro
pur di stare in pianta stabile al mio fianco.

Non lo dimenticherò mai.

Muffins alla nocciola con sorpresa

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Uno ci prova, a spiegare come le emozioni gli vengono addosso. A spiegare cos’è quel mondo che ci portiamo dentro, quel mondo contenuto in una semplice parola: l’emozione.
Quell’insieme di sensazioni che ci coglie di sorpresa, per qualcosa che, non si sa come-non si sa perché, tocca le nostre corde e le fa vibrare come foglie al vento. Le scuote, le scrolla. Basta poco in realtà, non sempre servono cose eclatanti. Ma ci vuole quella cosa, quella che ci colpisce, e improvvisamente il sangue che ci scorre nelle vene va a farsi benedire, e ci va correndo, pure.
Uno ci prova, dicevo, a spiegarlo, ma non è mica semplice.
E’ che quando proviamo quelle emozioni forti, avremmo bisogno di condividerle, di spiegarle a chi amiamo, perché abbiamo bisogno, sotto sotto, di trasmettere loro la bellezza di ciò che stiamo provando. Bell’impresa. Forse impossibile.
Perché l’emozione è ciò che di più personale ci portiamo dentro: non è mica detto, infatti, che ciò che le mie orecchie ascolteranno, ciò che i miei occhi vedranno, ciò che le mie mani toccheranno, avrà sugli altri lo stesso effetto. Anzi, certo che no.

Eppure…nonostante questo, abbiamo bisogno di raccontarla a qualcuno, la bellezza. Abbiamo bisogno di dire a chi amiamo “Ho vissuto questo, ho provato quella sensazione, capisci?”. 
Vedere i Sigur Ròs domenica è stato apocalittico. Io e Matteo eravamo vicini ancora, proprio come a Londra. E proprio come a Londra, l’emozione è stata devastante. Non abbiamo avuto bisogno di raccontarcela però, perché io so che stavamo provando le stesse cose. Le stesse emozioni.
Un connubio perfetto tra voce, musica, scenografia, immagini. Quelle immagini oniriche proiettate completavano il quadro come il più bello dei film mai visti. Quella sensazione di movimento, di forza, di bellezza, che a tratti mi faceva chiudere gli occhi per godere di quello che succedeva nel mio corpo ancora più intimamente. La pelle d’oca che ho in silenzio mostrato a Matteo era solo una manifestazione in superficie, dentro mi scoppiava l’universo intero. Ero lì, ma ero anche altrove, in ogni dove. Come posso spiegarlo? Come posso dirlo a parole? Mi sono espansa come materia, scattata come una molla. Il cielo stellato sopra le nostre teste non mi sembrava più così tanto lontano. E quella voce m’è entrata dentro, ha invaso tutto, propagata in ogni dove.

Auguro a chiunque una volta nella vita di assistere ad uno spettacolo come questo, perché quello che resta è una magnifica poesia impressa senza segni visibili sulla pelle. 

Nemmeno la doccia prima della buonanotte l’ha lavata via.

© Michela De Filio

Ho ideato questa ricetta per muffins cercando di andare incontro ai miei gusti. Li ho provati due volte: una volta con e una volta senza la pasta di nocciole. Entrambe le versioni sono sublimi, ma la variante con la pasta di nocciole vi profumerà la casa. Proprio così. Ieri tornata a casa dal lavoro, entrando in cucina ho sentito un fortissimo profumo di nocciola…e infatti a colazione avevo chiuso male il coperchio della scatola che li conteneva. Che profumo sublime!
Ho realizzato questi muffins proprio domenica, giornata del concerto. E per farli ho utilizzato i pirottini che avevo comprato a Londra, la prima volta che ho assistito ad un concerto dei Sigur Ròs. 
Il loro profumo sarà per sempre il profumo di questo concerto.

Ingredienti per 16 muffins:

Polveri

320 gr di farina 00
200 gr. di zucchero
1 bustina di lievito per dolci

Liquidi

250 ml di yogurt alla nocciola
2 uova
80 ml di olio di semi di girasole
100 ml di latte
2 cucchiaini di pasta di nocciole (facoltativa)

Per completare

80 gr di cioccolato fondente tritato (se preferite, gocce di cioccolato)
Nutella

Procedimento:

La sera prima, in uno stampino per ghiaccio, ponete tanti piccoli cucchiaini di nutella..tanti quanti sono i muffins che volete fare (non riempite tutto lo spazio del ghiaccetto, altrimenti sarebbe troppo grande…regolatevi ad occhio affinché sia grande più o meno come una nocciolina). Congelate.
Il giorno dopo sbattete leggermente l’uovo e mescolatelo con lo yogurt, l’olio ed il latte.
A parte mescolate tutte le polveri.
Unite le polveri e i liquidi, aggiungendo le gocce di cioccolato a piacere. 
Riempite gli stampini ponendo al centro il ghiaccetto di nutella (il ghiaccetto deve rimanere all’interno).
Infornate in forno caldo a 180° per 15/18 minuti. 

Ci leggiamo venerdì, per i saluti prima della pausa estiva!