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Penne di Kamut al pesce spada

I primi piatti…che passione! Sono sempre alla ricerca di nuovi abbinamenti e nuovi sapori. Così come anche nuovi tipi di pasta. Mi piacciono le paste che tengono bene la cottura. Come sempre, la base indispensabile da cui partire in cucina, sono prodotti di prima qualità. Da questo non si prescinde.

Scegliete con cura i vostri ingredienti, e il vostro palato ringrazierà.

La ricetta di oggi è realizzata con penne rigate al Kamut della Sgambaro, Azienda veneta che si contraddistingue per i suoi prodotti di qualità realizzati nella logica della ecosostenibilità.

Penne di Kamut al pesce spada
 
Autore:
Tipo di ricetta: Primi piatti
Resa: per 4 persone
Ingredienti
  • 350 g di penne rigate di Kamut Sgambaro
  • 150 g di pesce spada tagliato a cubetti
  • Pomodorini pachino
  • Aglio
  • Basilico
  • Olio
  • Sale
Preparazione
  1. In un tegme, fate imbiondire leggermente l'aglio e poi aggiungete i pomodorini pachino tagliati a metà.
  2. Lasciate cuocere qualche minuto, quindi aggiungete i cubetti di pesce spada, il basilico e aggiustate di sale.
  3. Nel frattempo cuocete le penne in acqua salata abbondante.
  4. Al termine della cottura, versate la pasta nel tegame con il condimento e amalgamate bene.
  5. Servite subito.

 


Pad Thai

Sfogliando libri di cucina internazionale, ogni tanto spuntano qui e lì le tagliatelle di riso. Le cercavo da un pò, e ironia della sorte sono finita a comprarle a Bologna qualche mese fa, durante uno dei miei su e giù per il Paese che hanno caratterizzato il mio ultimo anno e mezzo di vita.

L’occasione era troppo ghiotta: eravamo in giro con tutto il team di Taste & More e uno degli intenti della giornata era proprio quello di svaligiare un asian market.

Qualcuna di noi è uscita da lì con un bel bottino, e io ero tra queste.

Ho dovuto aspettare un pò, però, per trovare ispirazione e realizzare questa ricetta, che nello stesso giorno ci aveva regalato Elisa, fotocopiata da un libro originale di cucina Tailandese.

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Pad Thai
 
Autore:
Resa: 4 persone
Ingredienti
  • 250 g di tagliatelle di riso
  • 2 uova
  • 2 cucchiai di zucchero di canna
  • 2 lime
  • 2 o 3 cucchiai di salsa di pesce
  • 2 o 3 cucchiai di salsa di ostriche
  • 1 cucchiaio di salsa di tamarindo
  • 1 cipolla
  • 1 spicchio di aglio
  • Erba cipollina o lemongrass
  • Gamberi a piacere
  • Acqua
  • Olio di semi di arachide
  • Arachidi tostate
  • Peperoncino fresco (se piace)
  • Sale
Preparazione
  1. Portate a bollore l'acqua per le tagliatelle di riso, spegnete il fuoco e immergete le tagliatelle lasciandole lì qualche minuto.
  2. In un padellino fate un frittatina con le uova, tagliandola poi a striscioline.
  3. In un tegame fate saltare l'aglio e la cipolla tagliata sottile.
  4. Aggiungete i gamberi puliti e fateli rosolare.
  5. Ora aggiungete l'erba cipollina e le tagliatelle di riso, insieme alla salsa di pesce e di ostriche, la salsa di tamarindo, lo zucchero di canna e un pizzico di sale.
  6. Mentre le tagliatelle saltano in padella, sminuzzate le arachidi.
  7. Alle tagliatelle aggiungete le striscioline di frittata, amalgamate e togliete dal fuoco.
  8. Impiattate le tagliatelle, completate la superficie con le arachidi e servite accompagnando i piatti con degli spicchi di lime.
  9. Se vi piace, potete guarnire con listarelle di peperoncino fresco.


Trofie fatte a mano, con pomodorini e bottarga di tonno

Pasta fresca: che grande amore! Corta, lunga, sottile o spessa, in qualsiasi modo mi fa impazzire.

Oggi andiamo in Liguria, per gustare un buon piatto di trofie: una pasta tipica di questa regione, dalla forma allungata e quasi arricciata.

Per realizzarle ho seguito alcuni video tutorial su youtube, tra qui questo. Le prime sono un pò difficili ma poi una volta presa la mano, saranno sempre più belle.

 

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Trofie fatte a mano, con pomodorini e bottarga di tonno
 
Autore:
Tipo di ricetta: Primi piatti
Resa: 4 persone
Ingredienti
  • Per le trofie
  • 400 g circa di farina (io semola rimacinata e una spolverata di grano arso)
  • Un pizzico di sale
  • Acqua qb
  • Per il condimento
  • Pomodorini pachino
  • Due cucchiai di bottarga di tonno
  • Aglio
  • Olio extra vergine di oliva
  • Sale
Preparazione
  1. Su un piano di lavoro fate una fontana con la farina e versate al centro un pò di acqua e un pizzico si sale.
  2. Iniziate a incorporare la farina e aggiungete acqua fino a che capirete che l'impasto ha una giusta consistenza compatta ma non dura.
  3. Impastate una decina di minuti, quindi sigillate la pasta con una pellicola e lasciatela riposare 30 minuti.
  4. Formate le vostre trofie e disponetele su un vassoio.
  5. Mentre portate l'acqua a bollore per la cottura, preparate il condimento, saltando i pomodorini in un tegame con olio e aglio e una spolverata di bottarga.
  6. Cuocete la pasta, saltatela nel condimento e impiattate, spolverando la superficie di ogni piatto con la restante bottarga.

 


Zuppa di pesce povero

Zuppa di pesce 2 copia

La fortuna di vivere in località di mare, o limitrofe al mare, è quella di sapere fin da piccoli che cos’è il vero sapore di pesce (sempre a patto di possedere una famiglia che lo ama, come nel mio caso).

In una zuppa, lesso, cotto in forno o saltato in padella….si può passare da una variante all’altra senza mai perderne il gusto, anche se ognuno di noi ha poi le sue giuste preferenze.

Quella che vi presento oggi è una zuppa di pesce cosiddetto povero…povero solo nel prezzo, rispetto ad altri pesci, ma ricchissimo di sapore e di proprietà nutritive. Affondare un crostino, o un pezzo di pane, nel suo brodetto, è un’esperienza paradisiaca. Parola mia.

 

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Zuppa di pesce povero
 
Autore:
Resa: 4 persone
Ingredienti
  • éer il brodo
  • Scarti del pesce (teste e lische)
  • Sedano
  • 1 cipolla
  • 100 g di polpa di pomodoro a pezzi
  • Per la zuppa
  • 1 cefalo sfilettato
  • 1 sgombro sfilettato
  • 100 g di merluzzo fatto a cubetti
  • 100 g di tonno fresco fatto a cubetti
  • 10/15 pomodorini ciliegini
  • 100 g di polpa di pomodoro a pezzi
  • Aglio
  • Prezzemolo
  • Olio
  • Sale
  • Peperoncino
Preparazione
  1. Preparate il brodo mettendo a bollire 1,5 lt di acqua con gli scarti del pesce e gli odori (cipolla, sedano, pomodoro).
  2. Lasciate bollire per circa 20 minuti.
  3. In un tegame, fate imbiondire l'aglio in un paio di giri di olio.
  4. Togliete l'aglio e gettetaci dentro i pomodorini fatti a pezzettini.
  5. Lasciate andare per un paio di minuti, poi aggiungete il pesce a cubetti, facendolo saltare.
  6. Aggiungete la polpa di pomodori a pezzi.
  7. Iniziate così la cottura della zuppa, a fuoco basso, aggiungendo un po' per volta il brodo di pesce che intanto continuerà a bollire.
  8. Dopo circa 15/20 minuti, adagiate nella zuppa i filetti di cefalo e di sgombro.
  9. Lasciate cuocere ancora altri 20 minuti, mantenendo la zuppa sempre brodosa, aggiustando di sale e peperoncino.
  10. A 5 minuti dalla fine, aggiungete prezzemolo tritato.
Note
Per un puro fattore estetico, ho deciso di lasciare la pelle al filetto di pesce intero, ma se lo preferite, potete toglierla prima, sapendo però che molto probabilmente in cottura il filetto di romperà.


Risotto con crema di scampi

Quando ero piccola, il risotto alla crema di scampi lo mangiavo solo al ristorante quando capitava di prendere parte ad un matrimonio. Non apparteneva alle abitudini culinarie di mia Mamma, che aveva da sempre adottato una cucina più semplice e più spartana.

Non che sia chissà quale complicazione preparare un risotto alla crema di scampi, ma non rientrava nel tipo di risotto che si preparava in casa.

Una volta adulta, poi, la mia amica Rachele un giorno me lo ha preparato per pranzo, ed è stato quel giorno che ho capito che tutto sommato era semplice.

E’ un risotto molto cremoso e gustoso, soprattutto per chi ama i crostacei.

Per quanto mi riguarda, le cose fondamentali sono: scegliere un buon riso (per me il vialone nano non ha eguali), ovviamente scegliere del buon pesce nella pescheria di fiducia, tenere la cottura del riso al dente, in modo che non formi una antipatica “pappetta” e infine, usare una panna fresca liquida, di quelle che si possono montare, perché questa conferirà al vostro risotto un intenso sapore di latte (che unito a quello degli scampi creerà un gusto indimenticabile).

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Risotto con crema di scampi
 
Autore:
Tipo di ricetta: Primo piatto
Resa: Per 4 persone
Ingredienti
  • Per il brodo di pesce
  • Teste e scarti degli scampi
  • ½ cipolla
  • 1 costina di sedano
  • 5 pomodorini
  • 1,5 lt di acqua
  • Per il risotto
  • 350 g di riso vialone nano
  • 200 g di panna fresca liquida
  • 15 scampi
  • 50 g di salsa di pomodoro
  • ½ cipolla
  • Olio extra vergine di oliva
  • Sale
  • Abbondante prezzemolo
  • ½ bicchiere di vino bianco
Preparazione
  1. Pulite gli scampi lasciandone 4 da parte per la decorazione dei piatti.
  2. In un tegame mettete tutti gli scarti comprese le teste.
  3. Aggiungete la cipolla, il sedano i pomodorini, una presa di sale e l'acqua.
  4. Portate a bollore, lasciando cuocere per circa 30 minuti.
  5. Filtrate il brodo.
  6. In un altro tegame fate soffriggere la cipolla e scottate la polpa degli scampi, sfumando con mezzo bicchiere di vino bianco. Il tutto per circa 2 minuti.
  7. Ora trasferite questa base in un bicchierone, unite la panna e frullate tutto con un minipimer.
  8. Nello stesso tegame dove avete scottato gli scampi, scaldate un po' di olio e aggiungete il riso, girando con una paletta di legno.
  9. Sfumate con mezzo bicchiere di vino bianco, fate evaporare e aggiungete la salsa di pomodoro.
  10. Iniziate ad aggiungere il brodo di pesce un po' per volta, portando dolcemente il risotto ad una cottura molto al dente.
  11. Salate e aggiungete la crema di scampi, continuando a girare ancora un minuto, quindi spegnete, aggiungete il prezzemolo e lasciate riposare 5 minuti prima di gustarlo.


Spaghetti alla nerano

In questo periodo, le nostre piante di zucchine stanno dando il meglio di sé: frutti da raccogliere ogni giorno, tenere zucchine con fiori grandissimi e giallissimi, che al mattino donano il loro splendore massimo con la loro apertura.

La zucchina, come molti altri ortaggi di questa stagione, è molto versatile e si può cucinare in tantissimi modi. Uno dei più appetitosi è sicuramente lo spaghetto alla Nerano.

Il piatto prende il nome dal luogo di origine, Nerano appunto, nella penisola Sorrentina. Un piatto su cui ognuno dice la sua, rivendicando l’originalità, ma è solo una la cosa certa: è buonissimo.

Per realizzarlo andrebbe utilizzato il Provolone del Monaco, che viene prodotto in Campania. Naturalmente non tutti abbiamo la fortuna di poterlo trovare facilemente, quindi in questo caso si può sostituire con un caciocavallo di altra origine del Sud, purché di qualità.

Il segreto vero di questo piatto è la sapiente mantecatura, da realizzare dosando i formaggi con acqua di cottura, fino ad ottenere uno spaghetto umido e cremoso.

Vediamo adesso come li ho preparati 🙂

4.7 from 3 reviews
Spaghetti alla nerano
 
Autore:
Tipo di ricetta: Primi Piatti
Resa: Per 4 persone
Ingredienti
  • 400 g di spaghetti alla chitarra freschi
  • 4 zucchine di media grandezza
  • 100 g di caciocavallo
  • 100 g di grana padano
  • Olio
  • Sale
  • Abbondante basilico
Preparazione
  1. Lavate e tagliate le zucchine a rondelle sottili.
  2. Friggetele senza scurirle troppo, scolatele e lasciatele da parte.
  3. Lessate gli spaghetti in abbondante acqua salata.
  4. Intanto in un tegame pulito fate un giro di olio extra vergine e scaldatelo.
  5. Scolate la pasta molto al dente e conservate l'acqua di cottura.
  6. Gettate gli spaghetti nell'olio caldo, insieme ad un mestolo di acqua di cottura e girate aggiungendo i formaggi e le zucchine.
  7. Aggiungete acqua di cottura, quel tanto che serve per mantenere umidi gli spaghetti, fino a che i formaggi saranno sciolti.
  8. Togliete dalla fiamma, aggiungete abbondante basilico e servite caldi.

La meraviglia di possedere un orto


Ditali risottati con lupini e ceci

Amo molto il pesce, così come amo molto i primi piatti. Per questo non mi faccio sfuggire mai una buona ricetta. Come questa (grandiosa) ricetta catturata un pomeriggio per caso in un programma di Silvia Colloca, puntata nella quale raccontava i piatti della sua terra, il Molise. Ho solo sostituito le vongole con i lupini, perché li trovo più ricchi di sapore.

Mi innamoro facilmente della cucina semplice e di tradizione. Ecco perché vi porto in casa questo meraviglioso piatto, che merita di essere assaggiato.

Ditali risottati con lupini e ceci
 
Autore:
Resa: Per 4 persone
Ingredienti
  • 350 g di ditali rigati di buona qualità
  • 1 kg di lupini freschi
  • 150 g di ceci lessati
  • 1 lt di brodo vegetale casalingo
  • ¼ di bicchiere di vino bianco
  • Olio extra vergine di oliva
  • Aglio
  • Prezzemolo tritato
  • Peperoncino
Preparazione
  1. In un tegame preparate un fondo con olio, aglio e prezzemolo, usando anche i gambi.
  2. Sciacquate i lupini sotto acqua corrente e gettateli nel tegame caldo.
  3. Coprite con un coperchio e lasciate andare per circa 3 minuti, o comunque il tempo necessario per consentire ai lupini di aprirsi completamente.
  4. Spegnete e sgusciate i lupini lasciandone due o tre manciate con la loro conchiglia per decorare i piatti.
  5. Filtrate l'acqua di cottura lasciando l'eventuale sabbia sul fondo.
  6. In un tegame di coccio fate un fondo di olio, peperoncino e aglio, facendolo scaldare.
  7. Aggiungete i ditali e girateli con un cucchiaio di legno fino a che diventeranno lucidi.
  8. Sfumate con il vino bianco e lasciate evaporare.
  9. Iniziate ad aggiungere l'acqua filtrata dei lupini e successivamente il brodo un pò per volta, girando sempre con un cucchiaio di legno.
  10. Quando sarete vicini alla cottura completa, aggiungete i ceci e i lupini sgusciati.
  11. Assaggiate e aggiustate di sale e peperoncino.
  12. Spegnete e aggiungete abbondante prezzemolo tritato.
  13. Lasciate riposare 5 minuti, quindi impiattate decorando i piatti con i lupini con guscio ed eventuale altro prezzemolo fresco.
  14. Completate con un filo di olio e mangiate subito.
Note
I ditali devono essere spenti 1 - 2 minuti prima della loro completa cottura, perché finiranno di ammorbidirsi durante il riposo in tegame.


Ragu’ di croste di parmigiano

L’ho visto prima da Angelina e poi da Teresa, e me ne sono innamorata a colpo d’occhio. E io sono felice quando il web riesce a veicolare ricette come questa.

Povero, si dice, perché di prepara con gli scarti delle croste di parmigiano, che poi a casa mia non si sono mai considerati scarti: mia Mamma mi ha insegnato a mettere le croste nei minestroni, nella pasta e patate, e funziona davvero bene. Quando eravamo piccoli io andavo sempre a caccia delle croste nel mio piatto…le adoravo! Ricordi lontani di quando ero bambina e sapori a cui sono molto legata, per questo ho voluto provare questa ricetta, trattandola proprio come un ragù, con tanto di trito di sedano, carota e cipolla.

Il risultato? grandioso! Una pasta da leccarsi i baffi, per chi ce li ha 🙂

Ingredienti per 4 persone:

300 g di croste di parmigiano, grattate e pulite

200 g di polpa di pomodoro

2 cucchiai di doppio concentrato di pomodoro

Mezza carota

Una costina di sedano

Mezza cipolla

Olio extra vergine

Sale

Procedimento:

Riducete le croste di parmigiano in piccoli dadini.

Mettetele in 3 dita di acqua e fatele bollire circa 15 minuti.

A parte preparate la base per il ragù: due giri di olio e sedano, carota e cipolla tritati finemente.

Accendete il fuoco e lasciate andare due minuti.

A questo punto aggiungete il concentrato di pomodoro, girando con un cucchiaio di legno.

Mettete nel tegame le croste di parmigiano con tutta la loro acqua e la polpa di pomodoro.

Lasciate cuocere fino a che il sugo sarà ristretto, aggiustando di sale.


Malloreddus alla campidanese

Malloreddus alla campidanese 3 copia copia

Ecco un primo piatto gustoso e saporito, tipico della tradizione sarda. Un piatto semplice, se vogliamo, e proprio per questo speciale.

Per realizzare i malloreddus mi sono avvalsa dell’aiuto dell’attrezzo in legno per fare i garganelli. Sono molto belli da vedere e si prestano benissimo per accogliere un sugo corposo.

Ingredienti per 4 persone:

Per la pasta

350 g di farina
Acqua q.b

Per il condimento

800 g di polpa di pomodori rossi a pezzi
2 salsicce
1 cipolla
Qualche pistillo di zafferano
Percorino dop
Olio extra vergine
Sale

Procedimento:

Fate una fontana di farina, aggiungete al centro poca acqua tiepida per volta e piano piano impastate amalgamando farina, fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo.
Coprite con pellicola e lasciate riposare.
Intanto preparate il condimento: in un tegame fate appassire la cipolla tritata insieme all’olio. Aggiungete la salsiccia e fate saltare.
Aggiungete i pomodori e i pistilli di zafferano, quindi lasciate cuocere circa 40 minuti
Intanto riprendete l’impasto e fare dei cordoncini da cui ricaverete tanti piccoli pezzetti.
Passate ogni pezzetto su una paletta rigagnocchi o, se l’avete, sull’attrezzo per i garganelli come in foto).
Lessate i malloreddus in abbondante acqua salata, conditeli con il sugo e spolverateli con abbondante pecorino.

Malloreddus alla campidanese copiaMalloreddus alla campidanese 2 copia


Ravioli alle ortiche e zeste di arancia





Stavo pensando a quale primo preparare per giocare sugli impiattamenti per partecipare (fuori concorso) al contest di Taste&More Bello&Buono, quando mi è venuto in mente di realizzare qualcosa con le ortiche che crescono spontanee nel terreno dei miei genitori. 
Sono nati così questi ravioli.
Bisogna avere solo l’accortezza di raccogliere e lavare le ortiche indossando i guanti perché danno molto prurito. 
Le ortiche basta scottarle, e poi disfarle insieme alla ricotta e al resto degli ingredienti del ripieno. 
Le zeste di arancia regaleranno al vostro piatto una nota di freschezza. 
Per l’impiattamento, ho creato una striscia intingendo un pennello nelle ortiche frullate. Ho adagiato i ravioli  sulla striscia e completato con una crema all’arancia, parmigiano grattugiato, pepe e zeste di arancia.

Testi e Ricetta © Michela De Filio



Ingredienti per 4 persone:

Per la sfoglia 

3 uova 
Farina q.b. 


Per il ripieno 

150 g di ortiche cotte 
200 g di ricotta di pecora 
100 g di parmigiano 
Sale 
Pepe 
 Zeste di due arance biologiche 

Procedimento:

Fate una fontana di farina, rompeteci al centro le uova e piano piano impastate amalgamando farina, fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. 
Lasciatela riposare circa 30 minuti, sigillata con pellicola.
Intanto lavate bene le ortiche indossando i guanti in lattice e scottatele in acqua bollente. 
mettetele in una ciotola e lavoratele con la forchetta, insieme a tutto il resto degli ingredienti del ripieno (le ortiche si disferanno da sole, in questo modo eviteremo di frullarle).
Stendete la pasta dello spessore desiderato e formate i vostri ravioli. 
Potete condire i vostri ravioli a piacimento, io ho preparato una cremina all’arancia con il succo di mezza arancia, un cucchiaio di latte, un cucchiaino di farina, abbondante parmigiano e un pizzico di sale e pepe (cotta in un pentolino fino a consistenza desiderata). 

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Vi ricordo il primo imperdibile contest di Taste&More, per tutte le regole cliccate QUI!