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Seitan

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Il seitan per la prima volta l’ho mangiato a Torino, in un ristorante aperto da ragazzi molto giovani, appassionati di veganesimo. Mi dicevano “assaggialo”. Ero un pò titubante, ma è stato subito amore. 
Forse sarà stata anche l’atmosfera magica di quella sera, forse saranno stati questi ragazzi che parlavano con amore di ciò che facevano, i tavoli di legno recuperato, le luci soffuse in un ambiente industrial…quel seitan mi era piaciuto da matti. Servito alla piastra, coperto di semi di sesamo. Un sapore unico che non dimenticherò mai. 
Tornata a Roma, ho provato a comprarlo in un negozio bio. Ma niente a che vedere con quello, che veniva preparato manualmente in cucina. Proprio un universo a parte. 
E un pò mi spiace…perché se qualcuno lo assaggia così per la prima volta, sicuramente si farà un’idea sbagliata di questa splendida pietanza. 
Di origini orientali, il seitan non è altro che un composto di acqua e farina. E quando lo si assaggia, sembra incredibile tutto ciò. 

Ho trovato la ricetta  qui nel blog di Helga, e la ringrazio per il suo post molto chiaro. 

Oggi vi propongo la mia preparazione. 

Devo ancora studiarmi bene il metodo per poter riprodurre quel mio primo seitan rimasto nel cuore, ma intanto ve lo presento con una salsina ricavata da una riduzione di brodo, aromatizzata con carota e salsa di soia. 

 © Michela De Filio 

Ingredienti:

Per il seitan

1 kg di farina manitoba
800 g di acqua
1,5 lt di brodo vegetale


Per la cremina

200 ml di brodo vegetale
2 cucchiai di salsa di soia
1 cucchiaio di farina
1 foglia di alloro
1 spicchio di aglio
1 carota lessa
Olio
Sale
Pepe

Procedimento:

In una terrina mettete l’acqua e la farina e lavorate l’impasto amalgamandolo, ma senza troppa cura.
Formate una palla, coprite con acqua tiepida e lasciate riposare 30 minuti. 
Intanto preparate il brodo vegetale con gli odori che più vi piacciono o che avete a disposizione. 
Trascorso il riposo, posizionate la ciotola nel lavandino, svuotatela dell’acqua e iniziate i lavaggi con l’acqua corrente. 
La massa di acqua e farina andrà lavata fino a che l’acqua perderà il bianco. 
La massa via via prenderà più corpo. 
Finito il lavaggio, mettete la massa in un panno di cotone bianco e legatelo come una caramella.
Immergete la caramella nel brodo e lasciate cuocere dolcemente per un’ora.
Togliete il seitan dal panno di cotone, lasciatelo raffreddare, dopodiché immergetelo di nuovo nel brodo per 24 ore.
Tagliate il seitan e scottatelo in padella con un cucchiaio di salsa di soia, un filo d’olio, uno spicchio di aglio e una foglia di alloro.
A parte in un pentolino mettete due dita del brodo di cottura, frullateci dentro una carota lessa e riducetelo a fiamma viva, aggiungendo un cucchiaio di farina. 
Aggiustate di sale e pepe.
Servite il vostro seitan con la cremina.


Curry di pollo

Più o meno nella testa di ogni blogger albergano numerose ricette da voler provare. Nella nostra mente si appuntano priorità, curiosità, bisogno di assaggiare questa o quella cosa. 
Il curry era tra le mie curiosità più spiccate. Quando l’ho visto da Lou, la mia mente aveva già deciso di provarci. 

Come spiega la mia Amica Lou, il curry non è quella polverina che si può acquistare al supermercato. E’ molto, molto di più.

Di origine indiana, il curry è un insieme di spezie che può variare di tradizione in tradizione. O più semplicemente, varia in base ai gusti di chi lo prepara. 

Io mi sono affidata a Lou, e ho seguito la sua ricetta, ad eccezione del mezzo cucchiaio di senape forte che io non ho messo e che ho sostituito con semi di senape nera. 

Al momento in cui ho aggiunto le spezie nella padella dove si era dorata la cipolla unita al ghee, si è sprigionato immediatamente un profumo intenso, talmente buono da farmi sorridere. 

Il mio primo curry mi è piaciuto da matti. 

Grazie Lou!


© Michela De Filio

Ingredienti
800 gr petto di pollo tagliato a cubetti 
1 cipolla piccola 
1 cucchiaino di fieno greco 
1 cucchiaino di semi di cumino 
1 cucchiaino di cardamomo in polvere 
1 cucchiaio di coriandolo in polvere 
1 cucchiaino di senape nera
2 pomodori 
2 cucchiai di ghee (burro chiarificato, la mia ricetta qui)
Peperoncino a piacere
½ litro di latte di cocco
Sale
Procedimento

In una padella sciogliete il ghee e fate imbiondire la cipolla tritata
Aggiungete le spezie e fatele andare per qualche minuto. 
Aggiungete i pomodori tagliati a dadini e lasciate cuocere una decina di minuti, il tempo di far disfare il pomodoro
Aggiungete il latte di cocco e lasciate cuocere fino a restringimento, aggiustando di sale e peperoncino.
Chiudete il curry in una ciotola e mettetelo in frigorifero a riposare fino al giorno dopo. 
Al momento di servire il curry, scaldatelo e servitelo con i cubetti di pollo saltati in padella.

***
“Ti invito al viaggio 
in quel paese che ti somiglia tanto. 
I soli languidi dei suoi cieli annebbiati 
hanno per il mio spirito l’incanto 
dei tuoi occhi quando brillano offuscati. 
Laggiù tutto é ordine e bellezza, 
calma e voluttà. 
Il mondo s’addormenta in una calda luce 
di giacinto e d’oro. 
Dormono pigramente i vascelli vagabondi 
arrivati da ogni confine 
per soddisfare i tuoi desideri”
                     
                                                           Ciao Manlio

Picchiapò

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Bisognerebbe avere più vite per poter avere tempo e fortuna di leggere tutti i libri che sono a noi predestinati. Parole che le porta il vento. Arrivano da lontano, e se ne vanno lontano.

Il senso, dopo, è quello di uno stordimento.

“Già al liceo era lui a incitare tutti ad andar via da una festa per passare a un’altra, apparentemente più riuscita, con la scusa che i piedi piatti gli facevano male e faceva fatica a stare nello stesso posto per troppo tempo. […] In autobus e in treno non voleva mai comprare il biglietto di andata e ritorno, nonostante lo sconto, perché gli pareva un impegno eccessivo. Anche con le donne ripeteva sempre la stessa danza: due-tre settimane di entusiasmo torrido, appassionato. Poi una perplessità opprimente, cassatoria, come se dietro le spalle della ragazza con cui stava ballando ce ne fosse un’altra che valeva di più. Con gli anni avevamo sviluppato uno strumento quasi scientifico per prevedere i cambiamenti nella vita di Ofir: nel momento in cui cominciava a parlare di qualcosa o qualcuna con folle entusiasmo, sapevamo che era sul punto di abbandonarlo. O abbandonarla. Sapevamo che le parole belle, grandiose, rappresentavano il suo ultimo tentativo di radicarsi a terra, prima che i piedi piatti lo portassero oltre, ancora avanti.”                                                                                                                                                                            Eshkol Nevo – “La simmetria dei desideri“.

Le ciabattine che vi ho mostrato qualche giorno fa, avevano un destino già disegnato, mentre ancora le impastavo. Avevo in mente il panino col Picchiapò.
In questo blog, vi sarete accorti, c’è molta poca carne. Non per scelta ideologica, più per una propensione di gusto: mi piace dedicarmi ad altro. Ma questo piatto ho avuto proprio voglia di rifarlo. 

La prima volta che sono stata al mercato di Testaccio, la mia amica Paola mi ha fatto assaggiare questa meraviglia. C’è un botteghino che all’ora di punta ha la fila più lunga di tutto il mercato e vende questi panini squisiti che sono lo street food di Roma per eccellenza.

Il picchiapò è un piatto cosiddetto di recupero: in tempi diversi da questo, per non mangiare due giorni di seguito lo stesso bollito, ci si reinventava recuperando la carne e cuocendola nel pomodoro. Il risultato è eccezionale: una carne stracotta e quindi morbidissima, che viene valorizzata dal pomodoro fresco e dagli odori, in modo prevalente dall’alloro. Il peperoncino corona il tutto, per chi come me lo ama.

Ho cercato di capire l’origine di questo nome, ma non ci sono notizie certe in rete. Se qualcuno ne sa di più, mi farà piacere sapere 🙂

Grazie a Paola per avermi gentilmente regalato la sua ricetta.

© Michela De Filio

Ingredienti per circa 6 persone:

Per il bollito 

600 g di carne da bollito (io ho usato il muscolo)
1 cipolla
Qualche chiodo di garofano
Sedano
Carota

Per il picchiapò

Il bollito
500 g di pomodori da sugo, spellati e fatti a cubetti
2 cipolle
Rosmarino
Alloro
2 cucchiai di concentrato di pomodoro
Un bicchierino di vino bianco
Olio extra vergine di oliva
Sale
Peperoncino

Procedimento:

Il giorno prima preparate il bollito: mettete a bollire l’acqua con il sedano, la carota e la cipolla con qualche chiodo di garofano. 
Al momento della bollitura, immergete la carne e fatela cuocere per un paio d’ore. 
Lasciate raffreddare poi la carne all’interno del brodo stesso. 
Il giorno successivo, tagliate il bollito a cubetti oppure a listarelle
In un tegame mettete olio extra vergine e la cipolla affettata finemente
Lasciate dorare la cipolla, quindi aggiungete il concentrato di pomodoro e sfumate con il vino. 
Una volta che il vino è evaporato, aggiungete i pomodori a cubetti e gli odori. 
Regolate di sale e peperoncino. 
Lasciate cuocere per dieci minuti, quindi aggiungete la carne e lasciatela cuocere per circa 20 minuti. 
Assaggiate per verificare se sale e peperoncino sono ben calibrati, quindi spegnete. 
Potete gustare il picchiapò al piatto, oppure in un panino. 


Tortino con uova di quaglia e “tutù” di raspadura di Lodi

Mi viene così da ridere. Certe volte sono proprio buffa. Ma quando ho visto questo piatto finito, ho pensato proprio “ho messo il tutù al tortino” e giù a ridere. Da sola. Folle.

Avevo delle uova di quaglia casalinghe, così piccole-così carine. Che ci faccio?….uhm…gira che ti ripensa, mi sono convinta a farci un tortino. Ma come? che cos’ho?

Potrei farci degli strati….ho delle melanzane tardive dell’orto, due pomodori…le patate of course…e quella raspadura di Lodi che mi riporta ad una cena di lavoro a Milano, qualche tempo fa. Lì l’ho assaggiata la prima volta e mi era sembrata così divina (un formaggio grana giovane, tagliato a veline sottili).

E insomma, così è nato questo piatto….con quello che avevo in cucina, di materiale, e qualche ricordo, nei miei pensieri.


Ingredienti (per due tortini):

2 uova di quaglia
2 patate grandi
1 melanzana
Qualche pomodorino 
Olio 
Sale
Erbe aromatiche
Pepe rosa
Raspadura di Lodi
1 coppapasta rotondo

Procedimento:

Lessate le patate
Nel frattempo fate una dadolata con la melanzana e dei pomodorini
In una padella mettete poco olio, 1 spicchio di aglio intero, la melanzana e i pomodorini
Fate cuocere, aggiustate di sale e all’ultimo eliminate l’aglio.
Spellate le patate lesse
Con il coppapasta, ricavate quattro anelli di patate dello stesso spessore, più o meno.
Tritate le erbe aromatiche scelte, mettetele in una ciotolina con dell’olio extra vergine
Mettete i due coppapasta su una teglia ricoperta di carta forno.
Inserite alla base il primo disco di patata
Spennellate con l’olio aromatico
Fate ora uno strato di dadini di melanzana
Coperite con l’ultimo anello di patata, spennellando sempre con l’olio aromatico
Mettete in forno a 180° per 10 minuti
Sfornate e su ogni torino rompete un uovo di quaglia
In un piatto fate un cerchio con la raspadura e adagiateci il tortino. 
Salate e pepate con il pepe rosa



Tajine di pollo con limoni confit

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Vi ricorderete senz’altro dei miei limoni confit. E di quanto ho aspettato per realizzarli. Aspettavo di averli sull’albero dei miei genitori. Che cosa meravigliosa la frutta a casa…che risorsa infinita. 
Nella mia mente c’era già questa ricetta da realizzare, l’avevo adocchiata  qui.
Certo, vi devono piacere le spezie, altrimenti passate oltre 😀
Io personalmente le adoro. Così come adoro le tajine…sempre in attesa di comprarne una vera in Marocco, altro viaggio che sogno da un pò.

Ingredienti:

1 pollo, tagliato a pezzi
Olio extra vergine d’oliva
2 cipolle, meglio se rosse, tritate
1 o 2 spicchi d’aglio, tritati
Zenzero in polvere
Cannella in polvere
Cumino in polvere
Coriandolo in polvere
Un pizzico di pistilli di zafferano
1 o 2 foglie di alloro
100 gr di olive
1 limone confit

Procedimento:

In una padella dal fondo spesso soffriggere aglio e cipolla.
Aggiungete il pollo a pezzi e fatelo rosolare molto bene su entrambi i lati
Aggiungete le spezie a piacere e coprite con acqua
Coprite con un coperchio e lasciate cuocere per circa 45 minuti
Nel frattempo lavate i limoni confit sotto acqua corrente, privateli della polpa e con la scorza ricavate delle striscioline
Scoperchiate il pollo, fate ridurre un pò l’acqua di cottura, quindi aggiungete i limoni a listarelle e le olive
Rimettete il coperchio e fate cuocere ancora 10 minuti.
Servite subito in tavola con le tajine chiuse in modo che aprendo si sprigioni nell’aria tutto l’aroma.

Intanto…un tempo sempre più pazzerello 
mi coglie di sorpresa…


Chicken McNuggets Home made

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E’ stato il mio compleanno lo scorso giovedì e ho passato una bella giornata. Per prima cosa mi sono presa un giorno di ferie e per seconda cosa l’ho fatto prendere alla mia Chiara 😀
Svegliata da una dolce pioggia, perché anche la pioggia non mi da più fastidio quando mi sento bene. Risveglio dolce, quindi, e lento. Senza fretta, senza ansie. La colazione seduta. Non c’è niente che amo come sapere di avere tempo a disposizione. Per fare ciò che voglio. Questo è il regalo che mi sono fatta da sola ed è il più bello che potessi concedermi.
Chiara mi ha portato in casa il profumo della pioggia e il suo sorriso che è il mio rifugio. Caffé, due chiacchiere, e poi …che cos’è quel paccone? Diomio, cosa ci sarà dentro? Ma devo scartarlo subito? Che domande. Tre secondi e strappo tutta la carta, perché non so aspettare. Che sorpresa incredibile…la gelatieraaaaaa!!! La volevo, l’avrei comprata a breve…e invece lei mi ha battuto sul tempo. Ma io tutto mi sarei aspettata meno che quella. 
Quest’anno le persone importanti della mia vita mi hanno fatto regali meravigliosi. Devo dire che ogni anno si superano. Quest’anno sapendo tutti della mia passione per la cucina e per questo blog, ogni idea è stata convogliata sul tema e c’è stato un giro di e-mail tra loro per organizzare i regali. Ve lo devo dire quanto fremevo? Sapevo che si scrivevano, ma non c’è stato verso di avere indizi. E una di queste pestifere era la mia dolce Valentina, amica e sorella e solo dopo è mia collega. A un metro da me, in ufficio, la sentivo ridere sotto i baffi per i loro segreti (ma tanto me la pagherà :D)

La mattinata io e Chiara l’abbiamo spesa da Eataly, gironzolando tra uno scaffale e l’altro, ma il mio carrellino era pieno di farine e camminando la mia mente era già altrove, sognando tutte le cose avrei potuto farci. Ero già lontana da lì. Ci siamo accorte poi dalle vetrate che era tornato il sole e infatti arrivate all’uscita abbiamo constatato che quel povero cristo di cassiere era costretto a lavorare con gli occhiali da sole perché ce l’aveva dritto puntato in faccia. Una risata me la sono fatta, e anche lui, che m’ha capita.
Tutta arzilla con le mie preziose farine, ho passato parte del pomeriggio ai fornelli, in attesa della cenetta con Chiara e Vale. Un cena allegra e affettuosa, dove sono stata affettuosamente presa in giro per la mia pignoleria in cucina. Cenetta in stile fast food, dove ho proposto questi panini con annessi cartocci di patatine, e ho voluto fare anche queste crocchettine di pollo che sono deliziose e super veloci da fare. La panatura l’ho fatta con pangrattato fatto in casa piuttosto grossolano e corn flakes sbriciolati: una croccantezza e un aroma unici! La ricetta l’ho presa da Martina (grazie Marty!!!!).
Io ho preferito cuocerle in forno, e devo dire sono ottime.

Ingredienti:

1 petto di pollo intero, disossato
2 uova
Pangrattato
Corn flakes
Sale
Olio extra vergine (se fate in forno)
Olio di arachidi (se friggete)

Procedimento:

Tagliate a cubetti il pollo
Preparate due ciotole: in una sbattete le uova con un pò di sale. Nell’altra unite pan grattato e corn flakes stritolati grossolanamente tra le mani
Passate i cubetti di pollo prima nell’uovo e poi nel composto di pan grattato
Mettete i cubetti in una teglia anti aderente, irrorate con un filo di olio e mettete in forno fino a completa doratura. 


Agnello arrosto alla cotognata di Donna Hay

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In questo post vi chiedevo consigli sui libri di cucina…ebbene, io faccio le cose seriamente e di vostri consigli ne ho seguiti molti. Ho comprato diversi libri, tra cui quello di Donna Hay, “Non ho tempo per cucinare! Ricette per il turbinio della vita moderna“. Un libro molto bello che consiglio spassionatamente. Io mi sono messa subito all’opera! 
Per prima ho provato questa particolare ricetta, che prevede l’utilizzo della carne di agnello (che io mangio pochissimo, se non quasi niente) e la cottura con lo zucchero e con la cotognata. 
Avrei potuto modificare la ricetta a modo mio, magari usando il pollo al posto dell’agnello, e magari omettendo lo zucchero…ma sarebbe stato troppo facile, e in fondo avevo proprio voglia di seguire la ricetta passo passo per provare un gusto nuovo.
Bene. L’ho seguita alla lettera e il risultato è stato di una cenetta davvero gustosa. Il contrasto del dolce con il salato mi è piaciuto. Un solo consiglio vi darei: usate pezzetti di agnello piccoli, diciamo pezzetti non superiori ai 60 gr…questo perché la carne si insaporirà meglio…datemi retta!
Ingredienti
4 carote, raschiate e tagliate in 4 per il lungo
3 rametti di rosmarino
2 cucchiai di zucchero di canna (io 1)
2 carré di agnello senza osso
75 gr di cotognata (io la mia, home made)
12 fette di pancetta
Sale
Procedimento

In una teglia coperta di carta forno ho messo le carote, il rosmarino, lo zucchero e il sale.
Ho mischiato bene e messo in forno a 180° per circa 40 minuti
Intanto su un tagliere ho disposto le fette di pancetta
Ci ho posizionato sopra, al centro, i pezzi di agnello
Ho spalmato i pezzi di agnello con la cotognata, quindi li ho arrotolati nella pancetta
Trascorsi i 40 minuti, ho adagiato i pezzi di agnello sulle carote e ho lasciato cuocere altri 15 minuti


Involtini gustosi…e la lettera che tanto aspettavo

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La premessa: 
la posta me la faccio arrivare per comodità a casa dei miei. 
Il fattaccio: 
Pomeriggio pre-ponte, quasi sera. Viaggio di ritorno a casa dei miei per il week end lungo. Roma allagata. Per strada, per uscire a da Roma, andando verso sud, il diluvio universale. 
Visibilità: nessuna
Pioggia: incessante
Vento: a trenta gradi sotto zero (per parafrasare Battiato)
Dopo un infinito tragitto in macchina arrivo a casa dei miei. Mente si apre il cancello vedo nella buca della posta (esposta alle intemperie) che è arrivata qualche lettera. Vabbé, poi si prende, penso. 
Parcheggio, lotto con Gemma che incurante della pioggia mi aspetta come se fossi una polpetta di carne vivente (e in effetti lo sono, a pensarci bene). Sta sull’attenti nella cuccia. Non uscirà con questa pioggia, penso io. Che stupida. Ancora non conosco l’amore dei cani? Esce, mi salta addosso, mi imbratta tutta. Piove? a lei non importa. Mi sento in colpa perché non posso coccolarla, ingoio il mio nodo di tristezza a non poterla stringere ed entro in casa. 

Poso le mie cose, mi lamento del traffico, prendo il caffé che mi ha preparato Papà: invado la casa.

C’è posta, mi ricordo di dire.

Mio Padre tentenna, borbotta, poi esordisce “Mi metto un cappello e vado a prenderla“.
Papà non sta benissimo in questo periodo, meglio di no.

Ma smettila! Aspetti degli assegni? gli chiedo con la mia solita aria sbrigativa.
No!
E allora chi se ne frega, che vuoi che sia mai arrivato? La posta può aspettare!

Mi ignora. Aspetta che vado in bagno e va a prendere la posta lo stesso. Me lo trovo con due lettere in mano, una è tua, mi dice. Solita lettera della banca? Solita bolletta della chiavetta internet. No!

Leggo l’intestazione inglese della lettera e impallidisco. Non ci credo. Non ci credo. Realizzo. Prendo coscienza. Mi arrabbio!

Perché nella lettera c’erano i biglietti del concerto dei Sigur Ròs a Londra, per il prossimo anno, e perché mi ero quasi dimenticata che dovessero arrivare, e perché porca miseria, perché dovevano arrivare proprio in un giorno di pioggia????

Risultato? la busta zuppa di pioggia, i biglietti bagnati e mio padre in sottofondo dalla cucina che se la rideva “tanto che sarà mai arrivato”, mi faceva il verso.

Ora, qui c’erano due possibilità:
1) Lasciarmi trasportare dalla rabbia, farmi venire un coccolone, e stare male.
2) Prenderla con filosofia, riderci su, che tanto poi s’asciugano.


Massì…tanto poi s’asciugano.

Ingredienti
4 fettine di vitella 
1 uovo
Parmigiano
200 gr di macinato di maiale
Un trito di cipolla, sedano e carota
Pan grattato
Zenzero
Paprika
Sale e Pepe
Olio
Procedimento
Ho unito alla carne tritata l’uovo, il parmigiano, il sale, il pepe, la paprika e lo zenzero. Ho aggiunto una spolverata di pan grattato e ho impastato per bene. 
Ho steso le fettine di vitella le ho riempite al centro con un salsicciotto di carne tritata e ho arrotolato formando un involtino, fermandolo con uno stecchino. 
In una padella ho messo un giro di olio, il trito di cipolla, sedano e carota e ho lasciato andare sul fuoco per circa cinque minuti. Ho aggiunto i miei involtini, li ho fatti fermare su ogni lato e poi ho sfumato con del vino bianco. Una volta evaporato il vino, ho aggiunto poca acqua calda per volta, fino a cuocere gli involtini. 
Ho servito gli involtini su un letto di patate lesse, irrorate della salsina degli involtini. 


Ricette amiche #8: Spiedini di pollo allo zenzero e sesamo di Elle

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Pepperepéppeppé….ingresso scoppiettante per la mia rubrica Ricette Amiche di oggi.
Perché vi devo presentare Elle del blog “Limone & Stracciatella”.

Una ragazza dolcissima, svizzerissima, che prepara i regali di natale a Settembre, beve poco e si pettina solo quando fa lo shampoo…come me, solo che lei è riccia ed è giustificata, io no 😀

Sostiene che le sue caprette bianche sono razziste e stanno solo tra di loro, lasciando in disparte le caprette di altri colori, frequenta parrucchiere che le mettono grilli funghi per la testa, e ha una visione del suo giardino a pois.

Dice di sé

Sono un controsenso vivente: un’economista organizzata e calcolatrice con l’animo creativo e impulsivo di un’artista.

Lavora per otto ore al giorno, un cantiere qua-un cantiere là, ma non si risparmia di cucinare e curare il suo orto, che è un’altra delle sue passioni. Ci racconta infatti di come il contatto con la natura le metta dentro pace e tranquillità.
Ma la cosa che più mi fa impazzire di lei e che più ci rende simili, è che ha la frenesia di fare le cose, e in cucina si lancia nelle ricette per scoprire a metà procedimento che le manca proprio quell’ingrediente, quello fatale…e lei che fa? fa come me…cerca in cucina qualcosa di sostitutivo 😀 
Ma voi non l’adorate???? Io siiiiiiiiiiiiiiiiiiiii :’D
Ora veniamo alla ricetta che ho preso dal suo blog. Ne sono entusiasta! Questi spiedini mi sono venuti gustosissimi, tenerissimi e per niente asciutti. Mentre li preparavo avevo paura che la carne fosse troppa, invece no! Un profumo meraviglioso ha invaso la cucina, e quando dico meraviglioso intendo M E R A V I G I O S O. A differenza di Elle, io li ho cotti in forno, irrorandoli con la salsina della marinatura, e questo li ha perfetti. Li ho mangiati per cena e me li sono gustati pezzetto per pezzetto. E pensare che avevo sempre creduto di odiare il sesamo. Forse perché l’avrò assaggiato in qualche brutale prodotto industriale, e invece ho scoperto che non solo mi piace, ma ha anche un buonissimo profumo da “crudo”. 
Quant’è bello cambiare, quant’è bello smentirsi, quant’è bello conoscere qualcosa di noi attraverso gli altri. 
Grazie Elle!

Ingredienti per 4 persone

500gr petti di pollo disossati
1 spicchio aglio
1 cipolla
2 cucchiai olio di semi di sesamo
1 cucchiaio salsa di soia
1 lime
1 cucchiaino semi di sesamo
2 cucchiaini zenzero fresco grattuggiato
2 cucchiai foglie di menta fresca
Sale e Pepe

Procedimento:

Ho tagliato il petto di pollo a quadrotti e poi ho preparato la marinatura: ho unito l’aglio e la cipolla tritati, con   l’olio di semi di sesamo, la salsa di soia, la scorza del lime e due cucchiai del suo succo, lo zenzero fresco, sale e pepe. Ho mescolato un pochino e di ho immerso i miei quadrotti di pollo, coprendo con della carta argentata. Ho eseguito la marinatura per un paio d’ore, come Elle, e più o meno a metà del tempo ho mescolato la carne. 
Quando la marinatura è terminata, ho immerso i miei stecchi da spiedino nell’acqua fredda: questo procedimento fa si che lo stecco non bruci durante la cottura (grazie Elle per questa meravigliosa dritta che non conoscevo!). Fatto questo, ho preparato i miei spiedini infilzando i quadrotti di carne e li ho posizionati su una teglia forno. Con un cucchiaio li ho cosparsi con un pò del liquido di marinatura e infine ho messo altri semi di sesamo sui miei spiedini. 
Ho cotto in forno per circa 15 minuti. 


Ceci fritti..come li faceva mia Nonna

“Bisogna chiudere i cicli. Non per orgoglio, per incapacità o per superbia…semplicemente perché quella determinata cosa esula ormai dalla tua vita. Chiudi la porta, cambia musica, pulisci la casa, rimuovi la polvere. Smetti di essere chi eri e trasformati in chi sei.”

                                                                                             (P.Coelho) 

Ingredienti:

Ceci
Olio
Sale
Rosmarino

Procedimento:

Lessate i ceci in acqua leggermente salata e poi scolateli. In una padella antiaderente versate dell’olio e del rosmarino fatto a pezzetti grossolani. Fate scaldare e poi buttateci i ceci, lasciandoli cuocere finché la buccia non sarà tostata.
Versateli in una ciotola, spolverateli di sale e G-O-D-E-T-E-V-E-L-I!