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Torta ricotta e pere

Tanto tempo fa, ad un pranzo di lavoro, ho avuto occasione di mangiare una torta alla ricotta e pere che mi diede le vertigini tanto era buona. In un cassetto della mia mente avevo riposto, come spesso mi accade, il buon proposito di riprodurla.

Per questo quando l’ho vista da Valentina, mi sono detta che era ora di mettermi all’opera. La buona scusa era l’approssimarsi del compleanno della mia Mamma.

E’ un dolce molto leggero al palato e molto fresco. Le pere sono una deliziosa sorpresa ed è molto gradevole il sentore leggerissimo di limone che rimane dalla loro caramellizzazione.

Vi consiglio di mangiarla fresca di frigorifero.

Mi spiace non essere riuscita a fotografare la fetta, ma la concitazione della festa non me lo ha consentito. In ogni caso, fidatevi sulla parola: è stato un gran successo! 🙂

Torta ricotta e pere
 
Autore:
Tipo di ricetta: Torte
Resa: 10/12 persone
Ingredienti
  • Per la base biscotto:
  • 180 g albumi
  • 180 g granella di nocciole
  • 120 g zucchero
  • 60 g farina di riso
  • Per la crema di ricotta:
  • 600 g di ricotta vaccina di ottima qualità
  • 250 g di panna da montare senza zucchero
  • 120 g di zucchero a velo
  • 2 fogli di gelatina
  • Per le pere caramellate:
  • 3 pere
  • 1 cucchiaino di burro
  • 4 cucchiai di zucchero
  • succo di mezzo limone
  • Meringhe, granella di nocciole e fettine di pera per decorare
Preparazione
  1. Base biscotto:
  2. Con lo sbattitore elettrico sbattete a neve ferma gli albumi con metà dello zucchero.
  3. In una terrina miscelate la granella di nocciola con lo zucchero rimasto e la farina di riso, dopodiché incorporate tutto agli albumi con movimenti delicati.
  4. Foderate con carta forno una teglia e disegnate due cerchi di 24 cm.
  5. Girate il foglio di carta forno e versate il composto di albumi e nocciole sui cerchi disegnati, livellando bene.
  6. Infornate a 180°C per 15 minuti lasciando lo sportello socchiuso.
  7. Pere caramellate.
  8. Pelate e tagliate a tocchetti le pere e bagnatele col succo di limone per non farle scurire.
  9. In un pentolino fate fondere il burro, versate le pere e aggiungete lo zucchero.
  10. Cuocete mescolando fino a quando il succo sarà evaporato.
  11. Lasciate raffreddare.
  12. Crema di ricotta.
  13. Sbattete la ricotta con lo zucchero fino a montarla leggermente.
  14. Sciogliete la gelatina - precedentemente ammorbidita in acqua fredda - in 3 cucchiai di panna calda e mescolatela alla ricotta.
  15. In un'altra terrina montate la panna e incorporatela con cura al composto di ricotta.
  16. Unite ora anche le pere.
  17. Montaggio:
  18. Inserite un disco di biscotto nello stampo d'acciaio e versate la crema di ricotta e pere. Coprite con il secondo disco e trasferite in frigo per almeno 12 ore.
  19. Ho decorato la mia torta con delle meringhe sbriciolate, della granella di nocciole e delle fettine di pera fatte appassire in forno con dello zucchero.


Torta Grenoble di Paco Torreblanca

Era tantissimo tempo che non mi dedicavo alle torte moderne. Il mio anno passato fuori, in Veneto, il bambino poi….tempo a disposizione ce n’è stato davvero poco. E per cucinare o preparare un dolce, bisogna essere rilassati, o quantomeno sgombrare la mente dai pensieri che la affollano. O anche più semplicemente bisogna aspettare il momento giusto per ogni cosa…e così sono passata da zero a tre…tre torte moderne preparate in una settimana…complice questo periodo ricco di compleanni e complice l’aiuto del Papà nel tenere a bada la piccola peste. Ma complice è stata anche lei…qualche giorno passato insieme mi ha fatto tornare la voglia di mettere mano ad anelli di acciaio e sac a poche!

Certo essere in due in cucina è più bello, condividere le cose è assai più appassionante, ma grazie a questi influssi positivi anche preparare da sola questa torta mi ha fatto passare qualche ora rilassata e serena.

Di Paco Torreblanca avevo già sperimentato con grande successo la sua buonissima sacher e la sua deliziosa Vivaldi, ma la Grenoble desideravo assaggiarla davvero da molto molto tempo. Così, perché non prepararla per il mio compleanno?

Si tratta di una torta a strati, composta di diverse preparazioni, ma tutte si possono organizzare in giorni diversi e congelare (questo è il bello delle torte moderne). Per cui potrete decidere di prepararla tutta insieme in una giornata, oppure dividere il lavoro in più giorni.

E’ una torta molto voluttuosa e molto bel calibrata nel gusto e nella consistenza: croccante e morbida, ottimo aroma di caffè, vellutato caramello.

Le preparazioni in sé non sono nulla di trascendentale, ve lo assicuro. Semmai occorre avere dimestichezza con questo tipo di torte, che richiedono un po’ di precisione nel montaggio più che altro.

La ricetta l’ho presa qui su gennarino, modificando la quantità di noci, l’infusione di caffé e aggiungendo una cinta di decoro di cioccolata.

4.5 from 2 reviews
Torta Grenoble di Paco Torreblanca
 
Autore:
Tipo di ricetta: Torte
Resa: 10/12 persone
Ingredienti
  • Per le noci caramellate
  • 200 g noci (io ne ho usate 130)
  • 120 g zucchero a velo (io zucchero semolato)
  • 10 g burro
  • Per il cremoso al caffé
  • 12 g caffè (io 6 g di caffé solubile)
  • 114 g latte
  • 36 g tuorli
  • 27 g zucchero
  • 2 g gelatina
  • 98 g panna
  • Per il croccante di riso
  • 20 g cioccolato al latte
  • 43 g pralinato di nocciola
  • 40 g riso soffiato
  • Per il bisquit di noci e miele
  • 30 g tpt noci (15 g farina di noci + 15 g zucchero)
  • 12 g zucchero
  • 42 g tuorli
  • 41 g albumi
  • 25 g farina
  • 13 g burro
  • 12 g miele millefiori
  • Per il caramello semiliquido
  • Caramello semiliquido
  • 100 g zucchero
  • 60 g glucosio
  • 120 g panna
  • 1 pizzico di sale Maldon
  • Per la mousse al caramello e caffè
  • 100 g zucchero
  • 40 g acqua
  • 200 g panna
  • 2 g caffè solubile
  • 52 g tuorli
  • 5 g gelatina
  • 300 g panna
Preparazione
  1. Per le noci caramellate
  2. Mettere in un pentolino le noci e lo zucchero, e fate caramellare.
  3. Togliete dal fuoco, aggiungete il burro e versate le noci su un foglio di carta forno.
  4. Lasciate intiepidire e separate le noci una dall'altra.
  5. Tenetene alcune per la decorazione sulla superficie.
  6. Per il cremoso al caffè
  7. Mescolate il latte con il caffè solubile.
  8. Ammollate la gelatina in acqua fredda.
  9. Mettete il latte in un pentolino con metà dello zucchero, portate a bollore.
  10. Montate le uova con la restante metà di zucchero, aggiungete il latte mescolando con le fruste e rimettere sul fuoco portando ad una temperatura di 85°
  11. Togliete dal fuoco, aggiungete la gelatina ben strizzata.
  12. Lasciate raffreddare.
  13. Montate la panna e aggiungetela al composto.
  14. Versate il cremoso in un anello di acciaio di 20 cm di diametro, affondateci dentro le noci caramellate e mettete in congelatore.
  15. Per il croccante di riso
  16. Fondete il cioccolato e unitelo al pralinato e al riso soffiato.
  17. Amalgamate tutto e mettete in uno stampo di 20 cm, livellando bene. Congelate.
  18. Per il bisquit
  19. Fondete il burro in un pentolino e aggiungete il miele, mescolando bene.
  20. Montate il tpt con metà zucchero e i tuorli.
  21. Montate gli albumi con lo zucchero restante.
  22. Incorporate delicatamente gli albumi alla montata di tuorli.
  23. Aggiungete e incorporate la farina setacciata, aggiungete il burro fuso ed il miele e mescolate delicatamente.
  24. Versate in uno stampo da 22 cm e cuocete in forno preriscaldato a 200°C per 10/12 minuti.
  25. Per il caramello semiliquido
  26. Mettete zucchero e glucosio in una padella fino ad ottenere un caramello rosso brunito. Togliete dal fuoco.
  27. Nel frattempo scaldate la panna e aggiungetela poco per volta al caramello mescolando (usate un pentolino dai bordi alti poiché in questo passaggio il caramello rischierà di fuoriuscire per effetto del contrasto di temperatura.
  28. Aggiungete il sale e mescolate ancora fino a quando il caramello si sarà stabilizzato diventando liscio e cremoso.
  29. Per la mousse al caramello e caffè
  30. Ammollate i fogli di gelatina in acqua fredda
  31. Montate leggermente i tuorli.
  32. Fate un caramello scuro con zucchero e acqua. Togliete dal fuoco.
  33. Nel frattempo scaldate i 200 g di panna e aggiungetela poco per volta al caramello mescolando. Quando si è stabilizzato, aggiungere i tuorli.
  34. Mettete sul fuoco e mescolando portate a 85°C.
  35. Togliete dal fuoco ed aggiungete la gelatina ed il caffè solubile, mescolando bene.
  36. Lasciate raffreddare mescolando.
  37. Montate i 300 g di panna ed aggiungetene una piccola parte al composto raffreddato per ammorbidirlo.
  38. Incorporate la panna restante con molta delicatezza.
  39. Utilizzate subito.
  40. Montaggio della torta
  41. La torta viene montata al contrario.
  42. Preparate un anello di acciaio di 22 cm di diametro, su un vassoio coperto di acetato o pellicola ben tesa.
  43. Versate un terzo circa della mousse sul fondo e livellare. Inserite la mattonella di cremoso. Versate un altro terzo di mousse.
  44. Inserite il croccante di riso soffiato.
  45. Versate un leggero strato di caramello semiliquido sul croccante aiutandovi con una sac a poche.
  46. Versate l'ultimo terzo di mousse.
  47. Inserite il biscotto.
  48. Coprite con pellicola e congelate.
  49. Una volta congelata completamente, tirate fuori la torta e staccatela dai bordi dell'anello aiutandovi con il getto di aria calda di un phon (direzionato sull'anello).
  50. Ora misurate l'altezza e la circonferenza della torta, quindi ricongelate, coperta di pellicola.
  51. Con le misure rilevate, preparate una fascia di carta forno e fateci sopra dei ghirigori a piacere con del cioccolato fondente fuso.
  52. Lasciate riposare due minuti, quindi riprendete la torta e fate aderire la fascia decorativa al bordo della torta, che, siccome congelata, farà subito rapprendere il cioccolato.
  53. Tenete la torta in freezer fino a 10/12 ore prima di servirla e lasciatela scongelare lentamente in frigorifero.
  54. Al momento di servirla, decoratela con le noci caramellate e con della polvere di caffè solubile.


Tiramisù di Iginio Massari ಌ Per il nostri compleanni

Eccomi. 
Eccomi qui. 
Mi sento un pò più stanca, oggi, e in eterno affanno sul tempo. Le giornate volano scandite da tanto lavoro e da tantissimi impegni. Ogni giorno di più. Al mattino gli occhi hanno spesso quel velo grigio. Due rughe fanno capolino al lato degli occhi. Vorrei avere più tempo da trascorrere con le persone che amo. Vorrei avere più tempo da dedicare alle cose che mi piace fare. Rincorro la materia dei miei sogni. Pulisco i vetri dei miei occhi quando sono appannati, cerco di vedere dove fino a ieri non vedevo.
Ma poi mi fermo e provo a respirare. 
E allora dipingo i miei giorni, ogni mattino di un colore diverso. Anche nei momenti più tristi, una risata mi scoppia in gola e fa il fracasso di una apocalisse. Sono come la luna. Non bella come lei, ma crescente e calante, a seconda dei momenti. Mi alzo e mi abbasso come le maree. E come un’onda mi infrango, per poi tornare indietro e rimontare ancora. Amo gli scogli.
Il mio cuore segue una strada sua, i suoi mutamenti, i suoi battiti. Ogni tanto esce a fare due passi, e io lo lascio andare, non lo trattengo. Ha bisogno anche lui delle sue stagioni. Di correre senza guinzaglio. Irregolare camaleontico spettinato. 

E io aspetto.

Vivo. Aspetto.

34 anni. Che bella età.

A quando un dolce insieme? 
Rilancio, a quando un pane insieme? 

E’ iniziata così la cosa con Eleonora. Un dolce e un pane da fare insieme, come piace a noi. Vedere una ricetta e proporla all’altra. Lei è quella dei dolci, io sono quella del pane. A lei ho fatto scegliere il dolce, io ho scelto il pane, of course.

In competizione i dolci erano due, ma questo tiramisù di Massari ha avuto la precedenza.
Nella ricetta di Massari, ad onor del vero, lui prepara i classici savoiardi. Noi abbiamo invece voluto creare una base biscotto con lo stesso impasto, per dare al tiramisù un aspetto ancora più moderno. Il bello e il divertente della faccenda è stato che abbiamo avuto la stessa idea in contemporanea.
L’altra caratteristica di questo tiramisù è la presenza della meringa italiana e della gelatina nella crema.
Io personalmente ho ridotto i tuorli drasticamente, ottenendo però una crema eccezionale nel sapore. Non so dirvi che paradiso sia in bocca…qualcosa che ci può avvicinare a toccare il cielo con un dito, ve lo garantisco.
L’altra riduzione drastica l’ho fatta nello zucchero della bagna. A mio personale parere il biscotto e la crema sono già abbastanza zuccherati e tutto quello zucchero lo trovo superfluo.
In rosso, come sempre, le mie variazioni.
Vi presento quindi il tiramisù con cui festeggiamo i nostri compleanni io, mio fratello e mia Mamma: febbraio è il nostro mese 🙂
© Michela De Filio

Gli ingredienti qui riportati sono per due tiramisù da 20 cm di diametro circa
Con i ritagli del biscotto e gli avanzi della crema, se ce ne sono, potete preparare
dei bicchierini monodose
Per la meringa italiana

guarda qui



Per la crema tiramisù
400 g di tuorli (io 200)
150 g di zucchero 
40 g di acqua 
20 g di gelatina in fogli
350 g di meringa all’italiana
500 g di mascarpone
500 g di panna

Sciogliere la gelatina a bagno maria
Montate i tuorli con la planetaria o con fruste elettriche
Contemporaneamente in un piccolo pentolino cuocere acqua e zucchero fino a una temperatura di 116°
Versare a filo lo zucchero sui tuorli mentre ancora montano.
Incorporare la gelatina a filo.
Stemperate il mascarpone con il 10% della panna prelevata dal totale
Con una spatola e molto delicatamente, unire ai tuorli la meringa, il mascarpone e la panna fino ad amalgamare tutto.


Per il biscotto savoiardo 
320 g di tuorli
100 g di zucchero
25 g di miele mille fiori
340 g di albume
200 g di zucchero
355 g di farina bianca

In una ciotola montare a schiuma i tuorli con le fruste elettriche, unendo la prima parte di zucchero e il miele. 
A parte montare gli albumi e lo zucchero rimasto a neve.
Amalgamare 1/3 di albumi montati ai tuorli, mescolando con una spatola dal basso verso l’alto.
Incorporare metà della farina setacciata, 1/3 di albumi, poi ancora l’altra metà di farina e subito dopo gli albumi rimanenti.
Spalmare la massa su una teglia ricoperta di carta forno e cuocere in forno a 210° per circa 15 minuti
Sfornare e lasciate raffreddare.



Per la bagna al caffé
300 g di caffè espresso
300 g di zucchero (io circa 100 g)

Unite il caffé allo zucchero, mescolate e lasciate raffreddare prima dell’uso.

Per decorare

Cacao amaro


Montaggio del dolce

In un anello in acciaio per torte inserite il primo disco di biscotto e bagnatelo per bene con la bagna al caffé
Create uno strato di crema tiramisù
Inserite secondo disco di biscotto e irrorate anche questo con la bagna al caffé
Coprite con uno strato di crema tiramisù
Mettete ora della crema all’interno di una sac a poche e decorate la superficie
Mettete il tiramisù a rassodare qualche ora in frigorifero
Prima di servire cospargete con cacao amaro

***
Bellissimi regali ricevuti…
e un inaspettato mazzo di fiori 
arrivato dritto dritto in ufficio ❤

Torta Vivaldi di Paco Torreblanca

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Come mai una torta, che si festeggia?
Niente, mi devo allenare.
Gulp!

Allenarsi. Bisogna allenarsi. Non basta fare una volta, bisogna fare altre cento volte. Per la gioia dell’allegra tribù dei miei assaggiatori. Perché io su questo scoglio della pasticceria, ci voglio salire sopra. Non mi importa quanto devo nuotare, ma lì sopra ci devo salire. 
L’ho sempre guardata da lontano, questa arte, sentendomi inadeguata anche solo a sognarla. L’avevo detto già per la Torta Opéra, e anche per la Torta Sacher in occasione del compleanno del blog. Ma nella mia vita non esistono più limiti invalicabili. Esistono solo limiti. Non più invalicabili. perché tutto quello che vogliamo davvero, possiamo farlo. Piano piano. E la pasticceria è solo una scusa, un mezzo, un allenamento da applicare ai sogni, piccoli e grandi, della mia vita.

Dunque, fatta la dovuta premessa, io ed Eleonora cercavamo una bella torta da fare. E avevamo puntato questa dal blog di Pasqualina. Quante parole spese per questa torta, quante serate a tirar tardi, facciamo così facciamo cosà. E tanto abbiamo cercato, ché nel frattempo la lista delle torte da fare è lievitata. La verità è che due menti come le nostre non si dovrebbero mai unire, sennò è un macello, date retta. Parole su parole, sovrapposizioni, nuovi spunti, nuove idee, che in certi momenti ci dovevamo dire basta! Bisognerà pure dormire, lavorare ecc ecc? 😀 Dormivo sognando ganache, lavoravo pensando a meringhe, mi imbambolavo a progettare forme. Ma non dimentichiamoci poi un dettaglio importante: Eleonora è quella dei numeri, io sono quella delle parole. Il mix è di quelli letali. Ci sarebbe stato da chiamare l’esorcista.

Ma per farvi capire meglio con chi ho avuto a che fare, vi do solo un piccolo, piccolissimo assaggio. Quando ci siamo rese conto che la mousse al cioccolato bianco era un pò pochina per uno stampo da 24 cm (questo ahimé a cose fatte) ecco cosa è apparso sul mio telefono:



Capirete bene che non è stato facile 😀 😀 😀
Ovviamente sto giocando, perché in realtà mi sono divertita da matti. E tante torte verranno ancora su questo blog, ma sarà più avanti, perché anche Menta e Rosmarino va in vacanza. 
Mi fermo per un pò, stacco il pc, e mi concedo un pò di meritato riposo. Resterò connessa saltuariamente con il cellulare per rispondere ai commenti. 
Vi abbraccio 
e vi auguro felici vacanze.
Ci rivediamo a settembre!


Questa torta ha il pregio di risultare leggera e fresca. Leggera grazie alla mousse che è soffice come una nuvola. Fresca grazie al cremoso di mela all’interno, che al momento di servire mantiene una temperatura molto gradevole. Ero scettica sul connubio della mela con la mousse al cioccolato bianco e invece mi sono dovuta ricredere: l’equilibrio di sapori è assolutamente impeccabile. 

– Ricetta per uno stampo di acciaio regolabile 22×18
– I passi sono messi in ordine di priorità di realizzazione. 
– La crema, una volta fatta, va utilizzata subito, quindi è l’ultima cosa da preparare.
– Mattonella di cremoso di mela + biscotto
possono essere preparati in anticipo, visto che vanno congelati.

Questo è lo schema della torta (ringrazio Teonzo da cui ho preso ispirazione)
Come vedete la struttura è molto semplice.

Per il cremeux di mela con zucchero grezzo

500 gr purea di mela granny smith
150 gr zucchero grezzo
15 gr pectina NH (io non l’ho messa)

Preparate la purea di mele sbucciandole, tagliandole, scaldandole in un pentolino e passandole al mini pimer
Mescolate a freddo gli ingredienti. 
Scaldate fino a quando comincia a bollire. 
Togliete dal fuoco. 
Prendete lo stampo d’acciaio che userete per la torta, mettetelo su un vassoio coperto di carta forno e riducete la misura di un paio di cm per lato.
Versateci dentro la purea di mele, livellando, in modo da ottenere alla fine una vera e propria mattonella.
Congelate. 

Per il biscotto di cioccolato al latte

250 gr cioccolato al latte
12 gr burro
250 gr di albumi
50 gr tuorli
135 gr zucchero grezzo

 Fondete il cioccolato al latte 
A 40° incorporate il burro ammorbidito, mescolando bene. 
A parte montate gli albumi con lo zucchero inserendolo in due/tre tempi al fine di ottenere una meringa. 
Aggiungete poco alla volta i tuorli nello sbattitore a velocità lenta. 
Separate un pò di questo composto e mescolatelo al cioccolato al fine di alleggerire il composto.
Completate unendo il resto del composto albumi e uova mescolando delicatamente per ottenere una massa omogenea. 
Spalmate il composto in una teglia foderata di carta forno, mantenendo l’altezza di circa 2 cm.
Cuocete a 215° per 5 minuti.
Con la forma del vostro stampo da 24 cm, incidete il biscotto e ricavate la vostra base.
Congelate

Per la crema leggera al cioccolato bianco

350 gr latte
1 bacca vaniglia
50 gr tuorli
12 gr zucchero
3 gr gelatina in fogli
125 gr cioccolato bianco
250 gr panna

Preparate una crema con il latte, i tuorli, lo zucchero e vaniglia, portandola sul fuoco ad 80° (non deve arrivare a bollore, altrimenti i rossi si stracciano)
Aggiungete a caldo la gelatina idratata e strizzata
Aggiungeteci il cioccolato spezzettato e mescolate bene. 
Quando arriva a 30° incorporate la panna semi montata. 
Utilizzate subito. 

Montaggio della torta 

Posizionate il vostro stampo su un vassoio coperto di carta acetata o carta forno.
Versate uno strato di crema leggera al cioccolato bianco.
Inserite il disco di mele
Ora fate un altro strato di crema.
Chiudete con  il biscotto al cioccolato al latte. 
Congelate. 
Il giorno in cui dovevo consumare la torta, l’ho passata dal freezer al frigorifero circa 4 ore prima.
Potete decorarla come volete. Io ho usato il cacao amaro e dei fiocchetti di cioccolato fondente. 


Istruzioni per decori di cioccolata spartani (Grazie ad Eleonora per l’idea)

Ho sciolto del cioccolato fondente a bagno maria
Ho preso un foglio di carta plasticata e ci ho spatolato sopra il cioccolato.
Con l’aiuto di una palettina (di quelle di plastica per girare il caffé) ho fatto le righe. Se avete un pettine a denti larghi, fate con quelli e sarete ancora più precisi
Ho ripiegato il foglio plasticato su se stesso, facendo congiungere le estremità delle strisce, e ho fermato il tutto con dei barattoli (aiutatevi con la foto sotto)
Ho messo in frigorifero tutta la notte
Il giorno dopo, ho staccato il cioccolato dal foglio e con delicatezza ho eliminato il cioccolato in eccesso davanti e separato ogni ricciolo con un coltello

Cliccando qui potete vedere una bella fetta della torta di Eleonora.


Intanto…inviti a cena speciali..
e una serata che vorresti non finisse mai


Un anno di Menta e Rosmarino: Torta Sacher di Paco Torreblanca

clicca sulle immagini per ingrandirle

“Una strada che finisce dove inizia. La costruirò in mezzo al niente (..) la farò lunga abbastanza da mettere in fila tutta la mia vita, curva dopo curva, tutto ciò che i miei occhi hanno visto e non hanno dimenticato”
                                                                                                    A. Baricco

Un anno. Un anno è trascorso da quando ho iniziato a costruire la mia strada in mezzo al niente. E chi avrebbe mai potuto anche solo pensare a cosa sarebbe diventato il blog per me. Non avrei potuto perché nessuno sa cosa ci aspetta domani.  
Per me è stato un anno in cui ho iniziato a fare i conti con me stessa. Banale da dire, ma pura verità. E mentre facevo i conti con tutti i miei difetti e le mie paure, il blog è cresciuto con me. Come fosse un figlio, qualcosa di caro di cui prendersi cura. Ma proprio come potrebbe fare un figlio, ci sono state volte in cui mi ha fatto sentire inadeguata. E in più di un’occasione ho pensato di mollare. 
L’altalena emotiva che mi ha sempre caratterizzata, non è guarita. Purtroppo no. L’ho scritto anche nel racconto di me, non sono in grado di vivere, di affrontare i giorni, senza passione. Se non ho qualcosa che mi appassiona con me ogni giorno, io mi sento perduta. Questo mi permette di conoscere sensazioni bellissime, scoprire nuove cose, ma allo stesso tempo è molto dispendioso dal punto di vista emotivo. E succede di cadere. Spesso. Di sbagliare. Ancor di più. E di svuotarmi. Alle volte. 
Questo è un periodo di grandi cambiamenti e si sa, le donne quando mettono mano ai cambiamenti, per prima cosa stravolgono i capelli. Visto che non mi bastava esser spettinata, mi sono fatta riccia. Chissà che succederà ora 🙂
Ringrazio di cuore tutti coloro che in questo anno si sono fermati qui.
Che hanno letto con cura. A volte in silenzio, spesso senza fuochi d’artificio.
Ma anche chi è passato di fretta e ha voluto cambiare strada.
Tutti coloro che mi hanno dedicato un sorriso, una parola, un pochino del loro tempo.
Coloro che mi hanno insegnato qualcosa e anche coloro che mi hanno fatto capire cosa non voglio.
Tutti coloro che hanno avuto voglia di conoscermi un pò meglio, e che sono rimasti qui accanto a me. 
A quelli che hanno saputo leggere sotto la mia corazza, interpretando un silenzio, una sola parola e a volte nemmeno quella.
Alle persone che mi hanno riconosciuta tra queste righe, dentro una fotografia, dentro un oggetto, dentro un piatto.
A quelli che son scappati a gambe levate. 
Gli Amici che mi hanno aiutato a rendere il mio blog un posto migliore e più vicino al mio modo di essere.
A chi è rimasto e a chi è andato via. 
A chi mi ha abbracciata, nei giorni si e nei giorni no.
A chi mi ha amata, nonostante tutto. 
A tutti voi un profondo, sincero, sentito grazie
E l’augurio che la vita possa sorridervi sempre. 
Per sempre.

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Avete voglia di provare una torta buonissima? Anzi no…eccezionale?
Ecco, questa torta lo è.

Il biscotto resta gradevolmente umido e soffice, molto cioccolatoso.
La glassa è perfetta: densa ed intensa.
Il risultato d’insieme è sì una torta ricca di cioccolato,
ma fresca e godibilissima.
Per realizzarla ho utilizzato un cioccolato fondente buonissimo.
La confettura alle albicocche realizzata da mia Mamma: spettacolare.
E tanta, tanta, tantissima voglia di farcela 🙂

La ricetta è tratta dal libro La cocina dulce di Paco Torreblanca
La glassa brillante di Faggiotto  è tratta da questo post della mitica Pinella

Vi occorreranno

Un tremometro da cucina
Un anello per motaggio torte
Carta acetata o carta forno
Sac a poche
+ 700 gr di confettura di albicocche

Biscotto

525 gr di albumi
180 gr di zucchero
150 gr di tuorli
105 gr di burro in pomata
420 gr di cioccolato fondente fuso

Montate a neve albumi e zucchero
Montate i tuorli fino a renderli una spuma gonfia e chiara
Incorporate i tuorli agli albumi
Mescolate il cioccolato fuso al burro in pomata 
Molto delicatamente incorporate il cioccolato alla miscela di albumi e tuorli
Con una sac a poche disponete la crema su teglie foderate di carta forno, altezza di circa 1 cm
Cuocete in forno a 210° per circa 7 minuti
Lasciate freddare

Crema inglese

60 gr di panna
40 gr di latte
50 gr di zucchero
20 gr di tuorli

Scaldate la panna con il latte e metà dello zucchero, fino quasi al bollore
Montate i tuorli con metà dello zucchero
Aggiungete ai tuorli la metà dei liquidi scaldati, mescolando bene
Unite ora la restante parte di liquidi e rimettete sul fuoco portano fino ad 85°.

Mousse al cioccolato

170 gr di crema inglese
110 gr di cioccolato fondente
220 gr di panna montata
1 pizzico di sale maldon (io fior di sale)

Mescolate la crema inglese a 55° con il cioccolato tritato
Quando la miscela arriva a 31° incorporate la panna montata e il sale

Montaggio del dolce e glassatura finale

Lo schema seguito per il montaggio è stato questo

Su un vassoio mettete un foglio di carta forno o carta acetata
Prendete l’anello per torte e ponetelo sul biscotto, facendo pressione e ottenendo un disco
Ripetete per altre due volte, ottenendo quindi tre dischi in tutto
Ora mettere l’anello sulla vassoio e ponete all’interno il primo strato di biscotto
Sul biscotto stendete un velo di confettura all’albicocca (circa 350 gr)
Fate un altro strato di biscotto
Ora strato di mousse 
Altro biscotto
Confettura all’albicocca
Coprite con pellicola e congelate fino a completo indurimento

Glassa al cioccolato di Faggiotto
175 gr di acqua
150 gr di panna
225 gr di zucchero
75 gr di cacao amaro
8 gr di colla di pesce 

Fate idratare la colla di pesce 
In un pentolino unite il cacao, l’acqua, la panna e lo zucchero
Sbattete con la frusta e portate fino a 103°
Togliete dal fuoco e attendete che i gradi scendano a 70
Aggiungete la gelatina amalgamando bene
Attendete che la glassa arrivi a 40°
Ponete il dolce congelato su una gratella con sotto un recipiente e colateci sopra la glassa
La glassa non va ritoccata, la colatura deve essere veloce dal centro verso l’esterno.
Mettete il dolce in frigorifero e lasciatelo rassodare almeno 3 ore prima di servire.

Suggerimenti e constatazioni a lavoro ultimato

Ottenere una glassatura liscia non è facile per chi è alle prime armi. L’ideale sarebbe concludere con uno strato si mousse e non con la confettura, che per quanto potrete essere precisi non sarà mai perfettamente liscia. Paco lo diceva nel suo libro, ma io non gli ho dato retta ed ho sbagliato.               Suggeriva di costruire la torta al contrario, partendo dal fondo con la mousse. Poi alla fine capovolgerla e glassarla. Provate e sicuramente farete meglio. 
Considerate di dover aprire almeno 15 uova per avere tutti quegli albumi. Con i rossi che avanzano, potete pastorizzare e congelare per una futura torta 🙂


Torta Opéra

clicca sulle immagini per ingrandirle
Ho un fratello gemello, anche se non tutti lo sanno. Mia mamma mi racconta sempre che da piccoli, lui aveva iniziato a camminare prima di me, barcollando e cadendo. Io avevo iniziato dopo, ma il giorno che mi sono messa in piedi sulle mie gambette, ho camminato spedita per un lunghissimo tratto. Così, senza tentativi.
Oggi ci penso e rifletto. E’ stato sempre così nella mia vita. Sono arrivata sempre dopo. C’è sempre stato, nelle situazioni importanti, un periodo di latenza dove studiavo le situazioni intorno a me, cercavo di assimilare cosa mi serviva per arrivare a. Questo periodo di latenza spesso è stato scambiato dagli altri per una mia mancanza di capacità. Salvo poi ricredersi nel momento in cui anche io mi alzavo e cominciavo a camminare
Non avrei creduto“, “Non mi davi l’impressione di“, “Mi sono dovuto ricredere“…le frasi più comuni che sentivo dire dopo. 
Non è una cosa che mi ha fatto soffrire, questa. Conosco questo aspetto di me e ho imparato a gestirlo. In questi casi ciò che conta di più è conoscersi, sapere chi siamo e poi da lì partire. D’altra parte, credo che siamo tutti grati di essere individui, ognuno diverso dall’altro.
Questa mia caratteristica nell’agire è anche facilmente ricollocabile al tempo che mi prendo per fidarmi di qualcuno o al tempo che impiego ad aprirmi agli altri (le vedo, le teste di quelli che mi conoscono, annuire, fare sì col capo). Mi viene spesso in mente una frase che mi colpì molto, contenuta in un libro bellissimo di Cristina Comencini, “Il cappotto del turco“, dove il turco Mehmet in un italiano ballerino si rivolge alla protagonista:

“Mehmet mi prese il viso tra le mani.
«Il mondo diviso in due parti, qualcuno tuffa avanti come cieco, qualcuno pensa un anno prima di tuffarsi. Tu apri il tuo cuore piano»”

Io uno come Mehmet me lo sarei sposato, ma questa è un’altra storia.

Con la pasticceria ho fatto qualcosa di simile. Simile, non uguale. Diciamo che me ne sono tenuta alla larga a lungo, sapendo di avere dei grossi limiti, ma diciamo pure che i limiti spesso siamo noi stessi ad imporceli. Poi un giorno m’è venuta la curiosità e mi sono detta Ma perché no?
E presa dall’entusiasmo avevo fatto questa torta di cui sono stata molto contenta. Così. L’ho letta, assimilata, ho organizzato mentalmente il lavoro e poi mi sono lanciata. 
E’ così che sono approdata anche a questa meravigliosa Opéra che era il sogno dei miei occhi da tanti mesi. 
Non avrei mai pensato di realizzarla e invece un giorno mi sono decisa ed ecco il risultato. Non perfetto, rispetto ad altri illustri esempi, anche per qualche piccolo intoppo, ma il sapore…..assolutamente spaziale!
Sembra una torta difficile, sembra chissà quale impresa, ma io ve lo posso dire perché ho toccato con mano: si può fare! E’ sufficiente organizzare il lavoro. E’ una torta che se si vuole la si può dividere in passaggi in più giorni, ma anche no: è fattibile anche nella stessa giornata, contando chiaramente i tempi di congelamento. 
Se proprio siete spaventati dalla moltitudine di preparazioni, potete in una giornata preparare la meringa e i tuorli pastorizzati, e congelare. In un’altro giorno prepararvi il biscuit e congelarlo e via dicendo. 
Se ho realizzato questa torta è stato solo grazie all’incoraggiamento di Piero. Da lui ho preso la ricetta, in origine di Montersino e da lui modificata. 
La sua Opéra potete vederla qui, anche se dopo averla vista, la mia vi farà schifo 😀
Questa torta è dedicata a lui.

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Le dosi qui di seguito sono per uno stampo rettangolare di 24×20 cm.
La sigla TPT vuol dire “tanto per tanto” e sta a significare una miscela 
con eguali quantità degli ingredienti che la compongono.


Attrezzi:

Termometro da cucina
Stampo rettangolare per torte senza fondo
Fruste

Biscuit alle mandorle e caffé 

210 TPT alle mandorle (105 gr di mandorle tritate finemente con 105 gr di zucchero semolato)
60 gr tuorli
90 gr di uova
190 gr albumi
70 gr zucchero
85 gr farina
10 gr di caffé solubile

Montate gli albumi con i 70 gr di zucchero, ma fermatevi prima che la massa diventi troppo fissa.
Montate poi tuorli, uova, i 210 gr TPT alle mandorle e i 10 gr di caffé solubile 
A questo punto avrete 3 consistenze diverse che dovrete mescolare:                                              

              1. polvere (farina)

              2. parte fissa (uova e tpt)
              3. parte aerata (albumi)                                                                                                                                                                              

Mettete parte degli albumi nella parte fissa. 
Unite poi la farina e mescolate per bene. Ora finite di inserire gli albumi, mescolando sempre con la tecnica dall’alto verso il basso. 
Stendete il composto in una teglia foderata di carta da forno (per la grandezza della teglia, regolatevi con la grandezza dello stampo scelto: dovrete ricavarne due pezzi/strati)
Cuocete a 200° per 6-7 minuti. 
Il biscotto deve rimanere morbido, umido. 


Crema al caffé

200 gr di base di tuorli pastorizzata (la trovate qui)
200 gr di mascarpone
250 gr di panna montata
150 gr meringa italiana (la trovate qui)
60 gr di caffé espresso
20 gr di caffé solubile sciolti nel caffé espresso
8 gr di colla di pesce

Ammollate e asciugate la colla di pesce.
Scaldate 80 gr circa di base di tuorli pastorizzata e scioglieteci dentro la colla di pesce
Unite la parte restante della base e montate con il mascarpone
Aggiungete il caffé. 
Mescolate con la meringa e incorporate la panna. 


Ganache al caffé

200 gr cioccolato al 70%
150 gr di panna
50 gr di glucosio
20 gr di burro
2 gr di caffé solubile
50 gr di latte
18 gr di rhum

Portate quasi ad ebollizione latte e panna insieme al glucosio e al caffé solubile. 
Togliete dal fuoco e scioglieteci il cioccolato e poi il burro. 
Quando arriva intorno ai 30° aggiungete il rhum 


Montaggio del dolce e glassatura finale

Su un vassoio ricoperto di carta forno ponete lo stampo in acciaio per torte e procedete alla stratificazione in questo modo:

Biscuit al caffé imbevuto con bagna al caffé 
Strato di crema al caffé 
Altro strato di biscuit sempre imbevuto con bagna al caffé 
Ganache al caffé 

     congelare un paio d’ore
     5. Secondo strato di crema al caffé

     congelare un paio d’ore

     6. Ultimo strato di glassa al cioccolato

Glassa di copertura al cioccolato

90 gr acqua
115 gr zucchero
75 gr panna
40 gr cacao
4 gr colla di pesce

Scaldate i liquidi e mescolateli con le polveri, facendo attenzione a non fare grumi. 
Portate il tutto a ebollizione, sempre mescolando. 
Fate freddare il composto e quando arriva intorno ai 50° aggiungete la colla di pesce ammollata e asciugata. 
Mescolate ancora. 
La glassa andrà versata sulla torta quando avrà raggiunto i 30°. Il suggerimento è quello di versare la glassa dal pentolino con un gesto rapido e mandando il getto di glassa su tutta la superficie della torta. A questo punto muovete il vassoio di base per livellare la glassa in superficie, senza mai toccarla
Il dolce così fatto può essere messo in frigo per almeno 3 ore o rimesso nel congelatore; in questo secondo caso prima di consumarlo, mettetelo prima 3-4 ore in frigorifero.

Ecco i miei suggerimenti:

E’ bene che nel passaggio in frigorifero, lo stesso sia tarato su una temperatura molto fredda e che sia il più sgombro possibile. Questo garantirà alla glassa di rimanere soda e bella spessa. La mia, se ci fate caso, è piuttosto sottile perché parte si era persa sui lati, per questo piccolo accorgimento che non ho avuto. 
Il biscuit cuocetelo tutto intero e solo quando è freddo ricavatene i due pezzi con la forma dello stampo rettangolare.
Sempre nella preparazione del biscuit, assicuratevi che le mandorle siano tritate finissimamente! devono essere ridotte in polvere. 
Per staccare il quadrato di acciaio dalla torta, se congelata, usate il calore. Va bene un cannello per creme brulee, o un panno riscaldato messo a cinta intorno.


Torta semifreddo al lemon curd

Le vedevo, queste torte assemblate. Le guardavo con infinita ammirazione. Ma ne stavo alla larga. O almeno ci provavo. Poi ci ritornavo sopra, riniziavo a leggere i procedimenti e dopo 5 righe già richiudevo.
No no, non fa per me, io non ho pazienza con i dolci, con la pasticceria
Come dice sempre la mia adorata cognatina, la pasticceria vuole pazienza, non bisogna essere frettolosi
Poi un giorno mi sono detta che ci dovevo provare, ma volevo partire da una cosa che fosse tutto sommato fattibile. Leggendo la ricetta di questa magnifica torta di Elena, mi sono detta che forse forse…
Il lemon curd lo avevo già fatto. Per il resto c’era da fare una chantilly e un pan di spagna…non una realizzazione impossibile e un ottimo allenamento.
Venerdì da mia cognata mi sono fatta prestare l’anello per torte (che presto vorrò comprare) e sono partita!
La cosa bella di fare torte assemblate in questo modo, è che puoi prepararti anche gli ingredienti prima, con calma. Volendo puoi anche congelare e poi al momento scongelare e formare. Sembra niente, ma dividersi il lavoro stanca molto, molto meno. Specie se si deve preparare una torta per un pranzo speciale, dove insieme a questa si devono preparare tante altre cose. 
Io in questa occasione ho preparato tutto il giorno prima e il giorno dopo diciamo mi sono occupata dell’assemblaggio. 
Ho studiato la ricetta di Elena, e l’ho adattata un pò ai miei gusti. La variante più importante è l’utilizzo della panna senza zucchero, che secondo me ha reso la torta perfetta: non troppo dolce e con l’esaltazione dell’aroma del limone. Una torta paradisiaca. 
La prova del nove l’ho fatta presentandomi a casa di Chiara con un fagotto: mi serviva il suo parere. L’abbiamo mangiata mentre prendevamo il caffé ed è stato godimento puro. 
Una torta buonissima e ben bilanciata nei sapori.

Grazie Elena!

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Ingredienti per una torta da 12 porzioni

Per il pan di spagna aromatizzato al limone:

4 uova
60 g di farina 00
60 g di frumina
Qualche goccia di estratto di limone
Zeste di mezzo limone
120 g di zucchero semolato
1 bustina di lievito (che in realtà per il pan di spagna non servirebbe)

Sbattete con le fruste i tuorli con metà dello zucchero fino ad ottenere un composto spumoso e chiaro. 
Montate gli albumi, poi aggiungete il restante zucchero e proseguite a montare ancora per qualche istante. 
Unite gli albumi ai tuorli e poi la farina, la frumina e il lievito setacciati insieme. 
Amalgamate bene senza smontare il composto. 
Imburrate e infarinate una teglia e versare l’impasto al centro dello stampo livellandolo bene.
Preriscaldate il forno a 180° C e infornate per almeno 35-40 minuti senza mai aprirlo almeno nella prima mezz’ora di cottura. 
Sfornate e lasciare raffreddare.

Per la crema chantilly al limone:

60 g di farina 00
½ litro di latte intero
½ fialetta di aroma al limone (io qualche goccia di succo di limone)
2 tuorli
½ bustina di vanillina (io mezza bacca di vaniglia)
1 cucchiaino di zeste di limone
125 g di zucchero semolato (io 110 gr)
2 confezioni di panna da montare già zuccherata (io 350 ml di panna fresca non zuccherata)

Scaldate il latte (tenendone a parte mezzo bicchiere) in una casseruola con qualche goccia di limone e le zeste. 
In una ciotola a parte sbattete i tuorli con lo zucchero, poi unite poco alla volta la farina setacciata alternata a qualche cucchiaio di latte precedentemente tenuto da parte. 
Aggiungete i semini di vaniglia.
Versate il composto di uova nel latte sul fuoco e portare ad ebollizione mescolando continuamente, finché il composto non si addensa. 
Spegnete il fuoco e lasciate raffreddare la crema, mescolando di tanto in tanto. 
Una volta ben fredda montate la panna e unir.te la crema assieme a un cucchiaino di limoncino. Il risultato sarà una crema soffice che poi deve essere riposta in frigo.

Per il lemon curd:

Zeste e succo di tre limoni biologici
100 g di burro
200 g di zucchero semolato
4 uova

Grattugiate la scorza dei limoni e spremeteli per ricavarne il succo. 
In un contenitore unite lo zucchero, il burro, il succo filtrato e le scorze
Fate sciogliere tutto a bagnomaria mescolando accuratamente. 
Quando il tutto si è sciolto aggiungete le uova ben sbattute, ma non montate.
Continuate a girare fino a che non si sia formata la crema, poi filtrate tutto con un colino a maglie fini.
Conservate in frigo

Inoltre serviranno:

Un limone biologico per decorazione
Un bicchiere di limoncino
Zucchero a velo
Fasce di carta acetata

Assemblaggio del dolce:

Prendete l’anello e posizionatelo su un vassoio coperto di carta forno. 
Foderate i bordi interni con una fascia di carta acetata. Io non l’avevo e ho fatto senza. 
Ritagliate il pan di spagna dando una forma rotonda e di un paio di centimetri più piccola del diametro dell’anello e adagiatelo sul fondo.
Bagnate con un pennello imbevuto nel limoncino il pan di spagna. 
Fate un giro di crema chantilly al limone chiudendo gli spazi tra il pan di spagna e l’anello e stendetene anche un sottile strato sul pan di spagna. 
Congelate per almeno un’ora. 
Tirate fuori il dolce e stendete uno strato di lemon curd avendo cura che non tocchi i bordi dell’anello e che rimanga più o meno allineato con il pan di spagna sottostante. 
Congelate nuovamente per un’ora o più. 
Tirate fuori e stendete un ulteriore strato di pan di spagna bagnando ancora con il limoncino restante e chiudete con la crema chantilly al limone. 
Congelate per due ore. 
Tirate fuori e stendete un ultimo strato di lemon curd (stavolta fino ai bordi laterali). 
Livellatelo bene e congelate ancora. 
Un’ora prima di servire togliete la torta dal freezer e liberatela dall’anello.
Se non avete usato la carta acetata, per facilitare l’operazione, scaldate un panno di cotone stretto a cinta sul fornello e poi cingetelo intorno all’anello. Tempo qualche secondo e l’anello cederà alla vostra pressione. 
Tagliate un limone a rondelle sottili (circa 0,5 cm), cospargetelo di abbondante zucchero a velo e lasciate che venga ben assorbito. Fare un incisione dal centro di ciascuna fetta sino alla buccia e formate tanti riccioli da posizionare come decorazione sul dolce appena scongelato.


Torta di mele

Ho preso questa ricetta dal blog In cucina per caso. La padroncina del blog reclamava questa torta come super soffice ed è vero! Non ho mai fatto una torta di mele così soffice, così morbida e gustosa. 
Io ho apportato due modifiche: ho tolto il rum e ho aggiunto 2 cucchiaini di miscela Thaitiana Orodorienthe, che è un mix di vaniglia, limone, macis e cardamomo, che secondo me si sposano benissimo con questa meravigliosa torta. 
Ingredienti: 

3 mele
300 gr di farina
1 bustina di lievito
3 uova
150 gr di zucchero
150 gr di burro
150 ml di latte
1 pizzico di sale
2 cucchiaini di miscela tahitiana polinesia OrodorienTHE 
Procedimento: 
Ho sbucciato e pulito le mele. Ne ho tagliate metà a fettine e metà a cubetti. 
Ho lavorato con le fruste lo zucchero con le uova, per buoni 5 minuti, cioè finché il tutto non si è ben gonfiato. Ho aggiunto il latte, poi la farina, continuando con le fruste, poi il lievito, il pizzico di sale e la miscela thaitiana. Infine ho aggiunto il burro morbidissimo e ho continuato a frullare altri due minuti. 
Ho aggiunto al composto la mela a cubetti, ho amalgamato con una spatola e ho versato l’impasto in una tortiera imburrata e infarinata. Ho decorato la superficie con le mele a fettine e ho informato a 180° per circa 45 minuti.
Una volta sfornata, ho decorato la mia torta con lo zucchero a velo. 


Torta foresta nera

Ho passato il week end a casa dei miei e ho voluto provare a fare questa torta tedesca. Stamattina la cucina  era diventata un campo di battaglia: cioccolato, pezzi di pan di spagna, briciole, ciotole, cucchiai, forchette, fruste, bustine di ogni cosa…tutto per aria! Altro che laboratorio….
E’ passata mia mamma in un momento di panico, avevo cose appoggiate dappertutto, i nostri occhi si sono incrociati e subito mi sono buttata avanti: “dopo pulisco tutto”. Mia mamma mi ha  guardata come solo le mamme sanno fare, e con occhi dolcissimi mi ha detto“e chi ha detto niente?”
Le torte mi stressano, forse non ho il carattere giusto per farle: dopo mi sento sempre stanchissima, provata, e non c’è una torta, e dico UNA, che io abbia fatto senza imprevisti! E mentre prepari una torta elaborata, se ti capitano gli imprevisti, il nervosismo schizza alle stelle! 
Tutte le volte dico: “basta! è la mia ultima torta!“…poi passa qualche mese, mi innamoro di una torta   farfalla che vola, e rieccomi al punto di partenza! 😀
La ricetta l’ho presa qui, ma io ho modificato un paio di passaggi e ho diminuito lo zucchero da tutte le parti, perché mi piace il dolce, ma non deve essere stomachevole. 
Per fare questa ricetta ci vorrebbero le ciliegie fresche, ma siccome non è periodo, ho usato ciliegie candite per decorare e amarene Fabbri per la farcitura. 

Ingredienti: 

Per la base

100 gr di farina (io antigrumi Molino Chiavazza)
50 gr di maizena
140 gr cioccolato fondente
75 gr di burro
6 uova
180 gr di zucchero semolato(io 150 gr)

Per la farcitura

500 gr di ciliegie (io amarene Fabbri)
70 ml di maraschino
60 gr di zucchero a velo (io 40)
80 gr di zucchero semolato (che io non ho usato perché avevo già lo sciroppo delle amarene Fabbri)

Per decorare

10 ciliegie (io candite)
Riccioli o codette di cioccolato

Procedimento: 

La base

Ho messo a sciogliere il cioccolato con il burro, a bagnomaria. 
Ho montato lo zucchero con le uova fino a che il tutto è diventato gonfio e spumoso.
Raffreddato il cioccolato, l’ho aggiunto alle uova montate, girando bene con un cucchiaio di legno.
Ho aggiunto la farina, la maizena e il lievito con un setaccio spargi farina, poco alla volta e mescolando con il cucchiaio di legno.
Ho imburrato e infarinato una teglia di 24 cm e l’ho messa a cuocere in forno preriscaldato, a 180° per 45 minuti. 
Quando è stata cotta, l’ho lasciata freddare e poi l’ho tagliata in tre dischi.

Per la farcitura

In una padella anti aderente ho messo le mie amarene fabbri con tutto lo sciroppo, ho aggiunto il maraschino e ho lasciato caramellare un minuto.
Ho separato le amarene dal loro sciroppo, in due ciotole diverse. 
Ho montato la panna fredda in un recipiente freddo di frigorifero (importante per avere una panna molto molto ferma), aggiungendo anche lo zucchero a velo. 

Il montaggio e la decorazione

Ho messo il primo disco di torta su un piatto da portata. 
L’ho cosparso di sciroppo, poi l’ho spalmato di panna e infine ho messo le amarene. 
Ho ripetuto tutto sul disco superiore, poi ho messo il terzo e ultimo disco.
L’ho bagnato con lo sciroppo e ho coperto l’intera torta con la panna.
Ho cosparso i bordi con le codette di cioccolato. 
Sulla testa della torta ho creato dei ciuffetti di panna alternati, su cui ho posizionato le ciliegie candite.