Tag Archives: Toscana

Panzanella toscana

Chi passa in questo blog, più o meno spesso, sa che tra queste pagine c’è sempre un filo conduttore..o quasi sempre. Che io faccia pane, o che io prepari una pasta fresca, il richiamo è sempre fortissimo ai miei ricordi di bambina.

Questi piccole pagine, in fondo parlano di noi. E forse il blog per me ha proprio questo senso: quello di ricongiungermi con chi ero e con chi c’è stato prima di me, o nella prima parte della mia vita.

La cucina, il cibo, è anche la rappresentazione di tutto ciò che la mia Mamma e la mia Nonna mi hanno trasmesso.

Mia Mamma mi racconta di memorabili panzanelle preparate insieme a mia Nonna. Si faceva una vita di campagna, in quell’epoca. Mia Nonna veniva da tradizioni contadine. E i contadini usavano fare colazione a mezza mattinata con il pane e i prodotti della terra. Erano tempi in cui le persone di alzavano prestissimo e facevano lavori di fatica. Potevano permetterselo di fare colazione con questi piatti ricchi. Oggi non sarebbe pensabile con la vita (più) sedentaria che facciamo.

Eppure ogni tanto mi piace sostituire il pasto con una di queste meraviglie. Per me non esiste nessun sapore al mondo che possa eguagliare il pane con il pomodoro. Se poi ci aggiungiamo qualche erba dell’orto (ravanelli, rucola, basilico) e completiamo il quadro con olio extra vergine auto prodotto…..c’è da farsi venire i brividi sulla pelle.

Nulla come il pane e il pomodoro mi riporta indietro nel tempo. Li preferisco a qualsiasi altra cosa al mondo.

Quella che vi presento oggi è una panzanella un po’ diversa da quella che mangiavo con mia Nonna, perché quella toscana, a differenza della nostra, si usa farla sbriciolando il pane. Poco cambia, nella sostanza vera: resta un piatto da re dal sapore inconfondibile.

Semplicissima da preparare, con pochissime regole da rispettare: usare pane raffermo avanzato, possibilmente casalingo. Del pane, non gettate nulla: anche la crosta sarà buonissima. Verdure fresche (se avete fortuna come me di saccheggiare un orto, meglio ancora!).

Mi sarebbe piaciuto gustare questa versione con Nonna e Mamma insieme. Ho potuto solo con mia Mamma. O forse non è così. Forse lei c’era, tra le nostre parole e i nostri bocconi.

5.0 from 1 reviews
Panzanella toscana
 
Autore:
Resa: Per 2 persone
Ingredienti
  • 200 g di pane raffermo
  • 10 pomodorini
  • 3 cucchiai di aceto
  • ½ cipolla rossa dolce
  • Basilico
  • Olio extra vergine di oliva
  • Sale
  • Pepe
Preparazione
  1. Tagliate la cipolla a rondelle sottilissime e mettetela in una ciotolina con poca acqua e un cucchiaio di aceto.
  2. Lavate e tagliate i pomodorini in quattro pezzi.
  3. In una ciotola a parte mettete due dita di acqua e due cucchiai di aceto e immergete il pane raffermo, giusto il tempo per ammollarlo.
  4. Strizzate il pane e sbriciolatelo all'interno di una ciotola.
  5. Unite i pomodorini e il basilico fatto a pezzetti con le mani.
  6. Unite la cipolla a rondelle.
  7. Condite il tutto con olio, sale e pepe secondo proprio gusto.
  8. La panzanella è pronta per essere gustata.


Ricciarelli di Siena

Chi di voi ama le mandorle, non può non provare almeno una volta nella vita a fare i ricciarelli, un dolcetto tipico di Siena dall’aspetto candido, grazie alla breve cottura e allo zucchero a velo che si usa per ricoprirli. 

Sono semplici da fare, basta usare dei piccoli accorgimenti. In particolare sulla cottura: dovrete sfornarli non appena vedrete apparire le famose crepe in superficie. Quello è il momento giusto. L’attimo dopo saranno già troppo cotti. La caratteristica dei ricciarelli è proprio la loro breve cottura: dovranno rimanere infatti bianchi e non croccanti come un comune biscotto. 

Sono deliziosi da prendere con un thé, e una bellissima idea regalo. 

© Michela De Filio

[Ricetta tratta da “Manuale di pasticceria italiana” di Scolari e Busnelli]

Ingredienti per circa 40 ricciarelli:

330 g di mandorle bianche
10 g di mandorle amare
380 g di zucchero (io ne ho messi 250) 
100 g di albumi
55 g di arancia candita (io ho messo zeste di due arance bio) 
16 g di glucosio (facoltativo) 
1 g di carbonato di ammonio (ammoniaca per dolci)
1 cucchiaio di estratto di vaniglia
 Zucchero a velo

Procedimento:

Unite in un mixer le mandorle, le zeste di arancia, il glucosio, una parte di albume e lo zucchero. 
Frullate il tutto, quindi aggiungete il resto dell’albume, il carbonato di ammonio e l’estratto di vaniglia. 
L’impasto dovrà risultare morbido, ma ben legato e non cedevole. 
Formate un lungo salsicciotto, quindi tagliate a fettine e formate i vostri ricciarelli, cercando di dare la classica forma romboidale. 
Passateli nello zucchero a velo e disponeteli su una placca ricoperta di carta forno. 
Coprite e lasciate riposare qualche ora. 
Riscaldate il forno a 170° e cuocete i ricciarelli, che dovranno rimanere molto chiari (sfornateli quando sulla superficie inizieranno a formarsi delle crepe).


Pappa al pomodoro

clicca sulle immagini per ingrandirle

A chi mi chiede quale sia il segreto per la realizzazione di un piatto eccellente, io rispondo: fare con amore, documentarsi e scegliere ingredienti di primissima qualità. Queste tre cose non sono in grado di prescindere l’una dalle altre. Sono fondamentali, essenziali, necessarie tutte e tre in egual misura. Da sole non sortiscono lo stesso effetto, non fanno storia.
Nel mio immaginario di donna adulta, avevo sempre erroneamente associato la pappa al pomodoro ad una cosa che non poteva piacermi…qualcosa di molle, insignificante, non una cosa che valesse la pena provare. 
Finché una sera mi è venuta questa strana fantasia. 
Parlavo con Eleonora, e le chiedevo di fare qualcosa insieme, io e lei. Una ricetta su cui mettere le mani insieme, a distanza. Qualcosa a cui pensare insieme, che ci facesse rasserenare un pò. 
Non me lo ricordo come mi è venuta fuori questa idea. Forse perché di fatto la cucina Toscana mi piace un sacco. Ma l’associazione come l’ho fatta? boh! So solo che mi sono illuminata e le ho detto “La pappa al pomodoro!!!“. 
Eleonora non solo ha accolto la proposta senza batter ciglio, ma pochi minuti dopo mi ha mandato la foto della ricetta stampata  su una enciclopedia culinaria di famiglia 😀
In dieci minuti avevamo già fatto un giro di ricerche e deciso: la ricetta si segue questa, il pane sciapo raffermo ce lo facciamo da noi la settimana prima. Per fare le cose per bene, per metterci quel giusto sentimento che meritano le ricette regionali (salvo poi prenderci in giro a vicenda, “dimmi te chi è quello squilibrato che fa il pane sciocco per fare la pappa” :D)
Sono felicissima di avere provato questa ricetta: un piatto fatto di ingredienti semplici eppure squisiti. Incredibile, ma sono proprio i piatti più poveri ad essere i più degni di nota. Almeno per il mio palato. 
Questa pappa al pomodoro l’ho gustata densa e l’ho assaporata cucchiaio dopo cucchiaio. Il sapore del pomodoro si fonde nel pane, il basilico dona quel profumo inebriante e l’olio extra vergine dei miei genitori mette la firma a questo piatto che si fatica a credere sia così semplice da preparare. In ultimo, ma non meno importante, in certi bocconi si incontrano le croste del pane, che restano più consistenti rispetto al resto e sono una vera, pura, meravigliosa, sconvolgente poesia. 
_________________________
Dunque, una settimana prima io ed Eleonora 
ci siamo studiate come fare il pane sciocco con
un preimpasto al lievito madre, lo abbiamo realizzato, 
fatto a fette e fatto raffermare.
Abbiamo quindi dato vita a questa meraviglia!
Enjoy!
__________________________

Ricetta presa ed adattata da
La mia cucina” – Grande Enciclopedia illustrata
Ed. De Agostini

Ingredienti:

400 gr di pane toscano raffermo, tagliato a fette (io 350 gr e l’ho anche tostato)
500 gr di pomodori maturi pelati e privati dei semi
6 foglie di basilico
700 ml di brodo di dado (io l’ho fatto vegetale con carota, sedano, cipolla e pomodoro spaccato)
1 cucchiaino di concentrato di pomodoro (io non l’ho messo)
Olio extra vergine
Aglio
Sale
Pepe

Procedimento:

Preparate un buon brodo vegetale. Io ho messo a bollire un litro abbondante di acqua con una carota, del sedano, un pezzo di cipolla, un pomodoro spaccato, olio e sale.
Filtrate il brodo una volta pronto.
Pelate i pomodori, immergendoli prima in un tegame con un fondo di acqua bollente. 
Tagliateli a metà, eliminate i semi, e quindi fateli a pezzetti. 
In un tegame mettete dell’olio, dell’aglio intero e lasciate scaldare. 
Buttateci dentro i pomodori a pezzetti, girate e lasciate andare circa 10/15 minuti.
Nel frattempo, lavate il basilico e fatelo a pezzetti, lasciandolo in una ciotolina.
Aggiustate i pomodori di sale e pepe e togliete l’aglio.
Trascorsi i 15 minuti, versate il brodo nei pomodori e immergetevi le fette di pane tostato.
Aggiungete il basilico tritato.
Continuate ogni tanto a girare, il pane inizierà a sgretolarsi.
Lasciate cuocere finché il brodo si sarà assorbito (secondo vostri gusti)
Impiattate e servite con un giro di olio extra vergine.




Ecco la realizzazione di Eleonora 





_____________________________

“..domani, domani, 
chi lo sa che domani sarà [..]
se in questo futuro nero buio
forse c’è qualcosa che ci cambierà
io credo che il dolore
è il dolore che ci cambierà..”

Grazie Eleonora


Pane sciocco toscano

clicca sulle immagini per ingrandirle

Io ed Eleonora, una mia amica-lettrice, abbiamo insieme un progetto molto carino per una ricetta a 4 mani che ci ha parecchio entusiasmate. Insieme abbiamo scelto la ricetta, l’abbiamo condivisa, e insieme abbiamo deciso come realizzarla. Per fare questa ricetta, che scoprirete spero la prossima settimana, avevamo bisogno di pane sciapo. 
Mica lo compreremo??? 
Nooooooo!!!

Ce lo facciamo in casa!
Liberamente ispirata al post di Martina che vedete qui, la ricetta di questo pane parte da un preimpasto con lievito madre: appena 30 grammi! La prova che avevo fatto con questo pane mi aveva entusiasmata troppo per non riprovarci..e sia io che Eleonora ci siamo trovate benissimo.
Il mio pane doveva essere meno brunito, però devo dire per onestà che non mi dispiace affatto così croccante e scuro. Ad ogni modo, se decideste di rifarlo, potete lasciarlo più chiaro, per averlo più simile al pane sciocco originale.

La cosa splendida splendente di questa realizzazione è stata questa: a distanza di centinaia di chilometri, io ed Eleonora abbiamo realizzato questi pani con lo stesso lievito madre. Si si, avete capito bene. Perché il lievito madre che abbiamo usato, lo abbiamo avuto tutte e due in regalo da Adriano al suo corso (non a caso il mio lievito si chiama Adriano e il suo Adrianino :D)
Io questa cosa la trovo meravigliosa. E anche Eleonora. Infatti ci siamo dette che questi pani sono fratelli.

Voi non lo trovate bellissimo? :’)

E poi…i nostri sono pani che abbracciano l’Italia:
un quarto laziali, un quarto campani, un quarto toscani e un quarto veneti.

Qui potete vedere il pane fratello che ha realizzato Eleonora.

_______________________

Ingredienti:

Preimpasto

175 gr di farina
100 gr di acqua
30 gr di lievito madre

Impasto

Tutta la biga
250 gr di farina 0
125 gr di acqua

Procedimento:

La sera prima sciogliete il lievito madre nell’acqua del preimpasto. 
Unite la farina e miscelate con gancio a foglia per un minuto. 
Pulite il gancio, coprite la ciotola con pellicola e poi con un panno di cotone.
Lasciate riposare per 12 ore a temperatura ambiente
Il preimpasto pronto si presenterà così:

Al mattino, al preimpasto unite la farina e l’acqua e azionate l’impastatrice alla minima velocità per idratare bene tutta a farina
Ad idratazione avvenuta, aumentate la velocità e fate incordare. 
L’impasto incorda facilmente, ma fermatevi due-tre volte per ribaltare l’impasto, riazionando l’impastatrice. 
Mettete l’impasto su un piano da lavoro, arrotondatelo e riponetelo nella ciotola pulita.
Coprite con pellicola e fate riposare 1 ora
Riprendete l’impasto e sul piano da lavoro formate il filone, lasciando la linea di giuntura lateralmente sulla superficie.

Coprite e lasciate lievitare fino a raddoppio (dipende dalla temperatura, il mio ha impiegato un paio d’ore circa)
Scaldate il forno a 200°, e intanto cospargete sulla superficie della farina di riso.
Infornate e portate a cottura.

__________________________
Con questa ricetta partecipo alla raccolta Panissimo ideata da Sandra e Barbara



Sandrì, finisce che prima momenti mi picchiavi perché non partecipavo, 
e adesso mi picchierai perché sto sempre in mezzo alle scatole 😀 😀 😀

Di questi mutamenti: farinata di ceci

clicca sulle immagini per ingrandirle

Dal Treno 

Guardavo passarmi davanti le donne,
le presenti e le future,
i paesaggi
e i pali del telegrafo,
ho visto il giorno e la notte
succedersi in silenzio.
Scendero’ giu’ a qualche stazione
pazzo di questi mutamenti di colori e linee
per comunicarti
che al cinquecentesimo chilometro dell’amore
ti amavo esattamente come al primo. 

Izet Sarajlic – 1953

___________________________________

Ingredienti:
300 gr di farina di ceci
800 ml di acqua
Mezzo bicchiere di olio extra vergine 
Sale
Pepe
Rosmarino
Olio per oliare la teglia
Procedimento

Preparatevi tutti gli ingredienti
In una ciotola setacciate la farina di ceci e nel mezzo versateci poca acqua
Iniziate a sbattere dal centro con la forchetta, amalgamando pochissima farina per volta, per evitare che si formino grumi. 
A mano a mano aggiungerete poca acqua, sempre stando attendi a non formare grumi. Abbiate la pazienza di andare piano e non avere fretta. Il composto alla fine dovrà essere assolutamente liquido e setoso. 
Mettete poi un coperchio e lasciate riposare 4 ore a temperatura ambiente. 
Passate le 4 ore, aggiungete il sale (io non l’ho pesato, credo potessero essere circa 10 gr). 
Aggiungete mezzo bicchiere di olio extra vergine e mescolate bene. 
Noterete che la consistenza sarà leggermente cambiata, si presenterà un pochino più pastosa. 
Ora, oliate abbondantemente una teglia da forno e versateci dentro il liquido. 
Sulla superficie, spolverate del pepe a piacimento e spezzettate il rosmarino
Mettete in forno prerisacaldato a 210° per circa 30 minuti, poi 15 minuti con il solo grill, fino ad ottenere una superficie ambrata.


Ricette amiche #5: pici toscani all’aglione di Sandra

Clicca sulle immagini per ingrandirle

“Memorie e passi d’altri ch’io calpesto
 su stanchezze di secoli in alterna cadenza”
        CSI – Inquieto

Ho il petto gonfio e una ruota di penne colorate di dietro come un pavone in amore…non so se rende l’idea. Luccicore agli occhi ed emozione ancora forte nel presentarvi questo piatto, per la mia rubrica Ricette Amiche.
Ma andiamo con ordine!
Una sera stavo gironzolando nel blog di Sandra, Indovina chi viene a cena?. E’ bene precisare che quando un blog mi piace, non mi limito a vederne l’ultima ricetta, ma mi giro tutto il cucuzzaro un pò per conoscere meglio la persona che lo scrive e un pò perché se mi piace, è molto probabile che io ci possa trovare tante ricette di mio interesse. Insomma, non mi accontento, ecco.
Mentre giravo i post di Sandra, mi sono imbattuta in uno che mi ha immobilizzata. Nel post Sandra citava una canzone per me molto importante, non molto conosciuta, che è un pò il mio inno personale. E non c’è niente da fare, la musica è avvicinamento. Ci potete credere!
Sandra  è una tipa tosta e toscanaccia, che va per le vigne coi tacchi pur di preparare la Stiaccia con l’uva, che se nevica e non si può prendere la macchina, inventa una cena a base di pane e pizza fatta in casa. Ama il colore viola, come me, ed è una giovane Donna molto sensibile.
E’ mamma di due bambini – prima o poi qualcuno le dirà che a 15 e 18 anni sono quasi in età da prender moglie e marito 😀 – e compagna di 1/2 Pompelmo, che suppongo chiami così perché è la sua perfetta metà
Sandra dice di sé

IO sono la vivandiera, IO sono l’approvvigionatrice, IO sono la sperimentatrice degli intrugli ed esperimenti vari

Il 1/2 Pompelmo invece assaggia – beatitudine di una vita da maschio 😀
Sandra mi fa ridere a crepapelle quando racconta le scenette della sua vita quotidiana, come quando ci ha raccontato del suo non riuscire a dormire e della sua ottocento metri ad ostacoli :D, poi però un minuto dopo mi commuove e mi fa piangere davanti al pc mentre racconta di come ha perso la sua Yuma
Insomma, io sto imparando a conoscerla e vi invito tutti a curiosare nel suo blog! 
Parlando della ricetta, Sandra me l’aveva detto: per fare i pici non ci vuole niente, basta saper usare bene le mani. Io i pici li avevo mangiati solo una volta in vita mia e per giunta comprati…insomma, niente a che vedere con questo piatto che vedete sopra. Ho voluto provarli subito perché sono una gran testarda e non mi sono accontentata nemmeno qui, perché li ho preparati per un pranzo a casa di 8 persone!
E’ per certo una delle ricette di cui vado più orgogliosa, perché a mangiare questo piatto mi sono commossa nel pensare a come si può raggiungere vette divine con pochi semplici ingredienti: acqua, farina, pomodoro e aglio. Vi invito tutti a provare: sono facilissimi!
Qui potete trovare la ricetta di Sandra.

Ingredienti per 4 persone:

Per la pasta 

400 gr farina di grano duro Molino Chiavazza
1 cucchiaio di olio extra vergine
1 pizzico di sale
Acqua tiepida q.b.

Per il sugo

5 spichi d’aglio
400 gr di polpa di pomodoro
Olio e Sale

Procedimento:

Ho impastato la farina con l’acqua tiepida, un pizzico di sale e l’olio extra vergine. Regolatevi a occhio: l’impasto deve essere liscio, omogeneo ed elastico. 
In una bustina per congelare ho sparso della farina e ci ho messo dentro l’impasto, lasciandolo riposare una mezz’ora. Trascorso il tempo, ho iniziato a fare i miei pici, lasciando l’impasto nella bustina, in modo che si mantenesse umido…infatti è importante che l’impasto non secchi: così sarà un gioco!
Ho prelevato un pezzetto di pasta per volta, così: 

Per fare i pici basta partire con un pezzetto di pasta al centro della tavola, poggiarci le mani e muovere su e giù, tendendo ad allargarle verso l’esterno: come se doveste fare il salsicciotto degli gnocchi, per capirci. 
A mano a mano che i pici erano pronti, li ho passati nella farina e disposti su dei vassoi coperti da panni di cotone infarinati: 

A questo punto ho preparato il sugo. Molto semplice: un fondo di olio extra vergine in una pentola con 5 spicchi di aglio. Ho lasciato dorare e ho aggiunto i pelati con il sale. Ho lasciato cuocere circa mezz’ora e nel frattempo ho cotto i pici con abbondante acqua salata e un cucchiaio di olio.

Ho servito il tutto con una bella spolverata di pecorino romano.

E ora so che DIO ESISTE! 😀