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Dado granulare vegetale (realizzato con bucce e scarti)

Ormai lo sanno tutti, che in cucina mi piace moltissimo l’idea del riciclo. Sono del partito “non si butta via niente”, come detto innumerevoli volte.

Per questa motivazione, quando Maddalena mi ha parlato del dado fatto in casa con bucce e scarti di ortaggi, mi sono letteralmente illuminata. Così tanto che ho provato immediatamente a farlo.

Io non uso dadi comprati, li ho eliminati dalla mia cucina da diversi anni. Per insaporire ho sempre utilizzato ortaggi freschi, ma il dado è comunque comodissimo e molto versatile..e soprattutto si conserva a lungo, quindi è sempre a disposizione. Credo non lascerò mai più questa ricetta magnifica!

Il concetto è quello di utilizzare le bucce e gli scarti di ortaggi e verdure varie. Naturalmente vanno usati scarti freschi, quindi io ho agito in questo modo: ho sfruttato una giornata in cui sapevo di avere gente a cena: ho preparato delle carote al forno, delle patate al forno, una carne alla pizzaiola (così da ricavare le bucce di pomodoro).

Oppure potete pulire una buona quantità di verdure e farle a dadini per un buon minestrone, da consumare fresco oppure da congelare pronto all’uso.

Se poi, come me, avete la fortuna di avere un orto a disposizione, il vostro dado sarà ancora più buono e salutare (di tutto ciò che ho messo in questa preparazione, solo le carote erano comprate. E ho inoltre aggiunto un paio di cucchiai di polvere di peperone di Senise di cui vi avevo parlato qui, anche questo comprato).

Le verdure le ho tutte lavate accuratamente in acqua e bicarbonato e per la composizione ho fatto a piacere: potete creare da soli il vostro dado, aggiungendo tutto quello che vi piace. Non dimenticate però mai la cipolla, perché quella è a mio avviso fondamentale.

Vi riporto nella ricetta gli ingredienti che ho inserito io, ma come accennavo prima, fate secondo vostro gusto e vostra disponibilità del momento.

Io ho preparato in tutto 1.4 kg di bucce e alla fine ho ricavato 4 bei barattoli di dado. Non ho pesato la resa, ma non preoccupatevi tanto di questo…..se ne avrete in più, sarà anche una bellissima idea regalo per i vostri amici 🙂

5.0 from 4 reviews
Dado granulare vegetale
 
Autore:
Tipo di ricetta: Preparazioni di base
Ingredienti
  • Bucce di patate
  • Bucce di zucchine
  • Bucce di carote
  • Bucce di pomodoro
  • Steli di cipollotti
  • Cipolla
  • Aglio
  • Basilico
  • Sedano
  • Dragoncello
  • Salvia
  • Vino bianco
  • Sale
  • Bicarbonato per lavare
Preparazione
  1. Lavate accuratamente tutte le verdure in acqua e bicarbonato.
  2. Sbucciate le patate, le carote, i pomodori e le zucchine.
  3. Aggiungete tutto il resto degli ortaggi, anche le parti più verdi, a piacimento.
  4. Pesate il tutto.
  5. Poi pesate il sale: dovrà essere la metà del peso delle verdure.
  6. Mettete le bucce e il sale in un tegame, quindi aggiungete un bicchiere o due di vino a seconda della quantità delle verdure (io su 1.4 lg ho messo 2 bicchieri di vino).
  7. Fate stufare fino a che il vino sarà quasi completamente evaporato.
  8. Preparate una placca ricoperta di carta forno e disponeteci sopra le verdure in modo che formino un letto.
  9. Mettete in forno a 160° con sportello leggermente aperto: in circa 1 ora le vostre bucce saranno secche e potrete passarle in un macinino che le polverizzi.
  10. Una volta ottenuta la polvere, rimettetela in forno spento ancora caldo ad asciugare per qualche ora.
  11. Il vostro dado è pronto per essere messo in vaso.


Pizza estiva sottile con peperoni, cipolle e maggiorana

 

 

Pizza estiva sottile con peperoni, cipolle e maggiorana
 
Autore:
Resa: 2 pizze medie
Ingredienti
  • 500 g di farina di tipo 1 macinata a pietra
  • 370 g di acqua
  • 60 g di pasta madre
  • 25 g di olio extra vergine di oliva
  • 10 g di sale
  • 1 peperone rosso
  • 1 peperone giallo
  • 1 cipolla grande
  • Qualche rametto di maggiorana fresca
  • Olio extra vergine di oliva
  • Sale
Preparazione
  1. Sciogliete la pasta madre in una piccola parte di acqua presa dal totale, all’interno della planetaria.
  2. Aggiungete tutta la farina e buona parte dell’acqua.
  3. Lavorate alla minima velocità incordando l’impasto e aggiungendo l’acqua rimanente poca per volta.
  4. Fermate la planetaria e con una spatola flessibile rovesciate l’impasto nella ciotola.
  5. Continuate ad impastare aumentando un pochino la velocità e aggiungendo l’olio a filo, piano piano.
  6. Una volta assorbito l’olio, aggiungete il sale.
  7. Rovesciate l’impasto su un piano da lavoro e arrotondatelo.
  8. Ponetelo in una ciotola leggermente oliata e chiudete con tappo.
  9. Fate lievitare circa ¾ ore, quindi mettete l’impasto in frigorifero per tutta la notte.
  10. Al mattino, togliete l’impasto dal frigorifero e fatelo acclimatare un paio d’ore.
  11. Dividete l’impasto in due parti e arrotondatelo.
  12. Preparate le teglie con abbondante semola rimacinata.
  13. Stendete le pizze con gentilezza per non compromette l’aria.
  14. Coprite con un panno di cotone e lasciate riposare 1 ora.
  15. Accendete il forno a 250°, intanto pulite e tagliate i peperoni e la cipolla a rondelle.
  16. Guarnite la pizza, completando con olio, sale e foglioline di maggiorana.
  17. Infornate e portate a cottura.

 

 

 

 

 


Parmigiana di melanzane

 

Lo devo ammettere: la parmigiana di melanzane è il mio piatto preferito da sempre. La mangio una volta l’anno, rigorosamente in estate, ma quel giorno per me è sempre una festa! Amo il suo profumo, e amo prepararla tutta da sola…è come un rito per me.

Ho imparato a farla da mia mamma, ma negli anni, ripetendola, ho perfezionato il procedimento, stando attenta ai piccoli particolari che mi permettessero di avere un risultato perfetto. D’altra parte, se si mangia una volta l’anno, quella volta deve essere coi fiocchi.

Gli errori in cui si può facilmente incappare sono:

– Ottenere una parmigiana buona ma con troppa salsa, una sorta di piscina in cui le melanzane navigano.

– Ottenere una parmigiana troppo unta: se il fritto non è asciutto, e se si mette troppo olio nella salsa. La parmigiana non deve navigare nell’olio e soprattutto deve essere digeribile.

– Ottenere una parmigiana dal vago retrogusto amaro: specie se le melanzane sono del proprio orto, quindi non trattate, possono avere una buona concentrazione amara nella buccia, ma anche qui c’è il rimedio.

Vediamo insieme qualche accorgimento:

Il sugo della parmigiana deve essere fatto con pomodori freschi, non accontentatevi di usare una salsa già pronta, perchè per quanto buona, non vi donerà lo stesso risultato. La salsa svolge un ruolo fondamentale.

Il fritto deve essere asciutto: assicuratevi di passare le melanzane su più carte assorbenti in modo che possano perdere una parte dell’olio di frittura.

Nella salsa al pomodoro mettete appena un filo di olio extra vergine, non di più. Le melanzane sono già fritte e quell’olio basterà a insaporire anche la salsa, in cottura.

Non abbondate con la salsa negli strati, altrimenti rischiate di avere una parmigiana che naviga nel pomodoro: basta mettere la salsa in modo intervallato sulle melanzane…anche se non copre tutta la superficie, in cottura si espanderà e potrete avere una parmigiana compatta e dalla giusta umidità.

5.0 from 1 reviews
Parmigiana di melanzane
 
Autore:
Resa: 6 persone
Ingredienti
  • 1 kg di pomodori da sugo
  • 500 g di mozzarella di bufala (ma va bene anche un buon fior di latte)
  • 4-5 melanzane medie
  • Basilico abbondante
  • Parmigiano abbondante
  • Aglio
  • Olio extra vergine di oliva
  • Olio per friggere
  • Sale fino
  • Sale grosso
Preparazione
  1. Per prima cosa lavate e tagliate le melanzane a fettine sottili. Mettetele in una scolapasta sistemandole a strati e su ogni strato spolverate un pò di sale grosso.
  2. Lasciate riposare circa 40 minuti, il tempo che occorrerà per far di che le melanzane buttino fuori un pò della loro acqua insieme a un pò del loro gusto amaro.
  3. Nel frattempo preparate il sugo: lavate e tagliate i pomodori con tutta la buccia, tagliateli in modo molto grossolano.
  4. In un tegame fate un fondo con aglio e un filo sottile di olio extra vergine.
  5. Gettateci dentro i pomodori, salate, aggiungete abbondante basilico e lasciate cuocere circa 15 minuti.
  6. Ora passate tutto il pomodoro nell'apposito strumento, in modo da ottenere una salsa liscia e densa, quindi lasciate da parte.
  7. Riprendete le melanzane, sciacquatele sotto acqua corrente e strizzatele con le mani.
  8. Friggete le melanzane in olio bollente, avendo cura di farle asciugare per bene: io le passo prima su una carta assorbente e poi le sistemo su carta paglia.
  9. Spezzettate con le mani la mozzarella.
  10. Prendete ora la teglia, fate un fondo con poco pomodoro e iniziate a sistemare gli strati in questo modo: strato di melanzane, pomodoro, parmigiano e mozzarella.
  11. Io di solito faccio quattro strati.
  12. Cuocete la vostra parmigiana in forno a 190° fino a doratura della superficie.
  13. Consiglio di lasciarla riposare prima di gustarla.


Spaghetti alla nerano

In questo periodo, le nostre piante di zucchine stanno dando il meglio di sé: frutti da raccogliere ogni giorno, tenere zucchine con fiori grandissimi e giallissimi, che al mattino donano il loro splendore massimo con la loro apertura.

La zucchina, come molti altri ortaggi di questa stagione, è molto versatile e si può cucinare in tantissimi modi. Uno dei più appetitosi è sicuramente lo spaghetto alla Nerano.

Il piatto prende il nome dal luogo di origine, Nerano appunto, nella penisola Sorrentina. Un piatto su cui ognuno dice la sua, rivendicando l’originalità, ma è solo una la cosa certa: è buonissimo.

Per realizzarlo andrebbe utilizzato il Provolone del Monaco, che viene prodotto in Campania. Naturalmente non tutti abbiamo la fortuna di poterlo trovare facilemente, quindi in questo caso si può sostituire con un caciocavallo di altra origine del Sud, purché di qualità.

Il segreto vero di questo piatto è la sapiente mantecatura, da realizzare dosando i formaggi con acqua di cottura, fino ad ottenere uno spaghetto umido e cremoso.

Vediamo adesso come li ho preparati 🙂

4.7 from 3 reviews
Spaghetti alla nerano
 
Autore:
Tipo di ricetta: Primi Piatti
Resa: Per 4 persone
Ingredienti
  • 400 g di spaghetti alla chitarra freschi
  • 4 zucchine di media grandezza
  • 100 g di caciocavallo
  • 100 g di grana padano
  • Olio
  • Sale
  • Abbondante basilico
Preparazione
  1. Lavate e tagliate le zucchine a rondelle sottili.
  2. Friggetele senza scurirle troppo, scolatele e lasciatele da parte.
  3. Lessate gli spaghetti in abbondante acqua salata.
  4. Intanto in un tegame pulito fate un giro di olio extra vergine e scaldatelo.
  5. Scolate la pasta molto al dente e conservate l'acqua di cottura.
  6. Gettate gli spaghetti nell'olio caldo, insieme ad un mestolo di acqua di cottura e girate aggiungendo i formaggi e le zucchine.
  7. Aggiungete acqua di cottura, quel tanto che serve per mantenere umidi gli spaghetti, fino a che i formaggi saranno sciolti.
  8. Togliete dalla fiamma, aggiungete abbondante basilico e servite caldi.

La meraviglia di possedere un orto


Pizza con le puntarelle

Durante i miei ultimi giorni in Veneto, alcuni ragazzi mi hanno chiesto di spiegar loro cosa sono esattamente le puntarelle. Alcuni dei miei colleghi milanesi venivano in trasferta a Roma con il chiaro intento di mangiarle.

Le puntarelle sono tipiche della tradizione romana e fanno parte della famiglia delle cicorie. Al nord, dove sono stata per qualche tempo, la chiamavano cicoria catalogna.

Le puntarelle non sono altro che i germogli che nascono all’interno del ceppo, piuttosto duri, vagamente somiglianti a robusti asparagi. Una noia pulirle, ma deliziose al palato per chi ama le note amarognole.

A Roma si mangiano tipicamente con le acciughe, in insalata. Io ho voluto rendere omaggio alle puntarelle dell’orto di mia Mamma e le ho cosparse abbondantemente su delle pizze.

Le ho usate in totale assolo, ma nessuno vi vieta di variegare anche con base di mozzarella o con acciughe, se piacciono.

5.0 from 1 reviews
Pizza con le puntarelle
 
Autore:
Tipo di ricetta: Lievitato salato
Resa: Per due lingue di pizza da 35 com di lunghezza
Ingredienti
  • Per il pre impasto
  • 100 g di farina di tipo 1 macinata a pietra
  • 100 g di acqua
  • 50 g di pasta madre
  • Per l'impasto
  • 350 g di farina di tipo 1 macinata a pietra
  • 210 g di acqua
  • 20 g di olio extra vergine
  • 8 g di sale
  • 2 g di malto diastasico (facoltativo)
  • Per il condimento
  • Puntarelle
  • Olio extra vergine di oliva
  • Sale
Preparazione
  1. Ore 11.00
  2. Nella planetaria sciogliete la pasta madre insieme nell'acqua e aggiungete la farina mescolando bene. Sigillate con pellicola e lasciate fermentare.
  3. Ore 19:00
  4. Al pre impasto fermentato aggiungete tutta la farina, il malto e buona parte dell'acqua.
  5. Lavorate alla minima velocità incordando l'impasto e aggiungendo l'acqua rimanente poca per volta.
  6. Fermate la planetaria e con una spatola flessibile rovesciate l'impasto nella ciotola.
  7. continuate ad impastare aumentando un pochino la velocità e aggiungendo l'olio a filo, piano piano.
  8. Una volta assorbito l'olio, aggiungete il sale.
  9. Rovesciate l'impasto su un piano da lavoro e arrotondatelo.
  10. Ponetelo in una ciotola leggermente oliata e chiudete con tappo.
  11. Fate lievitare circa 3 ore, quindi mettete l'impasto in frigorifero per tutta la notte.
  12. Al mattino, togliete l'impasto dal frigorifero e fatelo acclimatare un paio d'ore.
  13. Dividete l'impasto in tre parti, dando con le spatole una forma "a filone".
  14. Preparate le teglie con abbondante semola rimacinata.
  15. Stendete le lingue di pizza con gentilezza per non compromette l'aria.
  16. Coprite con un panno di cotone e lasciate riposare 1 ora.
  17. Accendete il forno a 250°, intanto passate un filo d'olio extra vergine sulle pizze e cospargete di chicchi di sale.
  18. Con la punta delle dita, esercitate delle piccole pressioni sulla superficie, creando delle fossette.
  19. Infornate e portate a cottura.
  20. Sfornate le pizze e lasciatele intiepidire.
  21. Intanto in una ciotola condite le puntarelle con olio e sale e cospargetele abbondantemente sulla pizza.
  22. Servite subito.


Ragu’ di croste di parmigiano

L’ho visto prima da Angelina e poi da Teresa, e me ne sono innamorata a colpo d’occhio. E io sono felice quando il web riesce a veicolare ricette come questa.

Povero, si dice, perché di prepara con gli scarti delle croste di parmigiano, che poi a casa mia non si sono mai considerati scarti: mia Mamma mi ha insegnato a mettere le croste nei minestroni, nella pasta e patate, e funziona davvero bene. Quando eravamo piccoli io andavo sempre a caccia delle croste nel mio piatto…le adoravo! Ricordi lontani di quando ero bambina e sapori a cui sono molto legata, per questo ho voluto provare questa ricetta, trattandola proprio come un ragù, con tanto di trito di sedano, carota e cipolla.

Il risultato? grandioso! Una pasta da leccarsi i baffi, per chi ce li ha 🙂

Ingredienti per 4 persone:

300 g di croste di parmigiano, grattate e pulite

200 g di polpa di pomodoro

2 cucchiai di doppio concentrato di pomodoro

Mezza carota

Una costina di sedano

Mezza cipolla

Olio extra vergine

Sale

Procedimento:

Riducete le croste di parmigiano in piccoli dadini.

Mettetele in 3 dita di acqua e fatele bollire circa 15 minuti.

A parte preparate la base per il ragù: due giri di olio e sedano, carota e cipolla tritati finemente.

Accendete il fuoco e lasciate andare due minuti.

A questo punto aggiungete il concentrato di pomodoro, girando con un cucchiaio di legno.

Mettete nel tegame le croste di parmigiano con tutta la loro acqua e la polpa di pomodoro.

Lasciate cuocere fino a che il sugo sarà ristretto, aggiustando di sale.


Pizza fiorita

 

Avere i genitori che abitano in campagna è una delle fortune più grandi che in una vita possa capitare. Avere la possibilità, quando l’anima si fa pesante, di uscire a fare due passi nel verde sconfinato, raccogliendo erbe e fiori spontanei, con la mia amica a quattro zampe Gemma e insieme alla mia amata Mamma…beh…credetemi, è una fortuna davvero.

In questi giorni difficili di passeggiate insieme alla mia Mamma ne ho fatte tante, insieme ci siamo fatte spettinare i capelli dal vento e insieme abbiamo sperato in un futuro insieme, in attesa che nasca Matteo.

Ma quello con la natura non è un legame nato ora. Vi ricordate di questa passeggiata? E poi, vi ricordate di queste pappardelle fiorite? Insomma, usare i fiori eduli mi è sempre piaciuto e ieri prima di cuocere la pizza sono uscita in campagna a cogliere ciò che potevo: fiori di timo, di acacia, bocche di leone, rughetta di campo…quanto è buona la rughetta? Troppo.

E così è nata la mia pizza fiorita. Pensavo che la mia famiglia avrebbe storto un pò il naso e invece queste favolose lingue sono sparite in 5 minuti.

Vi garantisco un prodotto eccezionale….molto scenografico, ovviamente, ma anche davvero buono.

Approfittate delle vostre campagne in questo periodo!

 Pizza fiorita 6 copia

Ingredienti per tre lingue di pizza da 35 cm di lunghezza:

Per l’impasto

600 g di farina di tipo 1 macinata a pietra

520 g di acqua

80 g di pasta madre

30 g di olio extra vergine

12 g di sale

2 g di germe di grano (facoltativo)

Per il condimento

Mozzarella di bufala

Fiori freschi di campo

Rughetta di campo

Olio extra vergine

Sale

Procedimento:

Sciogliete la pasta madre in una piccola parte di acqua presa dal totale, all’interno della planetaria.

Aggiungete tutta la farina, il germe di grano e buona parte dell’acqua.

Lavorate alla minima velocità incordando l’impasto e aggiungendo l’acqua rimanente poca per volta.

Fermate la planetaria e con una spatola flessibile rovesciate l’impasto nella ciotola.

continuate ad impastare aumentando un pochino la velocità e aggiungendo l’olio a filo, piano piano.

Una volta assorbito l’olio, aggiungete il sale.

Rovesciate l’impasto su un piano da lavoro e arrotondatelo.

Ponetelo in una ciotola leggermente oliata e chiudete con tappo.

Fate lievitare circa 3/4 ore, quindi mettete l’impasto in frigorifero per tutta la notte.

Al mattino, togliete l’impasto dal frigorifero e fatelo acclimatare un paio d’ore.

Dividete l’impasto in tre parti, dando con le spatole una forma “a filone”.

Preparate le teglie con abbondante semola rimacinata.

Stendete le lingue di pizza con gentilezza per non compromette l’aria.

Coprite con un panno di cotone e lasciate riposare 1 ora.

Accendete il forno a 250°, intanto passate un filo d’olio extra vergine sulle pizze e cospargete di chicchi di sale.

Con la punta delle dita, esercitate delle piccole pressioni sulla superficie, creando delle fossette.

Infornate e portate a cottura.

Sfornate le pizze e lasciatele intiepidire.

Intanto in una ciotola condite fiori e rughetta con olio e sale.

Sulla pizza fate uno strato di mozzarella di bufala e poi cospargetela dei fiori appena conditi.

 Pizza fiorita (2) copia

Pizza fiotira 4 copia  Pizza fiotira 3 copia


Brioches al gorgonzola con crumble di nocciole

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Queste brioches devono la loro vita al primo là che mi ha dato Teresa De Masi. E arrivano da un blog francese, dove vengono realizzate con lievito di birra.

Nemmeno a dirlo, si sono piazzate dritte dritte nel mio retrocranio. E allora eccole. 

Rispetto alla ricetta originale ho usato il lievito madre e ho diminuito il burro. 

Poi ho cambiato i tempi e la formatura: ho fatto lievitare l’impasto tutta la notte e poi al mattino ho formato con pirlatura (anziché stendere l’impasto e ricavarne dei dischi). 

Una brioche salata e molto molto soffice, grazie all’alta percentuale di burro. 

Vediamo come si fa 🙂

 © Michela De Filio 

Ingredienti:

Per la crema al gorgonzola

70 g di gorgonzola
10 g di panna fresca liquida
2 g di maizena
20 g di nocciole tritate
Sale
Pepe

Per il crumble di nocciole

50 g di farina 00
35 g di burro
15 g di parmigiano
20 g di nocciole tostate e tritate

Per l’impasto brioche

120 g di farina 00
72 g di semola rimacinata
100 g di burro bavarese
80 g di pasta madre
25 g di latte intero
13 g di miele
12 g di zucchero
2 uova
5 g di sale

Un uovo e poco latte per pennellare

Procedimento:

Per la crema al gorgonzola

Portate a bollore la panna e il gorgonzola
Aggiungete la maizena, il sale, il pepe e lasciate addensare a fuoco dolce.
Lasciate raffreddare e mettete da parte

Per il crumble di nocciole

Mescolate grossolanamente tutti gli ingredienti, impastando.
Ponete su una placca coperta di carta forno e cuocete in forno a 150 °, sfornando appena inizia a colorare, lasciandolo molto chiaro. 

Per l’impasto brioche

Sciogliete la pasta madre nel latte.
Inseritelo nella planetaria con metà della farina, il miele e lo zucchero.
Azionate l’impastatrice alla minima velocità per qualche minuto. 
Ora aggiungete le uova e la farina, poco per volta, alternandoli, fino ad esaurirli.
Assicuratevi di tenere sempre l’incordatura. 
Aggiungete a piccoli fiocchetti, poco per volta, il burro. 
Continuate ad impastare un paio di minuti e quindi aggiungete il sale. 
Una volta assorbito il sale, rovesciate l’impasto su un piano da lavoro e pirlatelo
Ponetelo a lievitare in una ciotola sigillata, fino almeno al suo raddoppio.
A raddoppio avvenuto, eseguite le pezzature da 100 g cadauna.
Arrotondatele e copritele con un telo, lasciandole raddoppiare. 
A raddoppio avvenuto, pennellate la superficie con uovo e latte battuti insieme.
Con le 4 punte delle dita, indice e medio di ogni mano, eseguite un foto al centro, come nella foto sopra.
Adagiateci al centro un pò di crema al gorgonzola, quindi ricoprite con il crumble di nocciole.
Infornate a 190° fino a cottura. 
Sfornate e lasciate raffreddare su una gratella.


Seitan

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Il seitan per la prima volta l’ho mangiato a Torino, in un ristorante aperto da ragazzi molto giovani, appassionati di veganesimo. Mi dicevano “assaggialo”. Ero un pò titubante, ma è stato subito amore. 
Forse sarà stata anche l’atmosfera magica di quella sera, forse saranno stati questi ragazzi che parlavano con amore di ciò che facevano, i tavoli di legno recuperato, le luci soffuse in un ambiente industrial…quel seitan mi era piaciuto da matti. Servito alla piastra, coperto di semi di sesamo. Un sapore unico che non dimenticherò mai. 
Tornata a Roma, ho provato a comprarlo in un negozio bio. Ma niente a che vedere con quello, che veniva preparato manualmente in cucina. Proprio un universo a parte. 
E un pò mi spiace…perché se qualcuno lo assaggia così per la prima volta, sicuramente si farà un’idea sbagliata di questa splendida pietanza. 
Di origini orientali, il seitan non è altro che un composto di acqua e farina. E quando lo si assaggia, sembra incredibile tutto ciò. 

Ho trovato la ricetta  qui nel blog di Helga, e la ringrazio per il suo post molto chiaro. 

Oggi vi propongo la mia preparazione. 

Devo ancora studiarmi bene il metodo per poter riprodurre quel mio primo seitan rimasto nel cuore, ma intanto ve lo presento con una salsina ricavata da una riduzione di brodo, aromatizzata con carota e salsa di soia. 

 © Michela De Filio 

Ingredienti:

Per il seitan

1 kg di farina manitoba
800 g di acqua
1,5 lt di brodo vegetale


Per la cremina

200 ml di brodo vegetale
2 cucchiai di salsa di soia
1 cucchiaio di farina
1 foglia di alloro
1 spicchio di aglio
1 carota lessa
Olio
Sale
Pepe

Procedimento:

In una terrina mettete l’acqua e la farina e lavorate l’impasto amalgamandolo, ma senza troppa cura.
Formate una palla, coprite con acqua tiepida e lasciate riposare 30 minuti. 
Intanto preparate il brodo vegetale con gli odori che più vi piacciono o che avete a disposizione. 
Trascorso il riposo, posizionate la ciotola nel lavandino, svuotatela dell’acqua e iniziate i lavaggi con l’acqua corrente. 
La massa di acqua e farina andrà lavata fino a che l’acqua perderà il bianco. 
La massa via via prenderà più corpo. 
Finito il lavaggio, mettete la massa in un panno di cotone bianco e legatelo come una caramella.
Immergete la caramella nel brodo e lasciate cuocere dolcemente per un’ora.
Togliete il seitan dal panno di cotone, lasciatelo raffreddare, dopodiché immergetelo di nuovo nel brodo per 24 ore.
Tagliate il seitan e scottatelo in padella con un cucchiaio di salsa di soia, un filo d’olio, uno spicchio di aglio e una foglia di alloro.
A parte in un pentolino mettete due dita del brodo di cottura, frullateci dentro una carota lessa e riducetelo a fiamma viva, aggiungendo un cucchiaio di farina. 
Aggiustate di sale e pepe.
Servite il vostro seitan con la cremina.


Pappardelle fiorite

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L’idea mi è venuta quando ho realizzato questo pane. Un pane fiorito. Quindi perché non una pasta? 

Amo giocare con gli impasti di ogni natura, e questo periodo nelle campagne è meraviglioso: un’esplosione di colori e fiori di tutte le specie. 
Molti di questi fiori sono commestibili: la borragine, la malva, i papaveri, il tarassaco, per citarne alcuni. E la natura è una cosa meravigliosa, specie se portata sulle nostre tavole. 
Una pasta tirata coi fiori. Una pasta fiorita. Da condire in bianco per dare spazio ai colori e alle fave che ho scelto per completare il condimento. 
Un piatto che profuma di sole. 
Testi e Ricetta  © Michela De Filio 
Per la pasta
La base della pasta potete prepararla come indicato qui.
Raccogliete dei fiori commestibili in campagna: Io ho usato malva, bocca di leone, valeriana, borragine, papaveri. Una volta stesa la pasta, ricopritela di fiori, pressatela con il mattarello, quindi ripassatela nella macchinetta per fissarla. La lasciate riposare e poi la tagliate a mano della larghezza che più vi piace. 
Per il condimento
Saltate in padella con aglio fresco e olio le fave sbucciate. Salate. Portatele a cottura, se necessario aggiungendo un pò di acqua calda. Amalgamate la pasta appena lessata con le fave, completate con del pepe e, se piace, del pecorino romano.